Concetti Chiave
- Luigi XIV impose un controllo culturale rigoroso, eliminando qualsiasi contropotere e limitando la circolazione di idee critiche attraverso la censura e la sorveglianza delle tipografie.
- La lotta religiosa di Luigi XIV si manifestò con la persecuzione degli ugonotti, a seguito della revoca dell'editto di Nantes, e con la condanna a morte dei giansenisti per le loro critiche al suo stile di vita.
- Nel Seicento, la borghesia si arricchì e cercò di acquisire prestigio sociale, investendo in cariche pubbliche e adottando uno stile di vita nobiliare, caratterizzato da sfarzo e eleganza.
- I borghesi, consumatori di cultura, trovavano difficile conciliare lavoro e cultura, ma partecipavano attivamente alla vita cittadina, lasciando testimonianze attraverso diari e cronache.
- Il diario di Samuel Pepys è un esempio significativo delle memorie private dei borghesi, documentando la vita domestica e i loro viaggi, rivelando aspetti della cultura borghese del tempo.
Qual è il controllo culturale di Luigi XIV?
Il Re Sole, Luigi XIV, eliminò qualsiasi forma di contropotere culturale, in modo da impedire la circolazione di idee critiche nei confronti del suo operato.
La lotta religiosa di Luigi XIV
Infatti sul piano religioso si impegnò nella lotta contro gli ugonotti e i giansenisti. Egli fu contro gli ugonotti perché professavano un'altra religione. Revocando l’editto di Nantes e dando via a persecuzioni, espatriarono in Olanda, Inghilterra e Brandeburgo. E fu anche contro i giansenisti perché lo criticavano molto per il suo stile di vita; per questo Luigi XIV li fece uccidere. In piano culturale egli favorì la nascita delle accademie, incoraggiò il mecenatismo chiamando a corte poeti,letterati,musicisti e artisti, limitò la libera circolazione delle idee con la censura e sorvegliò le tipografie. Inoltre in piano economico, Luigi XIV affidò l’incarico di ministro delle finanze a Colbert. Egli era convinto che la ricchezza dipendeva dalla industria. Capì anche che bisognava annullare le dogane interne, ed avere quindi grandi commerci interni; lo stato doveva incentivare la produzione di grandi cose e di qualità, dove lo stato guadagnava attraverso le tasse; aumentare i dazi verso l'esterno in modo che la Francia non dovesse importare quasi nulla, se importava era una materia prima che poi avrebbe esportato all'estero una volta completa. Fu grazie a lui che con Luigi XIV le casse dello stato si erano arricchite, anche se poi furono consumate dalle guerre.
L'ascesa della borghesia nel Seicento
Per la nobiltà, la ricchezza e il potere derivano dal possedimento della terra. Nel Seicento (periodo di decadenza dell’agricoltura) la borghesia si arricchì. Dopo aver raggiunto una solida posizione economica, i borghesi aspiravano ad acquisire il prestigio sociale dei nobili e adottare il loro stile di vita (banchetti fastosi, sfarzo degli arredi, eleganza dei vestiti, privilegi). Perciò i borghesi per ottenere titoli nobiliari, investivano i loro capitali per l’acquisto di cariche pubbliche. Anche la scelta del luogo di residenza era importante (grandi città e quartieri eleganti). Dimore con mobili raffinati. A Parigi i ricchi avevano abiti bianchi. Il bianco è un colore delicato,inadatto a chi lavora. Le donne amavano indossare abiti e calzature ingombranti.
Il lusso e la cultura borghese
Il borghese era un autentico consumatore di cultura. La cultura era un lusso che si potevano permettere coloro che non si dedicavano al lavoro. Infatti per i borghesi era difficile conciliare le esigenze culturali con quelle degli affari. Era importante partecipare anche al governo cittadino. Solo i grandi mercanti e i banchieri potevano accedere alle maggiori cariche amministrative. E i ceti medi potevano aspirare solo alle cariche minori. I borghesi spesso divennero autori delle cronache cittadine. Le ‘’memorie’’ private dei borghesi venivano racchiusi nei diari. In questo modo ci hanno lasciato preziose testimonianze di vita domestica relative ai loro acquisti, viaggi. Il diario più famoso è quello di Samuel Pepys.
Domande da interrogazione
- Quali misure adottò Luigi XIV per controllare la cultura e le idee nel suo regno?
- Come si manifestò la lotta religiosa di Luigi XIV nei confronti degli ugonotti e dei giansenisti?
- In che modo la borghesia si affermò nel Seicento e quali aspirazioni aveva?
- Qual è il ruolo della cultura nella vita dei borghesi del Seicento?
Luigi XIV eliminò ogni forma di contropotere culturale, limitando la circolazione di idee critiche attraverso la censura e la sorveglianza delle tipografie, mentre favorì la nascita delle accademie e il mecenatismo (testo).
Luigi XIV si oppose agli ugonotti revocando l’editto di Nantes e perseguitandoli, mentre criticò i giansenisti per le loro opinioni sul suo stile di vita, arrivando a farli uccidere (testo).
Nel Seicento, la borghesia si arricchì e aspirava a ottenere il prestigio sociale della nobiltà, investendo in cariche pubbliche e adottando uno stile di vita sfarzoso, con dimore eleganti e abiti raffinati (testo).
La cultura era considerata un lusso per i borghesi, che, non dedicandosi al lavoro, potevano permettersi di partecipare alla vita culturale e politica, lasciando preziose testimonianze nei loro diari, come quello di Samuel Pepys (testo).