Concetti Chiave
- Il capitolo denuncia la malvagità di Cesare Borgia e del suo seguace, offrendo un ritratto esagerato e non totalmente veritiero del Duca Valentino.
- Cesare Borgia arriva segretamente a Barletta per ritrovare Ginevra e per stabilire un rapporto politico con Consalvo de Cordoba, riconoscendo il suo valore come militare.
- Don Michele, incaricato da Borgia, sfrutta la curiosità di Don Litterio Defastidiis per raccogliere informazioni su Ettore Fieramosca e la donna che ama.
- Don Michele propone un piano per aiutare Ettore, suggerendo che un incontro con la sua amata potrebbe guarirlo dalla malinconia, attirando così l'interesse di Don Litterio.
- Cesare Borgia espone a Consalvo de Cordoba la sua visione politica, proponendo un'alleanza con la Spagna e la conquista della Toscana, ma senza ottenere una risposta chiara.
• Cesare Borgia, duca Valentino
• Michele da Corrella
• Don Litterio Defastidiis
• Consalvo de Cordioba
• Ettore Fieramosca
• Brancaleone
Il capitolo inizia con un’esplicita denuncia della mostruosa malvagità del Valentino e del suo seguace. Di esso, D’Azeglio ci fornisce un ritratto alquanto artificioso e fittizio, elaborato in funzione del racconto e, pertanto, non deve essere preso alla lettera. Fra l’altro, si parla dell’uccisione del duca di Gandia, fratello di Cesare Borgia: si tratta di un fatto descritto con particolari esagerati, se non addirittura falsi.
Indice
Arrivo segreto a Barletta
Il capitolo si articola intorno alla figura di Don Michele da Corrella e su Cesare Borgia che nel romanzo abbiamo visto arrivare dal mare a Barletta ed alloggiare all’Osteria del Sole. Nessuno sa del loro arrivo, eccetto Boscherino. Lo scrittore passa a descrivere sia don Michele che Cesare Borgia ed il motivo per cui quest’ultimo si trova a Barletta. Figlio del papa Alessandro VI, Cesare Borgia, esso è visto come quanto esista di più malvagio al mondo e il suo accolito non gli è da meno. Dal cuore perverso e malefico, guidati entrambi da sottigliezze diaboliche, forniti di potenza, di valore e soprattutto di disponibilità finanziaria, essi sono paragonati ad animali che agiscono per istinti con la differenza che anche l’istinto ha un limite, ma peri due uomini non è nemmeno così.
Cesare Borgia giunge a Barletta per due motivi:
1) ritrovamento di Ginevra, che in base ad alcuni indizi sa di essere con Ettore Fieramosca
2) una ragione di Stato. Gli conosce il valore dei Francesi, di cui fino ad ora è alleato, ma ha anche il presentimento di quanto valga la potenza di Consalvo de Cordoba. Lo considera un militare valoroso, prudente, terribile e perseverante, ormai prossimo a vincere il nemico. Per questo motivo, egli intende allacciare con lui un certo rapporto; poiché tale tattica deve rimanere segreta, il Borgia è partito segretamente da Senigallia alla volta di Barletta.
Missione segreta di Don Michele
All’alba il Valentino chiama don Michele e gli consegna una lettera per Consalvo de Cordoba. Quest’ultimo gli darà un salvacondotto. Per quanto riguarda Ginevra, il Valentino pensa di sapere che essa si trovi a Barletta sotto la protezione di Ettore Fieramosca ed incarica don Michele di raccogliere informazioni in merito più precise.
Incontro con Don Litterio
Don Michele arriva dunque alla fortezza di Consalvo, ma non viene ricevuto subito e per ingannare l’attesa si mette a chiacchierare con un gruppo di gentiluomini, presenti anch’essi in anticamera. Tra questi, uno ha un aspetto particolare: circa 50 anni, alto smilzo, con una spalla asimmetrica, occhi tondi e bigi, con un’espressione che suscita sia curiosità che dabbenaggine. Si tratta di Litterio Defastidiis, podestà di Barletta, l’uomo che, lo scrittore definisce come il più curioso ed il più stucchevole del mondo. Incontrarlo costituisce una grossa fortuna per don Michele. Infatti, quest’ultimo capisce subito di poter sfruttare ai suoi fini il podestà. Gli si avvicina con l’intento di intavolare una conversazione. Il podestà ha l’abitudine di finire ogni discorso con una battuta spiritosa: don Michele sta al gioco, ride e più di una volta sottolinea di avere davanti a sé è proprio una persona piacevole. Ed è così che fra i due si instaura uno stretto rapporto di amicizia.
Nel frattempo, Prospero Colonna, che sta uscendo dalla fortezza di Consalvo de Cordoba con in mano il salvacondotto per la disfida, attraversa la sala e tutti gli fanno la riverenza. Contento di fare il saccente, don Litterio da informazioni su di esso e i due vengono a parlare della prossima sfida. Don Michele, più fortunato di quanto non speri, fa cadere il discorso su Ettore Fieramosca. Don Litterio dice di conoscere bene il giovane e che lo incontra spesso; è un bravo ragazzo, preso tuttavia da un’enorme tristezza, causata dal fatto che è innamorato, come se innamorarsi, per i soldati, fosse una vergogna. Per finire, egli fa riferimento a quanto il francese La Motte aveva affermato la sera prima all’osteria del Sole e conclude con un proverbio che don Michele accoglie con una risata.
