Concetti Chiave
- Pirandello nasce nel 1867 a Girgenti e si laurea in Lettere, avviando la sua carriera letteraria a Roma.
- Il matrimonio con Maria Antonietta Portulano e le difficoltà personali influenzano profondamente la sua produzione letteraria, portandolo a scrivere opere significative.
- Si dedica al teatro con grande successo, creando opere come "Sei personaggi in cerca d’autore" e ricevendo il Premio Nobel per la letteratura nel 1934.
- La sua concezione vitalistica e relativistica mette in discussione la realtà, rivelando l'illusorietà delle identità e dei ruoli sociali.
- Pirandello innovò la narrativa e il teatro, utilizzando punti di vista soggettivi e monologhi interiori per esplorare la complessità dell'identità umana.
• Periodo giovanile
Qual è l'infanzia e la formazione di Pirandello?
Pirandello nasce nel 1867 a Girgenti (odierna Agrigento) da un’agiata famiglia borghese. Studia Lettere presso le Università di Palermo, Roma e Bonn, dove si laurea. Dopo la laurea si trasferisce a Roma, dedicandosi completamente alla letteratura.
• La stagione della narrativa
Matrimonio e prime opere narrative
Si sposa con Maria Antonietta Portulano, una donna dal fragile equilibrio psichico, nello stesso periodo scrive “L’esclusa” e subito dopo inizia ad insegnare presso l’istituto Superiore di Magistero e scrive “Il turno”. La famiglia subisce un disastro economico ed inoltre si aggravano della moglie e negli stessi anni scrive “Il fu Mattia Pascal”, successivamente intensifica la produzione di novelle e romanzi e inizia a scrivere soggetti cinematografici, poco più tardi scrive “L’umorismo” e “I vecchi e i giovani”, inoltre ha i primi contatti col mondo teatrale e scrive “Si gira…”.
• La stagione del teatro
Dedizione al teatro e successi
In questo periodo si dedica principalmente al teatro, il figlio viene fatto prigioniero in guerra e la moglie viene ricoverata in una casa di cura, nello stesso tempo scrive “Il piacere dell’onestà” e “Così è (se vi pare)”, successivamente scrive “Il giuoco delle parti” ed ha i primi successi di pubblico con le opere teatrali, successivamente scrive “Sei personaggi in cerca d’autore” e abbandona l’insegnamento per dedicarsi interamente al teatro. Si iscrive al Partito fascista e ottiene l’appoggio del regime, subito dopo scrive “Uno, nessuno e centomila” e si allontana dal fascismo, pur evitando posizioni di aperto dissenso, scrive “I giganti della montagna” e nel 1934 riceve il Premio Nobel per la letteratura, infine scrive “Una giornata” e muore di polmonite a Roma nel 1936.
Contributo letterario e innovazione
Pirandello è tra le voci più rappresentative del primo Novecento, di cui interpreta la crisi delle certezze positivistiche e la perdita id fiducia nella possibilità di sistemare il reale entro precise categorie conoscitive. Autore versatile e attento alle nuove forme di comunicazione culturale, egli si dedica principalmente alla narrativa e al dramma, ma si cimenta anche nella saggistica, nella poesia, nella scrittura cinematografica, proponendo un’arte “moderna”, radicalmente innovativa rispetto alle forme tradizionali e capace di riflettere un mondo frantumato, contraddittorio, al limite dell’assurdo.
Il pensiero
Concezione vitalistica e relativismo
Alla base delle opere pirandelliane vi è una concezione vitalistica, secondo cui la realtà e l’uomo sono soggetti a un perpetuo fluire, a un’incessante trasformazione da uno stato all’altro. La «forma» che noi tendiamo a dare alla nostra personalità o che gli altri tendono ad attribuirci è comunque illusoria, è una «maschera» sotto la quale si cela un’identità informe e inafferrabile. In questo senso la società appare a Pirandello una costruzione artificiale e fittizia, che imprigiona l’uomo in un ruolo inautentico dal quale egli si può liberare solo abbandonandosi all’immaginazione o alla follia. Dal vitalismo deriva inoltre un radicale relativismo conoscitivo, ossia la negazione della verità come fatto oggettivo: le cose e le persone, di per sé informi, si prestano a tante diverse interpretazioni quanti sono coloro che li osservano e ciò rende impossibile una vera comunicazione tra gli uomini.
