Concetti Chiave
- L'inizio della seconda guerra punica fu segnato dall'espugnazione della città di Sabuto da parte di Annibale, che portò i Cartaginesi a rifiutare le richieste di Roma.
- Annibale adottò una strategia terrestre, attraversando le Alpi nel 218 con un esercito di 70.000 uomini e 37 elefanti, infliggendo pesanti sconfitte ai Romani in diverse battaglie.
- La battaglia di Canne nel 216 rappresentò una sconfitta devastante per Roma, ma evidenziò anche le debolezze nell'esercito cartaginese, costringendo Annibale a ritirarsi a Capua.
- La riscossa romana iniziò nel 211 con la conquista di Capua e la riconquista della Sicilia, culminando nella vittoria decisiva di Scipione a Zama nel 202.
- Dopo la guerra, Roma si espanse in tre direzioni: verso la pianura padana, la Spagna e l'oriente, consolidando il suo dominio su vari regni ellenistici e formando province romane.
L'inizio della seconda guerra punica
L’inizio della seconda guerra punica fu dato dai Cartaginesi: nel 219, Annibale, figlio di Amilcare, assunse il comando della spedizione decidendo di espugnare la città di Sabuto, alleata di Roma nel territorio Cartaginese. I romani chiesero dunque la restituzione della città e la testa di Annibale, ovviamente i cartaginesi rifiutarono ed iniziò così la 2° guerra punica.
La strategia di Annibale
Annibale decise di combattere via terra e non via mare, andò in Italia, passando per le alpi nel 218 con 70.000 uomini e 37 elefanti, fomentando Galli e Italici contro Roma iniziando dalle popolazioni galliche, che sconfissero i romani in tre battaglie dal 218-217:
-Alticino
-Ticino
-Trebbia lungo Trasimeno
I Romani si ritrovano in una situazione di difficoltà poiché i cartaginesi minacciavano Roma, il comando dell’esercito fu dato a Quinto Fabio Massimo che, anziché affrontare i cartaginesi in campo aperto, preferì temporeggiare con azioni di guerriglia e logoramento, tuttavia questa modalità non venne condivisa dal senato il quale premeva per attaccare Annibale, perciò, terminati i sei mesi, si decise di affidare il mandato a due consoli Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo, lo scontro avvenne a Canne in Puglia nel 216, per i romani la sconfitta fu tremenda e Lucio Emilio morì. Questa vittoria cartaginese fu, da un lato una vittoria, ma evidenziò i limiti dell’esercito cartaginese che ne uscì provato, portò Annibale a concentrare i suoi uomini nella città di Capua in attesa di aiuti. Roma, che controllava i mari, impedì l’arrivo di rifornimenti facendo rimanere Annibale a Capua per 5 anni (216-211), in questo periodo Roma si rafforzò migliorando l’esercito: da 15 legioni passarono a 20.
La riscossa romana
La riscossa dei romani iniziò nel 211 quando Capua fu rasa al suolo e Annibale scappò verso il sud, la Sicilia l’anno successivo tornò di proprietà romana. Tra il 209-206 l’esercito romano, comandato da un certo Publio Cornelio Scipione, riuscì a sottrarre ai cartaginesi gran parte della Spagna, ma la svolta conclusiva della guerra fu in africa perché Scipione riuscì a sconfiggere i cartaginesi costringendoli a richiamare in patria Annibale, nel 202 a Zama si ebbe la volta decisiva, tantoché questo Scipione fu soprannominato “l’africano”. Annibale fuggi in oriente e Cartagine si arrese dovendo sottostare alle varie condizioni di pace:
-rinuncio alla Spagna
-consegno flotta
-pagamento di debiti
-divieto di fare guerra senza il consenso di Roma
La città rimase intatta ma la potenza fu distrutta. Roma ormai dominava tutto l’oriente. Con il 202 si concluse la seconda guerra punica.