Piano di Don Michele
A questo punto entra in azione il gioco di don Michele, sostenendo di poter guarire Ettore da tale forma di malinconia con un solo batter d’occhio. “L’unico mezzo per arrivare a tale scopo è trovare un suo amico in grado di aiutarlo”, conclude don Michele. La cosa piace molto a don Litterio perché, così, egli si potrà vantare non solo di aver scoperto il male di Ettore, ma anche di averne favorito la guarigione. Interessato, in continuazione stimola don Michele per conoscere in quale modo potrà essere raggiunto l’obiettivo che sostiene che l’unico modo per riuscire nell’intento e che egli possa trovarsi solo cinque minuti in presenza della donna amata da Ettore. Don Litterio casca nella trappola. Afferma di non conoscere la donna, tuttavia nel caso in cui si trovi a Barletta, l’unica persona che può fornire informazioni utili è Giuliano, il fante del Comune che sa tutto di tutti. E così i due si danno appuntamento all’osteria del Sole in tarda serata, mentre don Litterio si avvia alla ricerca di Giuliano.
Incontro con Consalvo de Cordoba
Nel frattempo, viene concesso a Don Michele di presentarsi davanti a Consalvo de Cordoba; dopo un breve colloquio, quest’ultimo rilascia a don Michele il salvacondotto richiesto. Don Michele corre all’osteria del Sole dal Valentino per informarlo dell’esito delle sue ricerche. Il Borgia, contento di come stava evolvendosi la situazione, decide allora di uscire e di recarsi, da Consalvo de Cordoba, in modo tale che nessuno lo potesse vedere. Arrivato al cospetto di Consalvo, il Valentino espone la sua visione politica della situazione italiana e soprattutto la sua volontà di avvicinarsi alla Spagna e di farsi promotore di un’alleanza che avrebbe coinvolto anche il Papa e Venezia. Propone anche di farsi carico della conquista della Toscana in modio da sottrarre Firenze all’influenza francese e di conseguenza, attirando nella lega, anche Pisa da tempo acerrima nemico di Firenze. Consalvo non dà una risposta precisa anche perché non si fida ciecamente del Valentino. Tuttavia, lo tratta con tutti i riguardi degni del figlio del Papa, mettendo a sua disposizione dei locali che si affacciano sul mare.
Rientro di Brancaleone ed Ettore
Sul calar della sera, Brancaleone e Ettore rientrano dalla missione nell’accampamento nemico. Giunti alla porta della città, molti nobili e uomini d’armi si accalcano intorno a loro per avere notizie dell’esito dell’ambasceria, ma essi non lasciano trapelare nulla. Giunti alla rocca, essi consegnano a Consalvo la missiva del duca di Nemours. Ad essa Consalvo risponde subito, accettando le richieste francesi e offrendo una tregua in concomitanza dell’arrivo di sua figlia Elvira, ai cui festeggiamenti invita anche il duca francese. Il duca Nemours accetta la tregua e l’invito.
Domande da interrogazione
- Qual è la percezione di Cesare Borgia nel capitolo?
- Chi è Don Michele da Corrella e quale ruolo gioca nella trama?
- Qual è l'importanza dell'incontro tra Don Michele e Don Litterio Defastidiis?
- Qual è la strategia politica di Cesare Borgia durante il suo incontro con Consalvo de Cordoba?
- Come si conclude la missione di Brancaleone ed Ettore?
Cesare Borgia è descritto come una figura di malvagità mostruosa, paragonato a un animale privo di limiti, e il suo arrivo a Barletta è motivato da ragioni personali e politiche, come il ritrovamento di Ginevra e la necessità di allearsi con Consalvo de Cordoba.
Don Michele da Corrella è un personaggio chiave che agisce come emissario di Cesare Borgia, incaricato di raccogliere informazioni su Ginevra e di stabilire un contatto con Consalvo de Cordoba, mostrando astuzia e capacità di manipolazione.
L'incontro tra Don Michele e Don Litterio è cruciale poiché permette a Don Michele di sfruttare la curiosità e la disponibilità del podestà per ottenere informazioni su Ettore Fieramosca, creando un legame che favorisce i suoi piani.
Durante l'incontro con Consalvo, Cesare Borgia espone la sua visione di un'alleanza tra Italia, Spagna, Papa e Venezia, proponendo la conquista della Toscana per ridurre l'influenza francese, ma Consalvo rimane cauto e non si fida completamente di lui.
Brancaleone ed Ettore tornano dalla missione con notizie per Consalvo, il quale accetta le richieste francesi e offre una tregua in occasione dell'arrivo di sua figlia Elvira, dimostrando la complessità delle alleanze e delle trattative in corso.