La poetica
Umorismo e poetica pirandelliana
Pirandello enuncia la propria concezione dell’arte in una serie di saggi, il più importante dei quali è “L’umorismo”, scritto nel 1908. Tratto caratterizzante dell’«umorismo» è. Secondo Pirandello, il «sentimento del contrario», ossia la riflessione sulle diverse implicazioni, tragiche e comiche, che stanno dietro a un comportamento insulso o illogico, mentre il «comico» si limita all’«avvertimento del contrario» ossia a rispecchiare le contraddizioni senza analizzarle da diverse prospettive. L’arte umoristica è pertanto l’unica che possa cogliere il carattere disorganico e multiforme della realtà, stimolando le abitudini di pensiero radicate.
Le poesie e le novelle
Poesie e novelle di Pirandello
La produzione poetica di Pirandello è estranea alle più avanzate correnti contemporanee, conservando i moduli espressivi e le forme metriche tradizionali. Caratteri innovativi ha invece la produzione narrativa, che comprende sette romanzi e numerosissime novelle, confluite in larga parte nelle “Novelle per un anno”. Priva di un ordine determinato, la raccolta riflette la visione di un mondo disorganico, popolato di figure avvilite e dolenti, intrappolate in ruoli sociali mortificati. Nel tratteggiare questo variegato campionario di umanità, Pirandello mette in opera il suo tipico «umorismo», caricando espressionisticamente i tratti fisici e psicologici dei personaggi, senza mai rinunciare a scrutare nei risvolti della loro sofferenza con un autentico sentimento di pietà.
I romanzi
Temi e innovazioni nei romanzi
I temi tipici dell’opera pirandelliana, ossia la critica delle “trappole” sociali, il tema della personalità come «maschera», la tendenza a sottolineare gli aspetti assurdi e paradossali dei comportamenti umani, ricorrono anche nei romanzi. Il superamento della visione positivistica è già evidente nel primo di questi, “L’esclusa2, che sovverte il rapporto casuale tra gli eventi tipico del romanzo naturalista. Soluzioni narrative più innovative sono sperimentate nei romanzi “Il fu Mattia Pascal” e “Si gira…”, nei quali non si trova più un narratore eterodiegetico ma il racconto è affidato al protagonista, che racconta gli eventi dal proprio punto di vista soggettivo e inattendibile. La disgregazione della forma romanzesca è portata alle estreme conseguenze in “Uno, nessuno e centomila”, dove il narratore-protagonista si abbandona a un magmatico monologo sul tema dell’identità, che solo in parte permette di ricostruire una trama di avvenimenti.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della formazione di Pirandello nella sua carriera letteraria?
- Come ha influenzato il matrimonio di Pirandello la sua produzione letteraria?
- Qual è il contributo di Pirandello al teatro e quali opere hanno segnato il suo successo?
- Qual è la concezione vitalistica di Pirandello e come influisce sulla sua opera?
- In che modo l'umorismo caratterizza la poetica di Pirandello?
Pirandello, nato nel 1867 a Girgenti, si laurea in Lettere e si trasferisce a Roma per dedicarsi alla letteratura, un percorso formativo che segna l'inizio della sua carriera artistica.
Il matrimonio con Maria Antonietta Portulano, caratterizzato da difficoltà psichiche e disastri economici, ha spinto Pirandello a scrivere opere significative come “L’esclusa” e “Il fu Mattia Pascal”, riflettendo le sue esperienze personali.
Pirandello si dedica al teatro con opere come “Sei personaggi in cerca d’autore” e “Il piacere dell’onestà”, ottenendo successi di pubblico e abbandonando l'insegnamento per concentrarsi completamente sulla scrittura teatrale.
La concezione vitalistica di Pirandello suggerisce che la realtà e l'identità sono in costante trasformazione, portando a un relativismo conoscitivo che rende impossibile una vera comunicazione tra gli uomini, un tema centrale nelle sue opere.
L'umorismo, secondo Pirandello, è il “sentimento del contrario” che permette di esplorare le contraddizioni della realtà, rendendolo un elemento fondamentale per comprendere la sua visione artistica e la complessità dell'esperienza umana.