Concetti Chiave
- Stalin consolidò il suo potere nel Partito comunista a partire dal 1927, espellendo i dirigenti ostili in un contesto di crisi economica e isolamento internazionale.
- La fine della NEP nel 1927 fu causata da una raccolta di grano insufficiente e dal rifiuto dei kulàki di vendere il grano allo Stato a prezzi bassi.
- La collettivizzazione forzata iniziata nel 1930 trasformò le aziende agricole in kolchoz e sovchoz, deportando quasi un milione di famiglie di contadini oppositori.
- I piani quinquennali di Stalin portarono a un significativo aumento della produzione industriale e agricola, con il primo piano completato in anticipo e un incremento del 121% nella produzione industriale nel secondo piano.
- Lo stalinismo comportò una militarizzazione della forza-lavoro e un regime di terrore di Stato, con milioni di oppositori detenuti nei gulag e una società dominata dal culto della personalità di Stalin.
Qual è l'Ascesa di Stalin?
A partire dal 1927, con l’ espulsione di tutti i dirigenti a lui ostili, Stalin divenne padrone incontrastato del Partito comunista bolscevico. La situazione del Paese era molto difficile: l’URSS era isolata dal punto di vista internazionale e attraversata da una grave crisi economica. La Nep (Nuova Politica Economica) era stata avviata per favorire la produzione agricola ma aveva in realtà l’obiettivo di sfruttarne i proventi per sovvenzionare l’industria; nessun prestito poteva provenire dall’estero perché i Sovietici , essendosi rifiutati di pagare i debiti del governo zarista, non ricevevano più crediti dalle banche.
Crisi economica e fine della NEP
La fine della NEP fu decretata per l’insuccesso verificatosi, nel 1927, dalla raccolta del grano che risultò di un terzo inferiore a quello dell’anno precedente. La riduzione dell’esportazione di cereali diminuì l’afflusso nel Paese di valuta estera e mise in pericolo l’intero sistema economico sovietico. Quella che venne chiamata la crisi degli ammassi fu il segno tangibile del fallimento della NAP : in pratica i kulàki si rifiutavano di vendere il grano allo Stato a prezzi considerati così bassi da non coprire neppure i costi di produzione. Stalin decise quindi di interrompere la NEP. Venne intrapresa una campagna di requisizione forzata di cereali e iniziò una feroce campagna propagandistica contro i kulàki, indicati come "i nemici del popolo": i kulàki dovevano essere eliminati. Nel 1930 venne emesso un decreto che li divideva in tre categorie : "controrivoluzionari" , "fiancheggiatori dei controrivoluzionari " e "leali al regime". I primi due gruppi furono deportati in campi di concentramento e i loro beni furono confiscati mentre gli appartenenti al terzo, nonostante la lealtà riconosciuta, vennero comunque trasferiti in regioni diverse da quelle di origine.
Collettivizzazione forzata
Nel 1930 Stalin iniziò un vasto programma di collettivizzazione forzata , sempre col programma di produrre grano per sovvenzionare l'industria e ancora una volta i contadini si rifiutarono di vendere allo Stato a prezzi troppo bassi.ma diversa fu la soluzione adottata. Stalin decise che le aziende individuali dei contadini dovevano essere trasformate in aziende collettive, gestite come cooperative ( kolchoz) o direttamente dallo Stato (Sovchoz), con l'obbligo di consegna dei prodotti allo Stato a prezzi predefiniti. Si calcola che tra il 1929 e il 1934 siano state collettivizzate più di 3 milioni di aziende agricole che quasi un milione di famiglie siano state deportate come kulàki. Essendo molto difficile stabilire chi effettivamente fosse un kulàk, il regime utilizzò tale accusa per colpire tutti quei contadini che si opponevano alla collettivizzazione forzata della loro terra.
Piani quinquennali e industrializzazione
L’obiettivo principale di Stalin rimaneva quello di fare dell’URSS una grande potenza industriale e, per raggiungere tale scopo si ricorse ad un pianificazione centralizzata che prevedeva obiettivi differenziati da raggiungersi attraverso tappe di cinque anni, i cosiddetti piani quinquennali. Il primo di questi piani (1928) , portato a termine con un anno d’anticipo, ebbe un successo enorme, tanto che nel 1933 la produzione era quadruplicata rispetto al 1913; nel Paese la disoccupazione era praticamente scomparsa. Il secondo piano quinquennale (1932-1937) fece aumentare la produzione industriale del 121% e anche l’agricoltura registrò una crescita del prodotto del 50%.
