Concetti Chiave
- L'Illuminismo rappresenta un movimento filosofico del Settecento, incentrato sulla ragione come strumento per superare l'ignoranza.
- Le idee di John Locke e Isaac Newton hanno influenzato l'empirismo e il razionalismo, mentre Kant ha definito l'Illuminismo come un'uscita dall'inferiorità umana tramite l'uso della ragione.
- Il dibattito sulle forme di governo tra repubblica e monarchia si accompagnava a una visione laica della religione, criticando le religioni rivelate e sostenendo il deismo e la tolleranza.
- La diffusione delle idee illuministe avvenne attraverso la stampa e i Caffè, con l'Enciclopedia di Diderot e D’Alembert che rese il sapere accessibile a un pubblico più ampio.
- In Lombardia, l'Illuminismo si manifestò attraverso riforme sociali e giuridiche, con figure chiave come Cesare Beccaria che criticò la tortura e la pena di morte nella sua opera "Dei delitti e delle pene".
Origini e Filosofia dell'Illuminismo
La parola illuminismo deriva da lume, in quanto si vide una luce, identificata nella ragione, che serviva per uscire dall’oscurità, ossia l’ignoranza. Solo ciò che si può spiegare con la ragione è considerato valido.
Dal punto di vista filosofico il Settecento fu il secolo di Cartesio, al quale si deve il razionalismo (“Cogito ergo sum” = penso quindi esisto).
In Europa si stavano diffondendo le idee dell’inglese John Locke, grazie al quale nacque l’empirismo (per lui la conoscenza arrivava attraverso l’esperienza sensoriale). Isaac Newton formulò l’espressione “Hypotheses non fingo” (= non creo delle ipotesi). Per Kant l’Illuminismo è l’uscita da parte dell’uomo dallo stato di inferiorità che l’uomo deve imputare solo a sé stesso, perché precedentemente non aveva mai avuto il coraggio di usare la ragione. (sapere aude = abbi il coraggio di usare la ragione).
Forme di Governo e Religione
Gli illuministi si chiedevano quale fosse la forma di governo migliore e come gli intellettuali dovessero comportarsi; alcuni sostenevano la repubblica, altri la monarchia (anche se gli stessi sostenitori della monarchia sostenevano che i poteri del re non derivassero da Dio). Il potere era l’affidamento della libertà al popolo, il re doveva garantire le libertà e i diritti dello stesso.
Gli illuministi andavano in una direzione laica, e per questo nei loro discorsi si parlava anche di religione, e si criticano quelle rivelate perché venivano utilizzate per scopi politici. Venne inoltre affermato il concetto di deismo: non si nega l’esistenza di Dio, perché il bisogno dello stesso è comune a tutti gli uomini. Si parla anche di tolleranza, anche religiosa; accanto a questo concetto si ha anche quello di cosmopolitismo.
Diffusione delle Idee Illuministe
Per la necessaria diffusione delle idee illuministe, venne data molta importanza alla stampa (giornali), grazie alla quale vi fu la nascita dell’opinione pubblica. Nacquero i Caffè, dove ci si riuniva per discutere di attualità.
Le idee illuministe provenivano dalla Francia, ma la loro diffusione non fu adottata dai re francesi, in quanto in quel periodo si stava intensificando il potere della monarchia assoluta. Il fenomeno culturale dell’Enciclopedia è molto importante: l’Enciclopedia è una raccolta di sapere in ordine alfabetico, che Diderot e D’Alembert portarono in Francia (era già stata inventata dagli inglesi). Ci vollero anni di studio per riunire tutto il sapere in un unico libro; questi due illuministi si circondarono di tanti intellettuali, tecnici ed artigiani. Diderot era un filosofo, D’Alembert era un matematico. Con l’Enciclopedia chiunque poté accedere al sapere. La Francia è stata patria del sensismo, del materialismo e dell’ateismo.