Espansione romana post-guerra punica
Nonostante la vittoria su Cartagine, Roma si rimise subito in moto e decise di muoversi intorno a tre direzioni, verso la pianura padana, verso ovest (Spagna) e verso est ( mondo ellenistico). La conquista della pianura padana portò i romani a scontrarsi per molto tempo con i galli, ma il controllo romano riuscì ad estendersi fino al confine orientale italiano. In Spagna le conquiste furono organizzate con la creazione di due provincie: la Spagna citeriore e Spagna ulteriore, andando a stroncare le possibili resistenze locali. Per garantirsi i collegamenti militari i romani andarono a sottomettere la Gallia meridionale (alpi-Pirenei) e la Gallia Narbonese (Provenza).
Conquista romana dell'oriente
La terza direzione in cui si mosse Roma fu l’oriente, dopo la morte di Alessandro l’impero era diviso in regni ellenistici: Siria, Macedonia, Pergamo, Egitto. Essi erano politicamente instabili essendo piccoli regni, quando si pensava a Roma di espandersi verso oriente non tutti i romani erano propensi a farlo, la possibile espansione era voluta da qualcuno ma non da altri, tuttavia prevalse la parte che voleva, volevano espandersi coloro interessati all’ambiente militare ed ai ceti mercantili, il pretesto fu il fatto che Filippo V di Macedonia minacciava il territorio dell’Illiria che era sotto il controllo romano (perciò si erano già scontrati con lui durante la seconda guerra punica e ne uscirono vincitori). Quando Filippo V cercò di limitare l’autorità delle città greche i romani intervennero, tra i romani si distinse la figura di un certo Tito Quinzio Flaminino tanto che riuscì a vincere contro la macedonia presentandosi come un salvatore, Roma si sostituì alla Macedonia nella tutela di città greche. Il Re di Siria, che voleva approfittare della sconfitta macedone, entrò a Macedonia con l’esercito, i romani sconfissero il re Siriaco e ridiedero la libertà al mondo greco. Con la pace di Apamea del 188, anche il secondo dei regni ellenistici venne umiliato. La potenza romana aveva sopraffatto sia il regno di Macedonia che quello di Siria (guerre macedoniche) le continue interferenze di Roma in Grecia portarono l’insofferenza delle polis tant’è vero che il nuovo re di macedonia decise di riprendere le ostilità verso Roma. Nel 168 si svolse la famosa battaglia di Pidna, dove venne definita la vittoria romana sui macedoni.
La Macedonia prima fu divisa in piccole repubbliche, ma dopo, del tempo, fu trasformata in provincia romana. In Grecia in questi anni ci fu un ultima ribellione al dominio romano ma anch’essa fu dominata. Nel 146 con la distruzione di Corinto la Grecia divenne provincia romana con il nome di Acaia, il dominio romano ad oriente si completerà nel 133 a.C. quando il regno di Pergamo diverrà anch’esso provincia romana: morto il re di Pergamo che non aveva eredi il governo fu dato a Roma.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa scatenante della seconda guerra punica?
- Quale strategia adottò Annibale per combattere contro Roma?
- Come reagì Roma alla minaccia di Annibale dopo la sconfitta a Canne?
- Quali furono le conseguenze della vittoria romana nella seconda guerra punica?
- Come si espanse Roma dopo la seconda guerra punica?
La seconda guerra punica iniziò nel 219 a.C. quando Annibale, comandante cartaginese, decise di espugnare la città di Sabuto, alleata di Roma, portando i romani a chiedere la restituzione della città e la cattura di Annibale, richiesta rifiutata dai cartaginesi.
Annibale scelse di combattere via terra, attraversando le Alpi nel 218 a.C. con un esercito di 70.000 uomini e 37 elefanti, e fomentando le popolazioni galliche contro Roma, ottenendo vittorie in tre battaglie significative.
Dopo la sconfitta a Canne nel 216 a.C., Roma adottò una strategia di logoramento e guerriglia sotto il comando di Quinto Fabio Massimo, ma successivamente passò il comando a due consoli che tentarono un attacco diretto.
La vittoria romana portò alla sconfitta di Cartagine e alla firma di condizioni di pace che includevano la rinuncia alla Spagna e il divieto di guerra senza il consenso di Roma, segnando l'inizio del dominio romano in Oriente.
Dopo la guerra, Roma si espanse in tre direzioni: verso la pianura padana, la Spagna e l'Oriente, conquistando territori e stabilendo province, come la Spagna citeriore e ulteriore, e trasformando la Macedonia e la Grecia in province romane.