Concetti Chiave
- La novella di Filomena celebra l'intelligenza come una qualità fondamentale per affrontare e risolvere le difficoltà della vita.
- Il Saladino, pur avendo bisogno di un prestito, si confronta con Melchisedech in modo intellettuale per evitare di cadere in una trappola.
- Melchisedech risponde al Saladino raccontando la storia dei tre anelli, illustrando l'uguaglianza e il valore delle tre religioni monoteiste.
- La morale della novella sottolinea che nessuna religione può essere considerata l'unica vera, evidenziando l'importanza della saggezza nella risoluzione dei conflitti.
- I temi principali includono l'esaltazione della saggezza e della nobiltà d'animo, dimostrati sia dal Saladino che da Melchisedech nel loro rapporto di amicizia.
Questa novella viene raccontata da Filomena nella prima giornata, il cui tema è libero.
Il tema è la celebrazione dell’intelligenza che è la qualità di tantissimi personaggi del Decamerone. La tesi da dimostrare è questa: il senno è causa di consolazione e dall’intelligenza nasce la soluzione ad ogni difficoltà e la serenità d’animo.
Indice
Qual è il dilemma del Saladino?
Il Saladino, sultano del Cairo noto per le qualità militari e la raffinatezza della corte, poiché aveva speso tutti i suoi averi a seguito di imprevisti, non aveva idea a chi rivolgersi per ottenere un prestito. Ad un certo punto gli venne in mente che ad Alessandria viveva un ebreo, di nome Melchidesech che era solito prestare danari. Pensando che costui avesse la possibilità di prestargli quanto gli era necessario, egli, però, non voleva ottenere, con la costrizione, ciò di cui aveva bisogno. Pertanto pensò bene di ricorrere ad una modalità costrittiva che avesse una parvenza di legalità.
La risposta di Melchisedech
Per questo lo fece chiamare e, accoltolo nel suo palazzo con molta familiarità e tenuto conto della sua saggezza e conoscenza, gli chiese il parere su quale secondo lui, delle tre religione [musulmana, cristiana ebraica] fosse quella vera. L’uomo, che era molto intelligente, capì che il Saladino lo voleva cogliere in fallo nella risposta, prendendone spunto per poi accusarlo [magari di empietà]. Pertanto, pensò che sarebbe stato meglio non lodare nessuna delle tre religioni perché, in questo modo, il Saladino non avrebbe raggiunto il suo scopo. Dopo aver riflettuto bene, con l’aspetto di colui che cerca una risposta che non offra appigli per essere accusato, si espresse dicendo che si trattava di una bella domanda e per rendere più comprensibile il suo pensiero, avrebbe raccontato una piccola novella.
La storia dei tre anelli
Un uomo molto ricco, fra i suoi gioielli, possedeva anche un bellissimo e prezioso anello. Volendo che restasse per sempre eredità dei suoi discendenti, egli decise di lasciarlo ad uno dei figli in modo che, quest’ultimo potesse essere il più onorato e riverito di tutti e così successe per generazioni.
Ultimamente, l’anello era diventato proprietà di un uomo che aveva tre figli, tutti belli e virtuosi. Il padre voleva bene a tutti e tre senza alcuna distinzione. I tre ragazzi erano al corrente della questione dell’anello e ognuno, volendone essere l’erede, separatamente pregava il padre affinché, ormai in fin di vita, gli lasciasse in eredità il gioiello. L’uomo non sapeva chi scegliere e pensò di soddisfare la richiesta di tutti e tre. Per questo, fece fare altri due anelli identici in tutto e per tutto al primo e , arrivato in punto di morte, in segreto, ad ognuno consegnò il suo. Dopo la morte del genitore, ogni figlio tirò fuori il proprio anello come prova che spettava a lui avere l’eredità e l’onore, in base alla prova oggettiva. Ma ognuno era in possesso dell’anello e non essendo possibile capire quale fosse quello vero, la questione non è stata ancora risolta. La stessa cosa succede per le tre religioni monoteiste: ognuna delle tre ha i propri comandamenti a buon diritto, la vera legge e tutto quanto deriva da Dio. Ma ancora non si è in grado di stabilire quale delle tre religioni sia quella vera e originale e le altre due delle perfette copie.
