Concetti Chiave
- Victor Hugo è considerato il capo del Romanticismo, un autore poliedrico che ha scritto in vari generi e toni, impegnandosi attivamente nella lotta sociale e politica del suo tempo.
- La sua carriera iniziale è segnata da successi letterari, ma eventi personali come la morte della figlia e il fallimento di un dramma lo allontanano temporaneamente dalla scrittura.
- Durante il suo esilio dal 1851 al 1870, Hugo produce opere significative come Les Misérables, affrontando temi di giustizia sociale e insoddisfazione politica.
- Il ritorno in Francia nel 1870 coincide con la proclamazione della Repubblica, ricevendo una calorosa accoglienza e continuando a scrivere opere importanti fino alla sua morte nel 1885.
- La morte di Hugo genera un grande dolore collettivo, e il suo funerale è un evento significativo, onorato sotto l'Arc de Triomphe e al Panthéon di Parigi.
Victor Hugo e il Romanticismo?
A capo del Romanticismo, presente nella lotta politica e sociale del suo tempo e guida degli uomini verso il progresso spirituale e sociale, genio multiforme capace di scrivere in tutti i generi (drammatico, poetico, romanzato…) e in tutti i toni (lirico, satirico, elegiaco…) e di tutti i temi, dal più futile al più impegnato, troviamo Victor Hugo, lo scrittore che ha dominato il XIXesimo secolo, sia per la sua età longeva, sia per la fecondità letteraria. La sua idea di poeta è di un uomo impegnato al servizio del popolo, una guida delle nazioni, un profeta dell’avvenire perché Dio parla attraverso di lui.
••• La vita
La vita e la carriera iniziale
•• È nato a Besançon e si trasferisce con la famiglia a Parigi. Qui fa buoni studi e dimostra una grande attitudine al lavoro. La sua vocazione poetica si mostra in fretta: “Voglio essere Chateaubriand o niente”. Si sposa con Adèle Fouchet e ha con lei quattro bambini. Nel 1824 pubblica le Odes e nel 1826 le Odes et Ballades. È subito famoso e ha un animo romantico.
•• Dal 1830 la sua gloria non smette di salire (monter). Scrive moltissimo e di molti genere: teatro (Hernani, Ruy Blas), un romanzo (Notre-Dame de Paris), delle opere liriche (Les Feuilles d’automne, Les Chants du crépuscule, Les Voix intérieures, Les Rayons et les Ombres) e molti articoli di critica. Viene eletto (élu) all’Académie française.
•• Ma due eventi lo allontanano dalla letteratura: la morte accidentale della figlia Leopoldina nel 1843 e la poca fama (fallimento, échec) del dramma Les Burgraves. Rinuncia definitivamente al teatro nel 1843. E alla poesia dal 1840 al 1853. Comincia durante questa “pausa letteraria” la sua carriera politica: è deputato di Parigi all’Assemblea costituente. Fonda il giornale L’Evénemen, favorevole alla candidatura di Napoleone Bonaparte a presidente della République. Dopo le elezioni del 1848, capisce le ambizioni del presidente e il colpo di Stato del 1851 fa crollare tutte le speranze di Hugo, espulso per decreto e non ha altra scelta a quella dell’esilio.
L'esilio e la crescita artistica
•• L’exil è dal 1851 al 1870 (per tutto il Second Empire) e l’ha fatto crescere artisticamente e sensibilmente. Si rifugia con la sua famiglia e l’attrice Juliette a Jersey (isole inglesi) prima e a Guernesey dopo. Qui lavora e scrive molto dell’insoddisfazione politica: L’Histoire d’un crime, un pamphlet contro Napoléon le Petit (Napoleone III). E Les Châtiments sono ancora più violenti. Scive nel 1856 Les Contemplations, poesie elegiache ispirate dalla morte della figlia Léopoldina. Scrive La Légende des siècles nel 1859, che è l’épopée de l’Humanité. Sempre in esilio pubblica Les Misérables nel 1862, che nasconde un’intenzione sociale: la difesa dei poveri e degli emarginati. La stessa attenzione ai deboli si nota in Les Chansons des rues et des bois, opponendo la jeunesse e la vieillesse, l’ombre e la lumière, come aveva fatto nelle Contemplations. È sempre più celebre e conosciuto in tutto il mondo.
Il ritorno in Francia e l'eredità
•• Con la caduta dell’Impero, Hugo torna in Francia quando si proclama la République nel 1870 e riceve un’accoglienza trionfale dalla popolazione. Ancora ha un forte ruolo politico. Ma nel 1872 abbandona la carica di deputato per concentrarsi sulla letteratura, pubblicando La Légende des siècles, Quatre-Vingt-Treize (1874) e L’Art d’être grand-père. Nel 1881 Parigi celebra il suo 80esimo compleanno e la sua morte nel 1885 genera un grande dolore: la sua bara è posata sotto l’Arc de Triomphe e il popolo parigino la porta al Panthéon.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Victor Hugo nel Romanticismo?
- Quali eventi hanno influenzato la carriera di Hugo nella sua vita iniziale?
- Come ha vissuto Hugo durante il suo esilio?
- Qual è l'importanza del ritorno di Hugo in Francia nel 1870?
- Qual è l'eredità di Victor Hugo dopo la sua morte?
Victor Hugo è considerato il capo del Romanticismo, un genio multiforme che ha scritto in vari generi e toni, impegnandosi nella lotta politica e sociale del suo tempo e guidando gli uomini verso il progresso spirituale e sociale.
La morte accidentale della figlia Leopoldina nel 1843 e il fallimento del dramma Les Burgraves lo allontanano dalla letteratura, portandolo a rinunciare al teatro e alla poesia per un periodo, durante il quale inizia la sua carriera politica.
Durante l'esilio dal 1851 al 1870, Hugo si rifugia a Jersey e Guernesey, dove cresce artisticamente e scrive opere significative come L'Histoire d’un crime e Les Misérables, esprimendo la sua insoddisfazione politica e la difesa dei poveri.
Il ritorno di Hugo in Francia coincide con la proclamazione della Repubblica, e viene accolto trionfalmente dalla popolazione, riprendendo un ruolo politico attivo prima di dedicarsi completamente alla letteratura.
Dopo la sua morte nel 1885, Hugo lascia un'eredità duratura, con il popolo parigino che porta la sua bara al Panthéon, sottolineando il suo impatto culturale e la sua celebrazione come uno dei più grandi scrittori della storia.