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Concetti Chiave

  • Il desiderio di rivoluzione in Russia nel 1917 scaturì dalla richiesta di riforme sociali e dalla ridistribuzione della terra ai contadini, aggravato dalla crisi economica della guerra.
  • Dopo l'abdicazione di Nicola II, si formarono due centri di potere: il governo provvisorio, favorevole alla guerra e guidato dal principe L’vov, e il Soviet di Pietrogrado, sostenuto dai socialisti.
  • Lenin, con le Tesi di aprile, propose di trasferire il potere ai soviet e di porre fine immediata alla guerra, attirando il sostegno del popolo stanco del conflitto.
  • La rivoluzione bolscevica culminò nella notte tra il 24 e il 25 novembre 1917, con l'occupazione di punti strategici e l'emanazione di decreti chiave sulla terra e sulla nazionalizzazione delle banche.
  • La guerra civile che seguì nel 1918 vide l'Armata rossa prevalere grazie a motivazioni politiche e discipline superiori, instaurando il regime del comunismo di guerra.

La rivoluzione russa del 1917

Il desiderio di rivoluzione si sviluppò in Russia principalmente per la ridistribuzione della terra tra i contadini, e la necessità di riforme sociali. I movimenti rivoluzionari, già presenti da qualche tempo nel paese, vennero alimentati dalla crisi economica causata dalla guerra. L’apparato produttivo russo infatti non era in grado di sostenere una guerra di logoramento, e dovette quindi indirizzare tutta le risorse verso la produzione industriale, a discapito dei civili. Il 20 febbraio 1917 venne dunque indetto a Pietrogrado uno sciopero generale, che portò lo zar Nicola II a dichiarare lo stato d’assedio. Nonostante ciò i soldati fraternizzarono con i rivoluzionari. Nicola II abdicò, ponendo fine allo zarismo russo.

Il governo provvisorio e i soviet

Vennero così a formarsi due principali centri di potere: il governo provvisorio, emanazione della Duma, a cui capo vi era il principe L’vov, che guidato dal Partito Cadetto liberale mirava all’istituzione di un regime costituzionale parlamentare, e favorevole alla continuazione della guerra; dall’altra parte il Soviet di Pietrogrado, ovvero il “consiglio dei deputati degli operai e dei soldati”, guidato dai socialisti e dai socialrivoluzionari e maggiormente radicato nelle campagne, e che attraverso l’ordinanza n.1 autorizzarono tutti i reparti a eleggere un proprio organo rappresentativo. Andarono così a formarsi numerosi micropoteri, senza dare alcuna stabilità al popolo.

Le tesi di aprile di Lenin

Sempre nel 1917 Lenin, leader dei bolscevichi, presentò nelle Tesi di aprile il programma rivoluzionario che mirava a dare “tutto il potere ai soviet” e alla fine immediata della guerra, che vedeva come scontro mortale tra potenze imperialistiche, il cui esito sarebbe stato il crollo degli stati borghesi e la rivoluzione europea. A maggio venne formato un nuovo governo provvisorio di coalizione, guidato da Karenskij, da cui vennero lasciati fuori solo i bolscevichi. Il nuovo governo perse velocemente supporto, poiché non affrontò i temi più cari al popolo, ovvero la pace e la riforma agraria. Questo portò a un violento movimento insurrezionale a Pietrogrado, che venne represso. Fu però a metà agosto che il generale Kornilov tentò un colpo di stato per sciogliere il governo provvisorio, che riteneva ormai in mano alle sinistre. Esso però non ricevette il supporto del capo del governo, e venne fermato dai bolscevichi. L’1 settembre 1917 venne proclamata la repubblica russa, a cui quest’ultimi risposero con una rivoluzione nella notte tra il 24 e il 25 novembre, in cui occuparono punti strategici della città, tra cui il Palazzo d’Inverno. Con il governo dei Soviet venne emanato immediatamente il decreto sulla terra, e la nazionalizzazione delle banche. Si tennero inoltre le elezioni per l’Assemblea costituente, che videro però i bolscevichi in netta minoranza, e per questo motivo essa venne sciolta.

La guerra civile e il comunismo di guerra

Successivamente alla pace di Brest-Litovsk del 1918 iniziò in Russia un’asprissima guerra civile che durerà fino al 1920. Questa guerra vide da una parte i menscevichi, i socialrivoluzionari e le armate controrivoluzionarie bianche, guidate da ex ufficiali zaristi, supportati dai poteri locali e regionali che chiedevano autonomia rispetto al governo centrale; e dall’altra i soviet. L’Armata rossa vinse soprattutto grazie a motivazioni politiche, i bianchi infatti rappresentavano per il popolo solo un ritorno al passato, e non una via d’uscita alle condizioni di estrema povertà in cui si trovava; inoltre i rossi avevano vantaggi militari, poiché potevano contare su una maggiore disciplina e fedeltà. Durante il conflitto venne istituito il cosiddetto “comunismo di guerra”, che costrinse alla consegna del grano in eccesso allo Stato, al lavoro militare e alla nazionalizzazione delle imprese. Iniziò così la lunga dittatura del Partito Comunista in Russia.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le cause principali della rivoluzione russa del 1917?
  2. Le cause principali furono il desiderio di ridistribuzione della terra tra i contadini e la necessità di riforme sociali, aggravate dalla crisi economica causata dalla guerra, che portò a uno sciopero generale a Pietrogrado il 20 febbraio 1917.

  3. Quali erano i due principali centri di potere emersi dopo l'abdicazione di Nicola II?
  4. I due principali centri di potere erano il governo provvisorio, guidato dal principe L’vov e favorevole alla continuazione della guerra, e il Soviet di Pietrogrado, rappresentato dai socialisti e socialrivoluzionari, che cercavano di dare voce ai lavoratori e soldati.

  5. Cosa proponeva Lenin nelle Tesi di aprile?
  6. Nelle Tesi di aprile, Lenin propose di dare "tutto il potere ai soviet" e di porre fine immediata alla guerra, considerata un conflitto tra potenze imperialistiche, con l'obiettivo di promuovere la rivoluzione europea.

  7. Quali furono le conseguenze della guerra civile in Russia?
  8. La guerra civile, che durò fino al 1920, portò alla vittoria dell'Armata rossa, sostenuta da motivazioni politiche e vantaggi militari, e all'instaurazione del "comunismo di guerra", che impose misure drastiche come la nazionalizzazione delle imprese e la consegna del grano allo Stato.

  9. Quale fu l'esito delle elezioni per l'Assemblea costituente dopo la rivoluzione?
  10. Le elezioni per l'Assemblea costituente videro i bolscevichi in netta minoranza, e per questo motivo l'assemblea venne sciolta, segnando un passo decisivo verso la dittatura del Partito Comunista in Russia.

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