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Concetti Chiave

  • Il primo canto del Paradiso funge da proemio, con un'invocazione a Apollo, elevando il tono rispetto alle cantiche precedenti.
  • Dante arriva nel Paradiso a mezzogiorno, simbolo di beatitudine, e l'attenzione si concentra sulla figura di Dio piuttosto che su di lui.
  • La sostituzione della ragione rappresentata da Virgilio con la teologia simboleggiata da Beatrice evidenzia una nuova dimensione spirituale nel viaggio di Dante.
  • Dante avverte un suono armonioso e una luce intensa durante il suo viaggio, ispirati dalla filosofia del movimento delle sfere celesti.
  • Beatrice spiega il movimento dei cerchi celesti e la deviazione delle creature dal loro fine, paragonando Dio a un pittore che può commettere errori.

Il primo canto del Paradiso, come quelli dell’Inferno e del Purgatorio, ha una funzione proemiale all’intera cantica: infatti così come nell’Inferno vi era stata una generica invocazione alle Muse, nel Purgatorio vi era invece stata una invocazione alla Musa della poesia epica Calliope, qui Dante, per elevare ancora maggiormente il canto, si rivolge direttamente al dio della poesia, Apollo. Dante arriva nel Paradiso a mezzogiorno preciso, un chiaro riferimento alla luce, simbolo della beatitudine celeste in opposizione al buio dell’Inferno, simbolo del peccato. È significativo come le prime parole che Dante utilizza in questo canto sono rivolte a “ colui che tutto move “, ossia Dio: infatti mentre nella cantiche precedenti il protagonista era sempre stato Dante, che rivestiva la funzione sia di auctor che di agens, ossia di narratore e protagonista della vicenda, qui invece l’attenzione è tutta catalizzata verso la figura di Dio. Questo è un chiaro riferimento alla maggiore filosofia del periodo dantesco, ossia quella tomista, in cui vi era appunto la reductio ad unum, in base alla quale San Tommaso credeva che ogni elemento del reale, sia perfetto che imperfetto, fosse stato imposto da Dio all’atto della creazione. Inoltre nel primo canto è ben visibile la sostituzione adottata da Dante tra la ratio, ossia la ragione, che aveva avuto il suo simbolo nelle cantiche precedenti in Virgilio, con la teologia, il cui simbolo è Beatrice, la donna amata dal poeta. Sempre nel proemio vi è un riferimento ad un episodio mitologico tramandato da Ovidio all’interno delle sue Metamorfosi: il mito di Marsia, un canto che, credendosi superiore al dio della poesia, aveva osato sfidarlo e, dopo aver perso, era stato scuoiato vivo: è questo un invito di Dante a non andare mai contro la volontà divina, per non incorrere nell’ira di Dio.

Il viaggio di Dante

Dopo il proemio Dante ricomincia a narrare il suo viaggio dal punto in cui lo aveva interrotto, ossia l’ascesa dal Paradiso terrestre al primo cielo: per far comprendere appieno il momento in cui si svolge il suo viaggio il poeta fa un riferimento astronomico. Egli infatti afferma che nell’emisfero australe, in cui si trovava appunto la montagna del Purgatorio, il sole sorge in quel punto in cui si incontrano “ quattro cerchi “ con “ tre croci “, e che allora il sole era alto in cielo, e più precisamente era allo zenith, mentre a Gerusalemme era ancora notte. In seguito Dante osserva Beatrice che osserva il sole e cerca di fare lo stesso: rimane piacevolmente sorpreso del fatto che riesce a sostenere la vista del sole molto a lungo e ciò è dovuto al fatto che Dante, purificato da tutti i suoi peccati si ritrova ora nella medesima condizione di Adamo ed Eva, ossia con facoltà sensoriali superiori alla maggior parte degli uomini. Dopo aver osservato il sole Dante sofferma il suo sguardo sulla bellezza ammaliatrice di Beatrice, paragonandosi a Glauco, un pescatore della Beozia che, dopo aver posato su un prato dei pesci si accorse che questi, mangiata l’erba, riprendevano vita; incuriosito aveva mangiato anche lui l’erba ed era diventato una divinità marina. Dopodiché Dante si sofferma a spiegare il fenomeno del trasumanar, un hapax coniato dal poeta stesso, con cui si indica un passaggio a facoltà che sono oltre i limiti dell’uomo.

Sensazioni celestiali

Volando verso il cielo Dante avverte due sensazioni di novità: in primis un suono armonioso e celestiale e poi la luce, connesse tra di loro secondo Dante, che in questo caso riprende un passo di Cicerone in cui l’autore latino aveva affermato come il movimento delle sfere celesti desse vita ad un suono armonioso. Questa visione fa sorgere spontaneamente nell’animo di Dante la domanda sulla loro origine e Beatrice, capace di leggere nel pensiero a Dante, lo rimprovera di farsi ancora queste domanda, senza capire che non si trova più sulla Terrra. Soddisfatto di questa risposta Dante però chiede come possa egli volare e Beatrice glielo spiega attraverso 3 concetti fondamentali: dal creatore viene un ordine che è legge universale, tutte le creature tendono ad un fine in quanto ordinate da Dio, così come una freccia scoccata raggiunge il bersaglio. Questo è un concetto chiaramente ripreso da San Tommaso.

Le spiegazioni di Beatrice

Beatrice spiega anche come si muovono i cerchi, ossia attraverso un moto uniforme in base al quale il cerchio più esterno si muove più velocemente di quello interno. Se però tutte le creature ricevono da Dio un’impronta che le fa tendere verso un fine, allora perché ve ne sono alcune che deviano da questa disposizione ? Beatrice, paragonando l’opera di Dio a quella di un pittore che può commettere degli errori, afferma come le creature sono deviate dai beni terreni.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione del primo canto del Paradiso rispetto alle altre cantiche?
  2. Il primo canto del Paradiso ha una funzione proemiale, simile a quella dell'Inferno e del Purgatorio, ma qui Dante si rivolge direttamente a Dio, evidenziando un cambio di focus rispetto ai canti precedenti in cui era il protagonista.

  3. Qual è il significato del riferimento a Apollo nel primo canto?
  4. Il riferimento a Apollo, dio della poesia, serve a elevare il canto e sottolinea l'importanza della luce, simbolo della beatitudine celeste, in contrapposizione al buio dell'Inferno, simbolo del peccato.

  5. Come si manifesta la sostituzione tra ragione e teologia nel primo canto?
  6. Dante sostituisce la figura di Virgilio, simbolo della ragione, con Beatrice, simbolo della teologia, evidenziando un passaggio dalla razionalità alla spiritualità nel suo viaggio.

  7. Qual è il significato del mito di Marsia nel contesto del canto?
  8. Il mito di Marsia serve come avvertimento a non sfidare la volontà divina, poiché la sua punizione rappresenta l'ira di Dio verso chi si oppone al suo volere.

  9. Come spiega Beatrice il movimento delle creature e la loro deviazione?
  10. Beatrice spiega che tutte le creature tendono a un fine ordinato da Dio, ma alcune deviano a causa dei beni terreni, paragonando l'opera divina a quella di un pittore che può commettere errori.

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