Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Nel 1860, l'Italia era caratterizzata da un'economia prevalentemente agricola, con le città maggiori come Napoli e Milano, ma con scarse attività produttive.
  • Le principali industrie erano concentrate a Torino, Milano e Genova, mentre il sud Italia presentava una produzione di tipo capitalistico.
  • Mancava una rete ferroviaria nazionale e le comunicazioni tra le varie regioni erano limitate, con strade ferrate soprattutto al nord.
  • La classe dirigente post-unitaria era divisa tra destra e sinistra, con la Destra storica che seguiva una politica accentratrice e liberista.
  • Tra le leggi emanate dopo l'unità, la legge Casati istituiva un sistema scolastico nazionale e l'istruzione elementare obbligatoria, mentre la legge Rattazzi regolava l'ordinamento comunale e provinciale.

L'Italia del 1860

Intorno al 1860 l’Italia era uno dei paesi europei con il maggior numero di città. Le più grandi erano Napoli, Torino, Palermo, Milano, Roma. Tuttavia erano abitate soprattutto le campagne, poiché le città erano prive di attività produttive di rilievo. All’indomani dell’unità d’Italia l’economia era in gran parte agricola, con poche risorse.

Economia e infrastrutture

Torino, Milano, Genova erano le città in cui erano collocate le industrie del Paese, mentre le economie con produzioni sul mercato trovavano luogo nel centro Italia. Nel sud Italia la produzione sul mercato era di tipo capitalistico.

In questo contesto mancava un sistema di comunicazioni rapide tra le varie parti della penisola. Una rete ferroviaria nazionale era inesistente. Le strade ferrate si trovavano soprattutto in Piemonte e in Lombardia mentre al sud la rete stradale era gravemente carente.

Politica e classe dirigente

Tra gli uomini politici settentrionali ben pochi avevano conoscenza diretta delle condizioni del Mezzogiorno.

A livello politico la classe dirigente era divisa tra destra e sinistra.

Alla morte di Cavour il governo fu preso da successori che si attennero alla politica di Cavour. La loro fu una politica rispettosa delle libertà costituzionali, accentratrice, liberista in campo economico, laica in materia di rapporti tra Stato e Chiesa. Il gruppo dirigente che governò il Paese nel primo quindicennio dopo l’unità d’Italia era costituito da piemontesi, lombardi ed emiliani.

Nei primi parlamenti dell’Italia unita la maggioranza si collocava a destra e come Destra fu definita. L’aggettivo storica fu aggiunto più tardi a significare la funzione decisiva svolta da questa classe dirigente nella storia di Italia. Più che una forza di destra era un gruppo di centro moderato.

Leggi e riforme

Tra le leggi in parte ci fu un’estensione con piccole modifiche delle leggi piemontesi alle province appena annesse, in parte furono emanate leggi nuove:

-La legge Casati riguardava l'istruzione, creava un sistema scolastico nazionale e stabiliva il principio dell’istruzione elementare obbligatoria;

-La legge Rattazzi riguardava l’ordinamento comunale e provinciale e stabiliva che le province fossero affidate a prefetti e i comuni a podestà.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual era la situazione economica dell'Italia nel 1860?
  2. Nel 1860, l'Italia aveva un'economia prevalentemente agricola, con poche risorse e attività produttive significative nelle città, che erano abitate soprattutto dalle campagne. Le industrie erano concentrate a Torino, Milano e Genova, mentre nel sud la produzione era di tipo capitalistico.

  3. Come era organizzata la classe dirigente italiana dopo l'unità?
  4. Dopo l'unità d'Italia, la classe dirigente era divisa tra destra e sinistra, con una maggioranza a destra nei primi parlamenti. Questa Destra, definita storica, era composta principalmente da piemontesi, lombardi ed emiliani e seguiva una politica accentratrice e liberista, rispettando le libertà costituzionali.

  5. Quali furono alcune delle leggi significative emanate dopo l'unità d'Italia?
  6. Tra le leggi significative vi furono la legge Casati, che istituiva un sistema scolastico nazionale e l'istruzione elementare obbligatoria, e la legge Rattazzi, che regolava l'ordinamento comunale e provinciale, affidando le province a prefetti e i comuni a podestà.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community