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Concetti Chiave

  • La Gestalt nasce nel primo decennio del 900, studiando l'organizzazione figura-sfondo e la percezione bistabile, come dimostrato dal cubo di Necker.
  • Gli esperimenti di Rubin mostrano che la percezione può alternarsi tra diversi esiti, evidenziando un'esperienza immediata separata dallo stimolo fisico.
  • La figura è percepita come un'unità organizzata mentre lo sfondo è visto come privo di struttura, influenzando come interpretiamo la scena visiva.
  • Rubin ha dimostrato che la percezione figura-sfondo può cambiare anche quando lo stimolo fisico rimane invariato, sottolineando la complessità della nostra percezione.
  • L'organizzazione endogena del sistema percettivo implica che la percezione di illusioni non si basa solo sull'esperienza pregressa, ma è un processo indipendente.

Qual è l'inizio della Gestalt?

Prima dell’inizio della scuola psicologica della Gestalt, nel primo decennio del 900, si era studiato un’importante classe di fenomeni percettivi, ossia la cosiddetta organizzazione figura-sfondo. Figura bistabile → la prima fu il cubo di Necker: di per sé esso è un poligono complesso, ossia una forma bidimensionale. Il fatto che lo vediamo come un cubo è un’asserzione psicologica → il nostro sistema visivo ha proiezione visiva sulla retina bidimensionale; il cervello poi attua una rielaborazione in tre dimensioni. La figura è bistabile in quanto ha due esiti percettivi diversi. Questi due esiti non sono mai concomitanti, uno esclude l’altro. Se andiamo a misurare il tempo dell’inversione, normalmente avviene con una certa periodicità.

Esperimenti di Rubin e Necker

Se passiamo alla figura di Rubin accade la stessa cosa anche se qui c’è una semantica nell’oggetto, in quanto se uno non avesse mai visto dei volti immaginiamo possa avere difficoltà nel vedere il secondo esito percettivo. D’altra parte il cubo di Necker è più funzionale in quanto è uno stimolo molto semplice e quindi non richiede doti di interpretazione. In ogni caso nei due esperimenti si evidenzia un’esperienza immediata svincolata dallo stimolo fisico → questo insieme con la rilevazione di una periodicità nell’inversione della percezione indicano la presenza di fattori endogeni che elaborano lo stimolo ricevuto per poi presentarlo alla coscienza. Vittorio Benussi aggiunge il fatto che l’illusione dipende dall’organizzazione endogena del sistema percettivo e non dall’integrazione degli elementi sensoriali con l’esperienza pregressa → vedere e pensare sono disgiunti in quanto pru conoscendo un fenomeno illusorio io continuo a percepirlo. Nelle immagini bistabili è impossibile adottare il principio dell’inferenza inconscia.

Organizzazione figura-sfondo

Rubin si era interessato all’alternarsi di due esiti diversi di quella che lui chiama organizzazione figura-sfondo. Quando io vedo il vaso lo vedo come unità organizzata (Gestalt) e lo sfondo viene percepito come privo di struttura. Se invece vedo i due volti la parte bianca dello stimolo non è più figura, ma sparisce e diventa sfondo, una totalità disorganizzata che sta dietro ai volti. La figura in entrambi i casi è vista come una totalità chiusa, ben formata, delimitata dal perimetro e ricca di corposità, mentre lo sfondo è visto come spazio e diventa una sorta di nebbia che indietreggia rispetto alla figura. Il sistema visivo è portato a interpretare la scena visiva in termini di figura-sfondo, ossia c’è qualcosa al centro della nostra attenzione e qualcos’altro dietro la coscienza. Il pregio di R è aver capito come le qualità percettive figura-sfondo cambiano sensibilmente pur restando lo stimolo fisico invariato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto fondamentale dell'organizzazione figura-sfondo nella Gestalt?
  2. L'organizzazione figura-sfondo è un fenomeno percettivo in cui una figura viene percepita come un'unità organizzata, mentre lo sfondo appare privo di struttura. Questo concetto è centrale nella scuola della Gestalt e viene illustrato attraverso esempi come il cubo di Necker e le figure di Rubin.

  3. Come si differenziano le figure bistabili del cubo di Necker e della figura di Rubin?
  4. Il cubo di Necker è un esempio di figura bistabile semplice, facilmente interpretabile, mentre la figura di Rubin presenta una semantica più complessa, richiedendo una certa esperienza per riconoscere i volti. Entrambi evidenziano l'alternanza di esiti percettivi, ma con diverse difficoltà interpretative.

  5. Qual è il ruolo dei fattori endogeni nella percezione secondo la Gestalt?
  6. I fattori endogeni sono responsabili dell'elaborazione dello stimolo visivo, presentandolo alla coscienza. Questo implica che la percezione non dipende solo dall'integrazione degli elementi sensoriali, ma anche da un'organizzazione interna del sistema percettivo, come evidenziato da Vittorio Benussi.

  7. In che modo Rubin ha contribuito alla comprensione della percezione figura-sfondo?
  8. Rubin ha messo in evidenza come le qualità percettive figura-sfondo possano cambiare sensibilmente pur mantenendo invariato lo stimolo fisico. Ha dimostrato che la figura è percepita come una totalità chiusa e ben definita, mentre lo sfondo appare come una nebbia indistinta, evidenziando la dinamica della percezione visiva.

Domande e risposte

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