Concetti Chiave

  • La novella "La buon’anima" esplora il legame tra Bartolino Fiorenzo, uno studioso di chimica, e sua moglie Carolina Sarulli, vedova dell'ingegnere Cosimo Taddei, il cui ricordo grava sulla loro vita coniugale.
  • L'espressione “buon’anima” si riferisce a una persona defunta con cui si ha un legame affettivo, ma può anche avere un significato ironico o contrario, evidenziando tensioni emotive tra i vivi e i morti.
  • Durante il viaggio di nozze a Roma, la coppia soggiorna nello stesso albergo e nella stessa camera in cui Lina era stata con il defunto marito, causando disagio a Bartolino e gioia a Lina.
  • La continua influenza di Cosimo Taddei nella vita di Bartolino e Lina porta a una crescente frustrazione per Bartolino, che si sente inferiore e costretto a competere con un fantasma.
  • La novella culmina con Bartolino che scopre un ciondolo di Ortensia contenente una miniatura di Cosimo Taddei, simbolizzando l'ineluttabile presenza del defunto nella vita dei personaggi.

La novella La buon’anima fa parte della raccolta Novelle per un anno.

L’espressione “buon’anima” si adopera quando ci si riferisce ad una persona morta con cui si è avuto un legame affettivo e verso la quale si mantiene una certa forma di rispetto. Tuttavia, può avere anche il valore di un’antifrasi, cioè esprimere un’idea contraria al concetto che si ha di una persona defunta.

I protagonisti e il loro legame

I protagonisti sono Bartolino Fiorenzo, uno studioso di chimica e sua moglie Carolina Sarulli, chiamata Lina. La donna, pur essendo ancora giovane e piacente, è vedova dell’ingegnere Cosimo Taddei, con cui era rimasta sposata quattro anni Il primo marito, però, pur essendo defunto, è molto ingombrante. Bartolino è un puro di cuore e a detta degli amici di famiglia, Motta e Ortensia aveva proprio bisogno di sposarsi e sono questi due che avevano combinato il matrimonio. Nel salotto di Carolina, proprio di fronte al divano dove Bartolino è solito sedersi, spicca un grande ritratto dell’ ing. Taddei, come se volesse sottolineare che il padrone di casa resta comunque sempre lui. Anzi, a Bartolino sembra quasi che il defunto sorrida e che lo saluti, come si fa con gli ospiti. Infatti morendo, ha lasciato tutti i suoi beni alla vedova, compresa l’abitazione dove i due sposi sono andati ad abitare. Era stato Cosimo a voler chiamare la moglie Lina anziché Carolina, giocando sulle parole “cara Lina” e alla donna ciò non era dispiaciuto, a tal punto da imporlo indirettamente anche a Bartolino che, di fronte ad una simile presenza che forgia in continuazione il comportamento della donna resta inebetito, senza opporre nessuna reazione.

Il viaggio di nozze a Roma

In viaggio di nozze, la coppia si reca a Roma, dove già Lina era stata con il primo marito. L’albergo in cui soggiornano è lo stesso della prima luna di miele e anche la camera, il n° 19, è la stessa, il che rende Lina felice. Bartolino dimostra un po’ di mortificazione soprattutto quando si rende che il letto dove passerà la notte è quello in cui la moglie aveva dormito con l’ingegnere Taddei. Per tutta la durata del soggiorno romano, ogni cosa viene fatta sulle orme del defunto ing. Taddeo con grande avvilimento e mortificazione di Bertolino che si vede costretto a seguire continuamente i gusti, i consigli e le inclinazioni del defunto D’altra parte, Lina è felice così perché essa deve tutto alla buon’anima di Taddeo che l’aveva formata e istruita e in cui essa vedeva una guida.

Il ritorno e la scoperta finale

Al rientro dal la luna di miele, la coppia è turbata dalla notizia della morte improvvisa del sig. Motta, l’anziano marito di Ortensia, entrambi molto legati ai due protagonisti. Lina, ricordandosi che quando era deceduto il primo marito, Ortensia si era precipitata da lei per consolarla, fa la stessa cosa. In cuor suo, la donna pensava che l’amica non sarebbe stata tanto afflitta visto che il marito era molto più anziano. Invece essa appare inconsolabile Da parte sua, Bartolino è preso sempre più dalla disperazione. Cerca di essere più affettuoso con la moglie, ma le carezze che ogni volta le fa, gli sembrano confrontate con quelle di Cosimo Taddei. Alla fine, visto che tutti i tentativi vanno a vuoto, gli prende la voglia di consolare Ortensia. I suoi sentimenti amorosi oscillano allora fra i ricordi e le incertezze, ma alla fine la passione, e forse sentendosi un po’ inferiore, finisce nel letto di Ortensia.

Quando si sveglia, nota sullo scendiletto, il ciondolo d’oro che Ortensia portava al collo e che forse, inavvertitamente le è scivolato. Lo raccoglie per restituirglielo, ma senza volere lo apre e trova al suo interno una miniatura della buon’anima di Cosimo Taddei, tutto sorridente che lo saluta.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'espressione "buon’anima" nel contesto della novella?
  2. L'espressione "buon’anima" si riferisce a una persona defunta con cui si ha avuto un legame affettivo, mantenendo un certo rispetto, ma può anche essere usata come antifrasi per esprimere un'idea contraria al concetto di quella persona.

  3. Chi sono i protagonisti della novella e qual è la loro situazione familiare?
  4. I protagonisti sono Bartolino Fiorenzo, uno studioso di chimica, e sua moglie Carolina Sarulli, chiamata Lina, che è vedova dell'ingegnere Cosimo Taddei. Il defunto marito continua a influenzare la vita di Lina e Bartolino.

  5. Come influisce il primo marito di Lina sulla sua relazione con Bartolino?
  6. Il primo marito, Cosimo Taddei, è una presenza ingombrante che condiziona il comportamento di Lina e, di conseguenza, anche Bartolino, che si sente mortificato e inadeguato a causa dei continui confronti con il defunto.

  7. Qual è l'esperienza di Bartolino e Lina durante il viaggio di nozze a Roma?
  8. Durante il viaggio di nozze, Lina è felice di tornare nello stesso albergo e nella stessa camera in cui era stata con Cosimo, mentre Bartolino si sente a disagio, costretto a seguire le orme del defunto marito.

  9. Qual è la scoperta finale che Bartolino fa al risveglio dopo una notte con Ortensia?
  10. Al risveglio, Bartolino trova un ciondolo d'oro appartenente a Ortensia, che contiene una miniatura sorridente di Cosimo Taddei, rivelando così l'inevitabile legame con il defunto marito di Lina.

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