Concetti Chiave

  • Il racconto si apre con una descrizione panoramica del Lago di Como, seguito da una camminata attraverso una cittadina vicino a Lecco.
  • Don Abbondio è un personaggio che evita i conflitti, mostrando il suo carattere mentre legge il breviario e interagisce con i bravi.
  • Le misure contro i bravi da parte dei governatori si rivelano inefficaci, con continui decreti che non risolvono il problema della violenza nella città.
  • Don Abbondio si trova in una situazione di impotenza, cercando di non schierarsi e mantenendo la sua posizione di sicurezza, nonostante le minacce dei bravi.
  • Perpetua, la serva di Don Abbondio, rappresenta la voce della ragione, ma lui non ascolta i suoi consigli e si lamenta della situazione dei giovani innamorati.

Vicino a Bellagio, sul lago di Como, il racconto inizia descrivendo il paesaggio dall’alto, come se fosse una visione divina verso il Lago di Como. Poi il punto di vista si abbassa e sembra ci camminare nelle strade di una cittadina vicino a Lecco. Alzando lo sguardo si vedono pezzi di cielo.

Indice

  1. Don Abbondio e i Bravi
  2. Le Grida e i Governatori
  3. Confronto con i Bravi
  4. Carattere di Don Abbondio
  5. Dialogo con Perpetua

Don Abbondio e i Bravi

Viene presentato Don Abbondio, che sta facendo la stessa strada di tutti i giorni, leggendo il breviario e guardandosi un poco attorno. Con i piedi lancia i sassolini lontano, mostrando il suo carattere (evita i problemi). Alzando lo sguardo vede due figure (reticella verde sul capo che termina con una nappa. Sulla fronte un ciuffo e due lunghi baffi. Cintura con pistole e uno spadone)

Tutti i personaggi importanti verranno presentati con aggettivi ironici (es. illustrissimo) ed elencando le varie cariche e titoli (Governatore di Milano, Duca di Terranuova). Viene sottolineato il fatto che non si stiano impegnando veramente per risolvere il problema dei bravi.

Le Grida e i Governatori

Carlo d’Aragon pubblica (1583) un bando contro di bravi. Entro 6 giorni devono abbandonare la città. L’anno successivo non è cambiato niente quindi pubblica un’altra grida (legge). Ogni bravo può essere posto alla corda e alla tortura. Se non confessa nessun delitto viene mandato in galera solo per il nominativo di bravo.

Juan Fernandez de Velasco intima (1593) di lasciare la città. 1598 viene informato che il numero sta invece salendo, come stanno salendo omicidi e rapine. Stesso rimedio ma rincara la dose.

il Signor Don Pietro Enriquez de Acevedo emette (1600) una nuova grida. Ma non è stato bravo come quando ha sconfitto il Duca di Savoia, infatti il fenomeno dei bravi non diminuisce.

Don Giovanni de Mendozza emette la solita grida, così come Don Gomez Suarez de Figueroa e Gonzalo Fernandez (durante il cui governo si svolge questa vicenda).

Confronto con i Bravi

Don Abbondio capisce che stavano aspettando qualcuno, e quando si alzano vedendolo, capisce che l’aspettato era lui. Cerca subito una strada alternativa e se avesse fatto qualche torto verso un uomo importante.

Non potendo tornare indietro o scappare, decide di andare incontro al problema. I bravi gli dicono che non può sposare Renzo e Lucia, e lui cerca di giustificarsi (lui non ci guadagna niente, i due ragazzi devono coprire un loro sbaglio con il matrimonio, non dipende da lui). Bravo “buono” minaccia in modo implicito. L’altro è volgare. Pronunciano il nome di Don Rodrigo (lampo che illumina gli oggetti e accresce il terrore). Terrorizzato accetta “disposto”. Cerca di fermarli ma loro vanno via cantando.

Carattere di Don Abbondio

Don Abbondio non è un cuor di leone. Non erano tempi facili per uno come lui. La legge non protegge, le procedure sono fatte per liberare il giudice dal proferire una condanna. Le grida servono a sottolineare l’impotenza dei governatori. I giudici preferiscono non andare contro gli uomini potenti, e gli alleati, quindi vanno contro i poveri e deboli.

Non si schierava mai, e se era obbligato si schierava con il più forte, cercando di non andare completamente contro l’altra parte. Si lamenta di Renzo e Lucia, “perduto dietro a quella Lucia, innamorato come... Ragazzacci, che, per non saper che fare, s’innamorano”.

Dialogo con Perpetua

Una volta tornato a casa Perpetua si accorge subito che è successo qualcosa. All’inizio lui non vuole dirle niente. Alla fine racconta. Perpetua è la voce del buon senso, dà consigli giusti ma lui non li ascolta. Prende le difese dei due ragazzi, dalla parte dei popolani.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto in cui si svolge la storia di Don Abbondio?
  2. La storia si ambienta vicino a Bellagio, sul lago di Como, dove il paesaggio è descritto in modo divino, prima di calarsi nella vita quotidiana di una cittadina vicino a Lecco.

  3. Come viene caratterizzato Don Abbondio nel racconto?
  4. Don Abbondio è descritto come un personaggio che evita i problemi, mostrando un carattere timoroso e indeciso, e si lamenta dei giovani innamorati Renzo e Lucia, evidenziando la sua incapacità di affrontare le difficoltà.

  5. Qual è l'atteggiamento dei governatori nei confronti dei bravi?
  6. I governatori, come Carlo d’Aragon e Don Pietro Enriquez de Acevedo, emettono grida contro i bravi, ma non riescono a risolvere il problema, evidenziando la loro impotenza e l'inefficacia delle leggi.

  7. Come reagisce Don Abbondio di fronte ai bravi?
  8. Don Abbondio, terrorizzato, cerca di giustificarsi e accetta la minaccia dei bravi, dimostrando la sua incapacità di opporsi a chi detiene il potere, come Don Rodrigo.

  9. Qual è il ruolo di Perpetua nella vita di Don Abbondio?
  10. Perpetua rappresenta la voce del buon senso e offre consigli saggi a Don Abbondio, ma lui tende a ignorarli, mostrando la sua inclinazione a non affrontare le situazioni difficili.

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