Concetti Chiave
- La teoria marginalista si basa sull'utilità marginale, enfatizzando l'importanza della domanda individuale e dell'equilibrio tra domanda e offerta nel mercato.
- Joseph A. Schumpeter focalizza l'analisi sull'imprenditore e l'innovazione, evidenziando come queste generino dinamiche di instabilità nel mercato.
- John M. Keynes critica il marginalismo per la sua incapacità di spiegare squilibri economici come disoccupazione e capacità produttiva inutilizzata.
- Keynes sottolinea che la domanda effettiva è centrale nell'economia, in contrasto con la visione astratta dei marginalisti.
- Il ruolo dello Stato è cruciale per stimolare la domanda attraverso un aumento della liquidità monetaria e delle spese pubbliche, senza la necessità di un bilancio in pareggio.
Fondamenti del marginalismo
In economia, per la teoria marginalista è fondamentale l’utilità o il valore d’uso di un bene, o meglio, l’utilità marginale, ovvero il grado di utilità che possiedono le dosi ultime di ciascun bene sul mercato: in questo caso, trovare la derivata della funzione vuoi dire calcolare, ad esempio, la variazione dell’utilità col variare della quantità del bene disponibile. La nuova teoria economica si basa, quindi, essenzialmente, sulla domanda degli individui, è una teoria della domanda. Alla base del Marginalismo c’è, inoltre, un’idea di perfetta trasparenza del mercato:
tale, cioè, che ciascun “attore” sia perfettamente informato. Così, l’equilibrio del mercato si realizza attraverso l’incontro della domanda e dell’offerta, cioè attraverso la massimizzazione della soddisfazione dei diversi soggetti-consumatori.
Schumpeter e l'innovazione?
Joseph A. Schumpeter sposta l’asse dell’analisi dal consumatore all’imprenditore, sulla continua ricerca di innovazioni da parte di questi. Le innovazioni immettono sul mercato dinamiche di vastissima portata, quindi sono anche fattore di permanente instabilità.
Keynes e la domanda effettiva
Per John M. Keynes è essenziale lo studio degli squilibri, a cui il Marginalismo non è in grado di dare spiegazioni: capacità produttiva inutilizzata, disoccupazione, ecc. Egli constata che non sempre il reddito viene speso integralmente: ad esempio, nelle decisioni di spesa degli imprenditori o in quelle dei risparmiatori, che spesso rinviano a tempo indeterminato il momento dell’investimento del loro reddito, abbassando la domanda. Nella vita economica appare, quindi, centrale il ruolo del saggio di interesse. Egli guarda alla domanda effettiva dei beni e non al mercato in astratto, come facevano i Marginalisti. Decisivo, in particolare, è il ruolo dello
Stato nella lotta alla disoccupazione, che può essere più efficace quanto più efficace e diretto è un aumento della liquidità monetaria deciso dallo Stato ed un aumento delle spese pubbliche che possono sopperire alle carenze della domanda privata e costituire un potente sollecitatore per uno sviluppo del ciclo consumi/investimenti. Non c’è più bisogno, per questo, di un “bilancio in pareggio”, in quanto l’aumento della liquidità monetaria promosso dallo Stato può avere un’efficacia maggiore di aumenti, ad esempio, della tassazione.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto chiave del marginalismo in economia?
- Qual è il ruolo dell'imprenditore secondo Schumpeter?
- Come affronta Keynes le problematiche economiche rispetto al marginalismo?
Il marginalismo si basa sull'utilità marginale, ovvero il grado di utilità delle dosi ultime di un bene, e sulla domanda degli individui, evidenziando l'importanza dell'informazione perfetta nel mercato per raggiungere l'equilibrio tra domanda e offerta.
Schumpeter sposta l'attenzione dall'analisi del consumatore a quella dell'imprenditore, sottolineando che la continua ricerca di innovazioni da parte di quest'ultimo genera dinamiche di vasta portata e instabilità nel mercato.
Keynes critica il marginalismo per la sua incapacità di spiegare gli squilibri economici, come la disoccupazione, e sottolinea l'importanza della domanda effettiva e del ruolo attivo dello Stato nel stimolare l'economia attraverso l'aumento della liquidità monetaria e delle spese pubbliche.