Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il tempo nella società preindustriale è visto come un'istituzione normativa che regola l'esperienza sociale, con una notevole abbondanza che permette di evitare conflitti tra ritmi diversi.
  • Con l'industrializzazione, il tempo diventa cruciale per la produzione, portando a ritmi di lavoro precisi e stancanti che si estendono a tutti gli ambiti della vita sociale.
  • Il concetto di tempo libero emerge con l'industrializzazione, evidenziando una separazione rigida tra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato ad attività non produttive.
  • Le differenze sociali influenzano l'utilizzo del tempo libero nel XIX secolo, con gli operai che lo percepiscono come residuale e la borghesia che lo sfrutta in modo più creativo e diversificato.
  • Il tempo libero moderno presenta una maggiore varietà di opzioni, ma la flessibilità lavorativa e la sovrapposizione tra tempo libero e lavoro complicano la sua definizione e fruizione.

Il tempo nella società preindustriale

Il tempo ha le caratteristiche di un'istituzione, ossia di una realtà normativa che nasce all'interno di un'esperienza sociale, di cui è capace di regolare lo svolgimento.

La società preindustriale appare innanzitutto caratterizzata da un notevole abbondanza di tempo che sembra connotare negativamente la dimensione temporale della sposta preindustriale. Al contrario però, aveva un'importante risvolto positivo, e cioè il fatto che l'individuo poteva svolgere solo un numero ristretto di ruoli e non era tenuto ad affrontare il problema di conciliare ritmi e tempi tra loro diversi. Nella società preindustiale il tempo o incideva con l'attività svolta da ogni uomo, in quanto ne raccoglieva i ritmi e le scansioni, divincolandosi solo dai problemi imposti dalla natura e alla periodicità dei riti e delle cerimonie religiose che scandivano la vita collettiva.

L'impatto dell'industrializzazione sul tempo

Con l'avvento delle macchine e della possibilità di realizzare in serie i manufatti, il tempo diventa l'elemento chiave del processo produttivo: sfruttare al massimo le ore di lavoro per rendere la produzione ottima e accrescere i profitti. La giornata lavorativa viene organizzata secondo ritmi precisi e spesso stancanti e la stessa attività umana risulta snaturata. La parcellizzazione del tempo si estende poi dalla sfera produttiva a tutti gli ambiti della vita sociale, imponendosi come criterio di razionalità e di efficenza: oltre all'orario della fabbrica si affiancano altri tipi di orari, come quello della scuola, uffici, servizi e altri. L'esperienza quotidiana si snoda tra le durate predefinite misurabili.

Qual è la nascita del tempo libero?

Nasce il concetto di tempo libero sulla base di "disciplina" sociale del tempo che si afferma con l'avvento dell'industrializzazione. Il tempo libero presuppone una rigida separazione tra tempi e spazi occupati dal lavoro e dai tempi e spazi non soggetti ai vincoli dell'attività produttiva.

Differenze sociali nel tempo libero

Per tutto il XIX secolo le marcare stratificazioni sociali differenziano in modo vistoso l'utilizzo del tempo libero da parte delle diverse classi. Per l'operaio dell'industria il tempo libero assume un valore residuale: è ciò che rimane disponibile alle altre necessità quotidiane; la sua funzione sembra ridursi alla "riproduzione della forza lavoro" di Marx. Spesso, l'operaio dell'Ottocento, finisce per dissipare il tempo a sua disposizione nelle osterie che non rita solo un luogo di degrado, ma anche la culla delle coscienze di classe in cui si entra in contatto con le idee socialiste.

Per quanto riguarda la borghesia è diverso, in quanto dispone del capitale economico e culturale per utilizzare gli spazi liberi dal lavoro in modo più creativo, ma che si differenzia in base al sesso. Le donne trascorrono il tempo libero all'interno dello spazio domestico: ricamo, musica e lettura, a cui si unisce la donna sposata il rituale del "salotto", ovvero l'intrattenimento degli ospiti.

Gli uomini occupano il loro tempo libero fuori casa, in luoghi di incontro come caffè, club, circoli culturali e sportivi, ma anche in case di piacere.

Il teatro, ad esempio, è un luogo di socializzazione e di discussione politica per entrambi i sessi.

Nella seconda metà del secolo si inizia a praticare la "passeggiata fuori porta", stimolata da desiderio di abbandonare la città e recuperare un intimo contatto con la natura; i luoghi di incontro e di passeggio diventano anche i viali, parchi e giardini pubblici. Lo sviluppo delle reti di comunicazione alimenta la pratica dei viaggi che si estende a fasce sempre più ampie del ceto, come imprenditori o commercianti.

