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Concetti Chiave

  • L'idealismo etico di Schelling amplia la concezione dell'agire, considerandolo non solo morale, ma anche come un mezzo per conoscere e creare la realtà.
  • Schelling attribuisce un ruolo attivo alla natura, considerandola una creatrice autonoma, contrariamente alla visione passiva di Fichte.
  • Nell'incontro tra natura e Io, entrambi si influenzano reciprocamente, creando un'attività infinita che trascende l'individuo.
  • La consapevolezza della natura avviene attraverso la sua esteriorizzazione nell'Io, mentre l'Io deve interiorizzarsi per comprendere se stesso.
  • L'opera fondamentale di Schelling, "Sistema dell’Idealismo Trascendentale", integra e sviluppa le idee di Fichte sull'Io e sulla dialettica.

L'idealismo etico di Schelling

Riprende Fichte tanto è vero che lo succede nella cattedra e sarà insegnante di Hegel.

Il suo idealismo prende il nome di idealismo etico. Per Schelling l’agire e l’azione non ha solo valore morale come per Kant, ma mi permette di conoscere l’oggetto e di capire che è una mia creazione. Il pensare è una conseguenza dell’agire. Parla molto della natura. Ha l’idea di un infinito raggiungibile, di un intelletto creatore ecc.

La sua opera più importante è “Sistema dell’Idealismo Trascendentale”. Riprende l’Io di Fichte, la dialettica che Fichte riconosce all’io ecc.

La natura secondo Schelling

Mentre in Fichte la natura ha un ruolo totalmente passivo, Schelling è l’unico, in filosofia, a dare alla natura una importanza. Non vuole considerare la natura come semplice ostacolo passivo dell’Io. Secondo lui tra l’attività del soggetto (creature) chi mi impedisce di vedere nella natura una creatrice? La differenza è che l’Io ne è consapevole, la natura no. Se nella natura c’è attività c’è anche una forma di autonomia. Mentre l’Io per capire chi è deve esteriorizzarsi, al contrario la natura deve interiorizzarsi.

L'incontro tra natura e Io

Nell’uomo la natura dà degli impulsi alla ragione e tutti e due agiscono. La natura diventa consapevole se diventa Io e a sua volta l’Io diventa consapevole se si esteriorizza nella natura. Quindi queste due attività si incontrano nell’uomo. Infatti secondo Schelling la natura può diventare spirito(IO) e lo spirito(IO) può diventare natura. Entrambi diventano attività infinita perché non si incontrano solo nell’uomo (ma anche nel piano dell’infinito). Come colgo questo passaggio? Non tramite un passaggio razionale ma diventa un PROCESSO IMMEDIATO. Parla di un assoluto, di un tutt’uno. Tutto ciò che ha a che fare con l’arte. Con questo incontro, il cerchio iniziato da Fichte si chiude grazie a Schelling.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale dell'idealismo etico di Schelling?
  2. L'idealismo etico di Schelling sostiene che l'agire non ha solo valore morale, ma permette anche di conoscere e comprendere l'oggetto come una creazione personale. In questo contesto, il pensare è visto come una conseguenza dell'agire.

  3. In che modo Schelling differisce da Fichte riguardo alla natura?
  4. A differenza di Fichte, che considera la natura come passiva, Schelling attribuisce alla natura un'importanza attiva, vedendola come una creatrice. Egli sostiene che l'Io deve esteriorizzarsi per comprendere se stesso, mentre la natura deve interiorizzarsi.

  5. Qual è il significato dell'incontro tra natura e Io secondo Schelling?
  6. Schelling afferma che nell'uomo si verifica un incontro tra la natura e l'Io, dove entrambi diventano consapevoli attraverso l'interazione. Questo processo non è razionale, ma immediato, e rappresenta un'attività infinita che si manifesta anche nel piano dell'infinito.

Domande e risposte

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