Concetti Chiave
- Hume distingue tra impressioni, chiare e forti, e idee, deboli e sbiadite, con le impressioni che precedono le idee come tracce delle prime.
- Critica la causalità affermando che, sebbene percepiamo contiguità e successione, non possiamo percepire direttamente la causalità, rendendola non valida.
- Hume sostiene che le credenze si formano attraverso l'abitudine, sufficiente per la vita quotidiana ma non per la scienza.
- Le idee complesse possono essere create combinando altre idee, anche senza avere un'impressione diretta, ma devono essere collegate a impressioni valide.
- La concezione di sostanza è problematica poiché si forma dall'abitudine, ma non si basa su impressioni dirette, rendendo l'idea di sostanza non valida.
La teoria delle percezioni di Hume
Secondo Hume qualunque contenuto della conoscenza è detto percezione, queste si dividono in impressioni e idee. Le impressioni sono forti e chiari; le idee sono deboli e sbiadite. Le impressioni vengono prima, le idee vengono dopo, sono la traccia delle impressioni. Sia le impressioni che le idee possono essere semplici o complesse.
impressione semplice: il verde della mela impressione complessa (insieme di imp. semplici): la mela
L’idea è una trascrizione dell’impressione.
idea semplice: ricordo il verde idea complessa: ricordo la mela
Ma avvolte le idee complesse sono prodotte da noi, combinando insieme altre idee. Potrei avere l’idea complessa senza averne l’impressione. Ma l’idea è valida quando noi sappiamo indicare la relativa impressione.
I dati di fatto e le relazioni di idee corrispondono alle verità di fatto e di ragione di Leibnitz.
Qual è la critica di Hume alla causalità?
Critica di Hume alle idee causa-effetto ed alle sostanze:
L’idea di causa è forse immediatamente evidente di per se? Se concepisco l’effetto automaticamente, concepisco anche la causa?
Una biglia colpisce l’altra biglia. Noi pensiamo che l’arrivo della prima biglia causa il movimento della seconda. Secondo Hume noi percepiamo la contiguità (che si toccano) e la successione (prima arriva una, poi parte l’altra), ma non percepiamo la causalità. Quindi l’idea di causalità non è valida perché non ne vedi l’impressione, dunque non vedi la condizione necessaria. Quindi non si può dire che se la biglia colpirà un’altra biglia questa si sposterà. Con questa affermazione non si può costruire la scienza.
L'abitudine e la credenza secondo Hume
Hume sostiene che tutti sono convinti perché sono abituati, dall’abitudine nasce una credenza, sufficiente per la vita di tutti i giorni, ma non per la scienza.
Noi siamo abituati a vedere impressioni ed idee raccolte insieme e ciò vale sia per gli oggetti esterni che per noi stessi. Quindi ci formiamo l’idea di sostanza, ma noi, di quest’idea che tiene insieme, non ne abbiamo l’impressione, quindi l’idea di sostanza non è valida.
Domande da interrogazione
- Qual è la distinzione fondamentale tra impressioni e idee secondo Hume?
- Qual è la critica di Hume riguardo alla causalità?
- Come si forma la credenza secondo Hume?
Secondo Hume, le percezioni si dividono in impressioni, che sono forti e chiare, e idee, che sono deboli e sbiadite. Le impressioni precedono le idee e queste ultime sono una traccia delle impressioni (come indicato nel testo).
Hume critica l'idea di causalità sostenendo che, sebbene percepiamo la contiguità e la successione tra eventi, non percepiamo la causalità stessa. Pertanto, non possiamo affermare che un evento causi necessariamente un altro, il che rende l'idea di causalità non valida (come spiegato nel testo).
Hume afferma che la credenza nasce dall'abitudine; le persone si convincono di certe idee perché sono abituate a vederle ripetutamente. Tuttavia, questa forma di credenza è sufficiente per la vita quotidiana, ma non per la scienza, poiché non si basa su impressioni valide (come descritto nel testo).