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Concetti Chiave

  • La percezione deve essere analizzata a partire dal fenomeno percettivo stesso, piuttosto che da costrutti teorici predefiniti.
  • Le illusioni visive sono interpretate come casi patologici in cui la memoria sensoriale influisce sulla nostra percezione, modificando ciò che vediamo in base alle esperienze passate.
  • I complessi percettivi emergono dall'integrazione degli elementi sensoriali, influenzati da esperienze precedenti, creando una forma percettiva unica e distinta.
  • La Gestalt rappresenta la percezione immediata di stimoli organizzati come totalità, senza consapevolezza dei processi associativi sottostanti.
  • Ehrenfels introduce il concetto di Gestalt, evidenziando che la percezione di forme e melodie è un raggruppamento di elementi che trascende la somma delle singole parti.

Che cos'è l'analisi della percezione?

Ma se devi analizzare una percezione, devi partire da un tuo costrutto teorico oppure dalla percezione? Bisogna partire dal fenomeno percettivo!
Il principio dell’inferenza inconscia serve come paracadute per salvare la teoria e creare un magazzino delle eccezioni rispetto ai modi di vedere consueti.

Memoria sensoriale e percezione

Le illusioni sono quindi dei casi patologici del sistema visivo in cui esso fa vedere quello che non c’è, ci aggiunge del suo rispetto alla pura funzione rappresentativa speculare del punto a punto e ci mostra l’emergenza di qualità psichiche non attese dalla natura fisica dello stimolo. Questo viene spiegato col fatto che quando noi percepiamo gli oggetti del mondo non siamo mai una tabula rasa, ma siamo già stati esposti a oggetti simili e quindi la memoria sensoriale corregge quello che noi vediamo con quello che noi sappiamo sugli oggetti → le vecchie esperienza hanno lasciato delle impronte che deformano l’apparato sensoriale in modo che quando esso accoglie nuove forme sensibili lo fa non come cera molle e informe ma come uno stampo che ha già impresso dei segni. Proprio questi segni spiegherebbero le deformazioni sistematiche che noi abbiamo degli stimoli sensoriali.

Associazionismo e complessi percettivi

La causa delle illusioni si trova al terzo punto dell’associazionismo, ossia al livello dei meccanismi associativi → a livello della formazione di complessi o complessioni, che sono la risultante associativa degli elementi sensoriali in un unicum, ossia la forma percettiva che emerge a livello della coscienza. Il complesso è prorpio il fatto che nell’occhio si attivano insieme le presentazioni topologiche di porzioni dello stimolo visivo che vengono analizzate in modo isolato → ciascun recettore analizza una parte dello stimolo, l’insieme di questo dà la percezione totale. Nell’atto finale della percezione succede che io non veda esattamente quello che lo stimolo fisico presenta. La risultante percettiva è diversa! Qui si introduce l’idea di processi associativi in con cui si rende ragione dell’emergenza di questi complessi in cui quello che è il dato sensoriale viene integrato dalle tracce dell’esperienza pregressa. L’attenzione degli associazionisti si sposta sempre di più dalla ricerca di questi fantomatici atomi dello psichismo non ulteriormente scomponibili alla ricerca di cosa succede nei complessi.

Esperienza immediata e Gestalt

Il primo ambito di ricerca è insidioso in quanto parte dall’idea puramente teorica, non testimoniata dall’esperienza diretta: noi non vediamo un mosaico e non siamo coscienti dei processi di associazione, noi vediamo già gli stimoli organizzati in totalità che si presentano nella loro immediatezza → questa è l’esperienza immediata. Non siamo nemmeno consapevoli di processi psichici in cui ciò che è elementare viene unito per formare una totalità → la Gestalt, ossia il darsi dell’oggetto sensoriale nella sua immediata totalità organizzata. Noi non vediamo le singole foglie dell’albero che unite danno la percezione dell’albero stesso: noi vediamo l’albero, che si presenta ai nostri occhi come totalità organizzata. Il modo di vedere il complesso diventa oggetto di confronto fra le diverse scuole psicologiche.