Il tempo libero come strumento politico

L'estensione dei luoghi per il tempo libero finisce per far vita ad una sua graduale trasformazione in strumento del potere politico per catturare il consenso delle masse. Appare evidente nel caso del nazismo in Germania, così come nel fascismo in Italia, in cui si dedica molta cura all'organizzazione del tempo libero delle classi lavoratrici, allo scopo sia di guadagnare favori, sia di diffondere al loro interno idee e valori su cui il regime si sostiene.

Critiche al concetto di loisir

In "Verso una cultura del tempo libero" di Dumazedier si tenta di dare una definizione di loisir, identificandolo come il complesso delle occupazioni a cui le persone si dedicano volontariamente e in modo disinteressato, cioè senza fini, dopo essersi liberate dei loro obblighi professionali, familiari e sociali con 3 scopi principali, come il riposo, svago e sviluppo e perfezionamento di sè. Questi sarebbero capaci di liberare l'uomo dalla fatica, dalla noia e dagli automatismi della vita quotidiana. Inoltre, vi è una posizione critica maturata dalla "scuola di Francoforte" ed espressa in "L'uomo a una dimensione" di Marcuse e in "Il tempo libero" di Adorno che studiano il tempo libero nelle società industrializzate, nelle quali nascono delle pratiche di controllo sociali. Secondo questi due autori oltre lo sfruttamento dell'operaio, si aggiunge una vera e propria manipolazione delle coscienze che suscita bisogno "falsi" e incoraggia le condotte conformiste e consumistiche necessario per una rigenerazione continua dei profitti. Il divertimento, lo svago e il consumo spesso non sono esiti di libere scelte professionali, ma ulteriori spazi di asservimento del sistema produttivo.

Evoluzione del tempo libero moderno

Oggi il tempo libero da un lato aumenta, in quanto vi è una grande scelta di beni e servizi per il tempo libero che continuano a moltiplicarsi in luoghi adibiti ad attività di intrattenimento e di svago, grazie anche alle credenti possibilità di ricreazione offerte dagli sviluppi della tecnologia che trasforma passatempi prima appartenenti all'invito produttivo. Dall'altro lato si possono individuare i segni di una trasformazione che rende problematica la collocazione della nozione di loisir nelle categorie interpretative. Alla base di questo ci sta una ristrutturazione del tempo della società industriale: ad esempio, la flessibilità degli orari del lavoro e l'affermarsi di nuove modalità occupazionali spesso non lasciano uno spazio definito per collocare il tempo libero. A questo si unisce che spesso gli strumenti che vengono usati per il lavoro sono gli stessi per il tempo libero, come il computer.

Il tempo libero giovanile

Il tempo libero giovanile ha un carattere "pionieristico" grazie alla più ampia disponibilità di tempo rispetto agli adulti e alla maggiore facilità con cui vengono in contatto con le innovazioni del costume e della tecnologia. Infatti, i giovani sono sempre i primi a sperimentare forme di loisir che poi diventano appannaggio di tutta la popolaIone.

Il tempo libero, per certi aspetti, sembra riprodurre gli stessi ritmi convulsi e stressanti che ci perseguitano quando lavoriamo, ad esempio le cose lunghe bei parchi giochi, supermercati etc.

Aspettative e frustrazioni del tempo libero

All'ossessione di riempire gli spazi liberi della giornata o della settimana con attività piacevoli e di svago si accompagna spesso un investimento emotivo eccessivo, infatti, le persone si "aspettano" molto dal week-end, dalle ferie che spesso risultano un'inevitabile frustrazione.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del tempo nella società preindustriale?
  2. Nella società preindustriale, il tempo era un'istituzione normativa che regolava l'esperienza sociale, caratterizzato da un'abbondanza che permetteva agli individui di svolgere un numero ristretto di ruoli senza dover conciliare ritmi diversi (testo).

  3. Come ha cambiato l'industrializzazione la percezione del tempo?
  4. L'industrializzazione ha trasformato il tempo in un elemento chiave del processo produttivo, imponendo ritmi precisi e stancanti che hanno snaturato l'attività umana e parcellizzato il tempo in tutti gli ambiti della vita sociale (testo).

  5. In che modo il tempo libero è influenzato dalle differenze sociali?
  6. Le stratificazioni sociali del XIX secolo differenziavano notevolmente l'uso del tempo libero: per gli operai, esso era residuale e spesso dissipato, mentre la borghesia lo utilizzava in modo più creativo, con differenze anche tra uomini e donne (testo).

  7. Qual è la critica principale al concetto di loisir secondo la scuola di Francoforte?
  8. La scuola di Francoforte critica il loisir come strumento di manipolazione delle coscienze, sostenendo che il divertimento e il consumo non sono scelte libere, ma spazi di asservimento al sistema produttivo (testo).

  9. Quali sono le caratteristiche del tempo libero giovanile nella società moderna?
  10. Il tempo libero giovanile è caratterizzato da una maggiore disponibilità e da un contatto precoce con innovazioni culturali e tecnologiche, ma spesso riproduce ritmi stressanti simili a quelli del lavoro (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community