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Concetti Chiave

  • Il brano "La scuola non è per i poveri" narra l'esperienza di Gavino Ledda, un bambino povero che inizia la scuola con un notevole ritardo.
  • Gavino, preso in giro dai compagni per la sua mancanza di abilità scolastiche, trova conforto nell'amicizia con Pizzente, un altro alunno disordinato.
  • Il padre di Gavino interviene a scuola per richiamarlo a casa, spiegando all'insegnante la necessità del figlio di aiutare in campagna.
  • La maestra cerca di consolare Gavino, evidenziando le bellezze naturali della campagna rispetto alla mancanza di attrattive nel paese di Siligo.
  • Gavino affronta con tristezza l'addio alla scuola, portando con sé i ricordi dei compagni e dei momenti trascorsi in classe.

L'inizio della scuola

Il brano “La scuola non è per i poveri” è stato scritto da Gavino Ledda e parla della sua breve esperienza di alunno povero.

Questo brano, quindi, racconta di un bambino di nome Gavino, il quale andò a scuola il 7 gennaio del 1944 con tre mesi di ritardo.

L'incontro con Pizzente

Appena arrivato tutti lo prendevano in giro perché lui non sapeva leggere, scrivere e non sapeva fare le aste.

Per fortuna come compagno di banco gli toccò Pizzente, che era un bambino arrivato lo stesso giorno di Gavino, con il quale poteva condividere la sua timidezza.

Pizzente era un bambino disordinato che non portava ma né cartella e nemmeno i quaderni.

L'intervento del padre

Ma purtroppo una mattina di febbraio, il padre di Gavino, con lo sguardo di un falco affamato, andò a scuola da suo figlio, entrò in classe e salutò la maestra con un secco buongiorno. Suo padre era vestito con un abbigliamento pastorale: pantaloni di fustagno, giacca di velluto liscio, scarponi e un berretto rigido.

Il padre di Gavino disse alla maestra che aveva bisogno di lui in campagna, perché doveva badare alle pecore, mentre lui si occupava del grano, della vigna e dell’oliveto. Poi doveva anche badare agli agnelli dalla minaccia della volpe, perché per loro un agnello non era una cosa da poco.

L'addio alla scuola

La maestra, sentendo quel discorso, consolò Gavino e lo incoraggiò spiegandogli che in campagna c’erano molti fiori, alberi e uccellini che pigolavano sugli alberi, invece in quel paese Siligo non c’era niente.

Così Gavino si preparò alla triste realtà che era arrivata troppo presto. Con le lacrime agli occhi lanciò un ultimo sguardo alla sua classe, imprimendo i suoi compagni nella sua mente.

Gavino e suo padre salutarono la maestra e se ne andarono.


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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto sociale che Gavino Ledda descrive nella sua esperienza scolastica?
  2. Gavino Ledda racconta la sua esperienza di alunno povero, evidenziando le difficoltà e le prese in giro che affrontò all'inizio della scuola, dove si sentiva inadeguato rispetto ai compagni.

  3. Chi è Pizzente e quale ruolo ha nella vita di Gavino?
  4. Pizzente è il compagno di banco di Gavino, anch'egli arrivato a scuola lo stesso giorno. La loro amicizia aiuta Gavino a condividere la sua timidezza e a sentirsi meno solo in un ambiente ostile.

  5. Qual è il motivo dell'addio di Gavino alla scuola?
  6. Gavino deve lasciare la scuola perché il padre ha bisogno di lui in campagna per occuparsi delle pecore e dei lavori agricoli, segnando così una triste svolta nella sua vita educativa.

Domande e risposte

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