Conseguenze sociali e politiche
Tali risultati costarono grandi sacrifici alla popolazione: “collettivizzazione forzata “e “industrializzazione accelerata” furono accompagnate da una vera e propria militarizzazione della forza-lavoro e da sempre più accentuate differenziazioni retributive. I salari , decisi dallo Stato, erano calcolati in base alla produttività,(politica della differenziazione salariale, nettamente contraria a uno dei principi base del comunismo)ed inoltre molti contadini inurbati (cioè che dalle campagne si erano trasferiti nelle città per lavorare nelle fabbriche) avevano difficoltà ad adattarsi alla dura disciplina di fabbrica, Stalin impose dei passaporti interni che impedivano loro ogni spostamento, punendo gli indisciplinati anche con il lavoro forzato.
Stalinismo e terrore di Stato
Alla base dello stalinismo vi erano:
• Il culto della personalità di Stalin
• La diffusione nel partito dell’idea della sua infallibilità
• La pratica del terrore di Stato per annientare i nemici della rivoluzione
• Uso sistematico dei mezzi di informazione di massa per esaltare l’opera di Stalin e screditare i suoi oppositori.
In pratica lo stalinismo fu l’identificazione del bene del Paese con la leadership di Stalin e con l’assoluto potere del partito.
L’URSS fu, come la Germania nazista, uno Stato totalitario nel quale il potere politico, quello militare e quello economico erano nelle mani di Stalin il quale , attraverso il partito da lui dominato, controllava l’intero Stato.
Negli anni ?30 l’Unione Sovietica visse quella che è stata definita l’epoca del “terrore” staliniano. Scovare complotti e attentati contro il suo potere divenne per Stalin un’ossessione e nessun settore della società venne risparmiato. Milioni di oppositori del regime vennero detenuti nei campi di lavoro forzato, i “gulag” , dislocati nella Russia orientale o in Siberia, e costretti a vivere e lavorare in condizioni disumane.
Risultati della dittatura staliniana
Risultati della dittatura staliniana
• L’industria ,verso la fine degli anni ’30,dopo il periodo dei processi e delle epurazioni, vide il proprio tasso di crescita cadere in maniera generalizzata
• In agricoltura i sacrifici fatti dalla popolazione con la collettivizzazione e la nascita del kolchoz non diedero risultati proporzionati
• Il livello di vita in URSS era molto basso e la scarsità di cibo era un problema quasi cronico. I frutti prodotti nei campi erano quasi tutti destinati al mercato estero.
• Gli esponenti di primo piano del partito e i dirigenti delle fabbriche avevano un tenore di vita molto alto rispetto alla massa operaia.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali dell'ascesa di Stalin al potere?
- Quali furono le conseguenze della crisi economica e della fine della NEP?
- In cosa consisteva la collettivizzazione forzata avviata da Stalin?
- Quali furono i risultati dei piani quinquennali di Stalin?
- Quali furono le caratteristiche principali dello stalinismo e del terrore di Stato?
L'ascesa di Stalin fu facilitata dall'espulsione dei dirigenti ostili e dalla crisi economica dell'URSS, che portò alla fine della NEP e alla necessità di un controllo centralizzato del Partito comunista (testo).
La fine della NEP, decretata nel 1927 a causa di una raccolta di grano insufficiente, portò a una campagna di requisizione forzata e alla demonizzazione dei kulàki, considerati nemici del popolo (testo).
La collettivizzazione forzata prevedeva la trasformazione delle aziende agricole individuali in cooperative o aziende statali, con l'obbligo di consegna dei prodotti a prezzi stabiliti, portando a deportazioni di contadini (testo).
I piani quinquennali portarono a un notevole aumento della produzione industriale e agricola, con un incremento del 121% nella produzione industriale e una crescita del 50% in agricoltura, ma a costo di grandi sacrifici per la popolazione (testo).
Lo stalinismo si caratterizzò per il culto della personalità di Stalin, l'infallibilità del partito e l'uso del terrore di Stato per eliminare gli oppositori, con milioni di detenuti nei gulag e un controllo totale della società (testo).