Concetti Chiave
- Le opere di Martin Lutero arrivarono in Italia grazie ai flussi commerciali e culturali dai paesi germanici, venendo tradotte in latino e italiano.
- Per eludere la censura cattolica, i sostenitori di Lutero attribuivano le opere a Erasmo o cambiavano titolo e autore per sfuggire al controllo degli inquisitori.
- La riforma protestante si diffuse in Italia fino agli anni '40 del '500, principalmente nelle città e tra aristocratici e professionisti urbani.
- Le corti nobiliari, come quelle dei Gonzaga e degli Este, divennero centri di diffusione della riforma, coinvolgendo anche mercanti e artigiani.
- Numerosi frati, tra cui Bernardino Ochino, utilizzarono il loro ruolo di predicatori per promuovere la nuova dottrina nelle piazze italiane.
Diffusione delle opere di Lutero
Le opere di Martin Lutero arrivarono assai presto in Italia, grazie a quell’ininterrotto flusso di uomini e di merci, che dai paesi germanici attraversava- no le Alpi verso i porti dell’Adriatico o verso l’università di Padova. In Italia le opere dei riformatori, da Lutero a Melantone a Calvino, vennero tradotte in lingua latina o in volgare italiano.
Strategie per eludere la censura
Quando la gerarchia catiolica si mise sull’avviso e cercò di frenare la propaganda luterana non fu difficile trovare gli espedienti adatti a eludere la vigilanza degli inquisitori: si attribuiva la paternità di questi libri a Erasmo (almeno fino a quando anche il grande umanista non venne sospettato di eresia), oppure si cambiava il titolo e si inventava il nome dell’autore.
Espansione della riforma in Italia
Almeno fino agli inizi degli anni quaranta, cioè fino a quando la chiesa cattolica non fu in grado di organizzare una repressione efficace, la riforma si diffuse in tutto il nostro paese dal nord alle isole, ma con un carattere soprattutto cittadino: nelle corti dei principi (in quelle dei Gonzaga di Mantova o degli Este di Ferrara, ma anche nel cerchio ristretto dei consiglieri di Cosimo I de’ Medici), fra gli aristocratici, i patrizi e i ceti professionali urbani, fino ai mercanti, agli artigiani e agli stessi chierici (in particolare i monaci benedettini e i canonici regolari).
Alla riforma aderirono anche molti frati, dagli antichi agostiniani ai cappuccini di recentissima fondazione (1528): alcuni di questi, come Bernardino Ochino da Siena, che era il generale dei cappuccini, approfittarono del loro ruolo di predicatori per diffondere la nuova dottrina nelle piazze italiane.
Domande da interrogazione
- Come arrivarono le opere di Lutero in Italia?
- Quali strategie venivano utilizzate per eludere la censura della Chiesa cattolica?
- Qual era il carattere della diffusione della riforma in Italia?
Le opere di Martin Lutero giunsero in Italia grazie a un flusso continuo di uomini e merci dai paesi germanici, che attraversavano le Alpi verso i porti dell'Adriatico e l'università di Padova.
Per sfuggire alla censura, si attribuiva la paternità delle opere a Erasmo o si cambiava il titolo e si inventava un nome per l'autore, fino a quando anche Erasmo non fu sospettato di eresia.
La riforma si diffuse in Italia con un carattere principalmente cittadino, coinvolgendo aristocratici, patrizi, ceti professionali urbani e anche frati, come i cappuccini, che utilizzarono il loro ruolo per propagare la nuova dottrina.