Illuminismo in Italia e Lombardia
L’Illuminismo si diffuse in tutta Italia, ma fondamentalmente si sviluppa in Lombardia (Maria Teresa d’Austria), dove si sviluppò in campo sociale e giuridico, e Napoli (Borbone), soprattutto in campo economico e giuridico. Maria Teresa d’Austria, durante il suo governo, si avvalse dell’aiuto di intellettuali, e così fece anche suo figlio Giuseppe quando succedette al trono. A Milano, capitale dell’Illuminismo in Italia, nacque l’Accademia dei Pugni, ad opera di aristocratici, che era simile ad altre sedi di cultura illuminista europee, e dove si discuteva dei fondamenti della vita (uguaglianza, fraternità e libertà), di economia, di diritto…. Furono promotori dell’Accademia dei Pugni Pietro Verri e suo fratello Alessandro. Tutte le discussioni proseguivano a casa dei fratelli Verri, parlando di riforme. Venne poi fondato Il Caffè, periodico milanese utilizzato per propaganda, tuttavia nel giro di due anni venne censurato dagli austriaci per paura.
Riforme e Opere di Cesare Beccaria
L’opera per eccellenza dell’Illuminismo lombardo fu l’opera “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria (nonno di Manzoni), un’opera rivoluzionaria. Beccaria dimostrava l’inutilità della tortura e della pena di morte. Dopo la pubblicazione di quest’opera alcuni sovrani eliminarono la pena di morte. Beccaria sostiene che laddove si applica la pena di morte i reati non diminuiscono rispetto ai paesi in cui non è presente, anzi, in alcuni contesti la pena di morte è uno spettacolo, di cui le persone si ricordano per poco tempo. Vi sono anche delinquenti che non hanno paura della morte. La pena di morte potrebbe essere applicata solo se si fosse in uno stato di pericolo, ma un uomo solo non può mettere in pericolo uno stato intero. Invece lascia un segno la privazione della libertà: mettere un uomo in catene e privarlo a vita della sua libertà fa paura a chiunque. Fino quando non è stato processato un uomo, non può essere considerato colpevole; la tortura fa uscire delle verità false, durante le confessioni, ma è altrettanto inutile processare un uomo già condannato. Con Beccaria si separa il concetto di peccato dal concetto di reato, e il compito del legislatore è quello di giudicare i reati, mentre gli ecclesiastici devono pensare solo ai peccati, e non viceversa. È contro ogni logica che un uomo sia allo stesso tempo accusato e accusatore.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del termine "illuminismo" e quale ruolo ha la ragione in questo contesto?
- Quali sono le principali correnti filosofiche associate all'Illuminismo?
- Come si posizionavano gli illuministi riguardo alla forma di governo e alla religione?
- Qual è l'importanza dell'Enciclopedia nel contesto dell'Illuminismo?
- Qual è l'opera principale di Cesare Beccaria e quale impatto ha avuto?
L'illuminismo deriva dalla parola "lume" e rappresenta l'uscita dall'oscurità dell'ignoranza attraverso la ragione, considerata l'unico criterio valido per la conoscenza.
L'Illuminismo è caratterizzato dal razionalismo di Cartesio e dall'empirismo di Locke, con Kant che definisce l'Illuminismo come l'uscita dall'inferiorità umana grazie all'uso della ragione.
Gli illuministi dibattevano sulla forma di governo migliore, sostenendo la libertà del popolo e criticando le religioni rivelate per il loro uso politico, promuovendo invece il deismo e la tolleranza religiosa.
L'Enciclopedia, curata da Diderot e D'Alembert, rappresenta un'importante raccolta di sapere che ha reso accessibile la conoscenza a tutti, contribuendo alla diffusione delle idee illuministe in Europa.
L'opera "Dei delitti e delle pene" di Beccaria ha avuto un impatto rivoluzionario, dimostrando l'inutilità della tortura e della pena di morte, influenzando l'abolizione di tali pratiche in diversi stati.