Critiche all'associazionismo

All’interno dell’associazionismo cominciano a esserci delle critiche. Le prime critiche sono quelle terminologiche. Il primo esempio è Kuelpe, che si concentra sull’ideazione, ossia la rappresentazione mentale degli oggetti. Egli pone in questione che si possa destrutturare una funzione complessa come quella del pensiero riconducendola a funzioni elementari che avrebbero poi la loro base nell’esperienza sensoriale → critica fumosa in quanto gli associazionisti non andavano in realtà a toccare aspetti profondi come il pensiero.

Teoria dei complessi di Mueller

Georg Mueller si occupa di teoria dei complessi e si concentra sugli esiti percettivi che si hanno quando si percepiscono totalità organizzate le cui proprietà psicologiche non sono prevedibili a partire dalla descrizione dello stimolo fisico. Si inizia ad accorgersi che stimoli geometrici elementari come una riga di punti danno luogo a organizzazioni percettive che non sono direttamente interpretabili a partire dalla fisica dello stimolo.

Principio del raggruppamento

Se noi facciamo vedere a un soggetto appunto questa riga di punti, la descrizione che egli ne fa non riporta una descrizione puntuale delle caratteristiche fisiche geometriche dello stimolo, ma dice di vedere una riga, cosa non presente nello stimolo. Qui il complesso non è prevedibile a partire da un puro rispecchiamento dello stimolo fisico sull’occhio. Questi autori anticipano il principio del raggruppamento postulato in seguito dalla Gestalt. Il raggruppamento è una funzione psicologica per cui porzioni dello stimolo vengono unite insieme in un complesso in cui la somma risultante non è riducibile all’addizione delle singole componenti, è qualcosa di superiore, di qualitativamente inatteso.

Ehrenfels e la Gestalt

Ehrenfels è l’autore che introduce il termine di Gestalt.
La melodia è una totalità organizzata che emerge nello psichismo come una forma, al punto che posso cambiare gli elementi di quella forma eppure mantenere la forma. Così è l’idea di triangolo. La percezione della melodia è un raggruppamento di note → la melodia non sta nelle note, quanto più nella nostra capacità di percepirle come un insieme di qualità superiore. Questa Gestalt emerge ad un livello di elaborazione psichica dello stimolo che non è prevedibile a partire dalla fisica dello stimolo.

Esperienza immediata gestaltica

La Gestalt non è la somma di stimoli che produce qualcosa di più grande, bensì l’elaborazione che gli organi di senso compiono degli stimoli, in modo da fornire a livello dell’esperienza immediata la forma. È proprio questa esperienza immediata gestaltica che è l’atto originario → l’atto fenomenico, il darsi del mondo all’interno dello psichismo. Nel darsi all’esperienza l’insieme degli stimoli si danno già come Gestalt. L’associazionismo propone una psicologia che è l’appendice della fisica → vedi in seguito approccio fisicalista.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il punto di partenza per analizzare una percezione?
  2. Per analizzare una percezione, è fondamentale partire dal fenomeno percettivo stesso, piuttosto che da un costrutto teorico, come sottolineato nel testo.

  3. Come influisce la memoria sensoriale sulla percezione?
  4. La memoria sensoriale modifica la nostra percezione degli oggetti, poiché le esperienze passate lasciano impronte che deformano l'apparato sensoriale, portandoci a vedere non solo ciò che è presente, ma anche ciò che già conosciamo.

  5. Cosa sono i complessi percettivi secondo l'associazionismo?
  6. I complessi percettivi sono la risultante associativa degli elementi sensoriali che si uniscono in un'unica forma percettiva, evidenziando come la percezione finale possa differire dallo stimolo fisico originale.

  7. Qual è il contributo di Ehrenfels alla teoria della Gestalt?
  8. Ehrenfels introduce il concetto di Gestalt, evidenziando che la percezione di una melodia o di una forma emerge come un'unità organizzata, non riducibile ai singoli elementi, ma piuttosto alla nostra capacità di percepirli come un insieme.

  9. In che modo la Gestalt si differenzia dall'associazionismo?
  10. La Gestalt non è semplicemente la somma di stimoli, ma un'elaborazione complessa degli stimoli da parte degli organi di senso, che fornisce una forma immediata e organizzata all'esperienza, contrariamente all'approccio riduzionista dell'associazionismo.

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