Conclusione e morale
Il Saladino riconobbe che Melchisedech era riuscito abilmente a non cadere nella trappola per cui decise di esporgli quale erano veramente le sue necessità. L’ebreo non ebbe alcun problema a soddisfare le esigenze del Saladino. Da parte sua, quest’ultimo restituì tutti i prestiti avuti, aggiungendovi dei bei doni e la propria amicizia.
Temi e interpretazioni
Innanzitutto si deve osservare che la novella, pur essendo collocata dopo quella di Ser Ciappelletto e di Abraam giudeo, entrambe per oggetto il tema della religione, non è incentrata affatto sullo stesso argomento, come viene spiegato nell’introduzione dalla novellante Filomena. Il tema di fondo non è Dio, la religione o la fede, ma il comportamento e le vicende dell’uomo e soprattutto con essa si vuole dimostrare che con la saggezza si possono risolvere tutti i problemi. Da questo possiamo dedurre che una lettura in chiave ideologica della novella, cioè come espressione di scetticismo religioso o come manifesto della tolleranza religiosa, sarebbe in contraddizione con quanto Boccaccio dichiara indirettamente. Questa chiave di lettura errata si è stratificata nel tempo a seguito delle lotte nel Cinquecento per la conquista della libertà religiosa o della diffusione, nel Settecento, del concetto di tolleranza.
Esaltazione della saggezza
Tenuto conto di questo equivoco, risultano chiari i temi della novella:
1) Esaltazione della saggezza e dell’intelligenza, sempre pronta a valutare i dati di una situazione difficile per trovare per modo per superarla (un tema che è sempre presente nel Decameroine)
2) Ammirazione per il codice di comportamento basato sulla nobiltà d’animo, sulla lealtà e sulla signorilità.
Questi due temi sono presenti dal principio alla fine. Il Saladino, di cui sin dalle prime righe, viene evidenziato il valore, rinuncia alla forza e pone il rapporto con Melchisedech sul piano dell’intelligenza e del duello intellettuale. Egli è abile, saggio, ma anche magnanimo; tuttavia l’ebreo e ben più abile di lui e pur occupando nella scala sociale un gradino inferiore non cade nella trappola e dimostra anch’esso magnanimità, accordando i prestiti richiesti. E la situazione, partita con una sorta di contesa, termina con l’amicizia.
Questa novella si presta anche ad un esame dei diversi di narrazione. A Boccaccio, narratore di I grado, fa seguito Filomena come novellatore e quindi narratore di II grado. Nel corso della novella interviene Melchisedech che narra la novella dei tre anelli e quindi ricopre il ruolo di narratore di III grado. Alcuni critici hanno parlato di una narrazione “a scatole cinesi”.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della novella raccontata da Filomena?
- Come si sviluppa il dilemma del Saladino?
- Qual è la morale della storia dei tre anelli?
- In che modo Melchisedech dimostra la sua intelligenza?
- Quali sono i temi principali che emergono dalla novella?
Il tema centrale è la celebrazione dell'intelligenza, evidenziando come il senno possa portare a consolazione e serenità, risolvendo le difficoltà (come indicato nel testo).
Il Saladino, in cerca di un prestito, interroga Melchisedech sull'argomento delle tre religioni, cercando di metterlo in difficoltà, ma Melchisedech risponde con saggezza evitando la trappola (come descritto nel testo).
La morale è che, come i tre anelli identici, non è possibile stabilire quale religione sia la vera, poiché ognuna ha i propri comandamenti e leggi, simili ma distinti (come spiegato nel testo).
Melchisedech dimostra la sua intelligenza evitando di schierarsi con una religione e rispondendo con una novella che illustra la complessità della verità, mantenendo così la sua posizione (come evidenziato nel testo).
I temi principali sono l'esaltazione della saggezza e dell'intelligenza, e l'ammirazione per nobiltà d'animo e lealtà, che si manifestano nel comportamento dei personaggi (come indicato nel testo).