Concetti Chiave

  • La peste si diffonde a Milano a seguito dell'arrivo delle truppe tedesche, ma inizialmente le informazioni sono confuse e contraddittorie.
  • Le prime segnalazioni di peste avvengono nell'autunno 1629, ma il tribunale di sanità sottovaluta la gravità della situazione nonostante gli avvertimenti di medici esperti.
  • Un soldato italiano introduce la peste a Milano, ma la popolazione teme le conseguenze legate alla denuncia dei malati e evita di farlo.
  • Il governo affida la gestione del lazzaretto ai frati cappuccini, che si dedicano ad alleviare le sofferenze degli appestati, mentre la popolazione inizia a ricercare colpevoli tra gli untori.
  • In un tentativo di sensibilizzazione, il tribunale di sanità mostra i corpi di una famiglia pestata durante una processione, ma ciò contribuisce a diffondere ulteriormente il contagio.

Indice

  1. L'arrivo della peste a Milano
  2. Primi casi e reazioni iniziali
  3. Diffusione e sottovalutazione
  4. La peste si diffonde a Milano
  5. Reazioni della popolazione e autorità

L'arrivo della peste a Milano

Con l’arrivo dell’esercito tedesco nel territorio milanese, si propaga la peste. Manzoni afferma di aver trovato a riguardo notizie e informazioni inesatte e spesso tra loro contraddittorie. Nessuno storico, prima di allora, si era preoccupato di esaminare e confrontare quelle informazioni per ritrarne una serie concatenata degli avvenimenti. Il narratore, quindi, si accinge a esporre, in seguito a un’analisi accurata dei fatti più importanti, le cause e gli sviluppi della pestilenza.

Primi casi e reazioni iniziali

Nell’autunno 1629 cominciano a registrarsi, nei territori esposti al cammino delle truppe imperiali, dei casi sporadici di peste. I sintomi non vengono riconosciuti dalla maggior parte della gente, fatta eccezione per quelle persone che hanno vissuto la pestilenza del 1576. Tra questi il medico Lodovico Settale che da giovane aveva avuto a che fare con la peste di san Carlo. Egli riconosce immediatamente che si tratta di peste per cui avverte il tribunale di sanità. Tuttavia, quest’ultimo non dà abbastanza importanza alla segnalazione. Nel frattempo, vengono segnalati altri casi di peste.

Diffusione e sottovalutazione

Il tribunale di sanità decide quindi di inviare un commissario e un medico nelle aree in cui sono stati segnalati dei malati per condurre un’indagine, ma i due vengono depistati dalle informazioni di un barbiere locale che afferma che quella non è peste.

Di fronte a nuove segnalazioni, il tribunale di sanità decide di inviare il medico Alessandro Tadino che scopre che la peste si è diffusa nel territorio di Lecco, nella Valassina e lungo le coste del lago di Como.

Il tribunale di sanità, seppur con lentezza, si muove e vieta l’ingresso a Milano di persone provenienti da zone ritenute infette. Inoltre, il governatore Spinola, informato della situazione, ne sottovaluta la gravità e anzi ordina pubblici festeggiamenti per l’erede al trono di Spagna.

La peste si diffonde a Milano

La peste arriva a Milano. Il primo a introdurre la peste in città pare sia stato un soldato italiano che, dopo aver contratto il morbo, entra a Miano e alloggia presso alcuni suoi parenti. Dopo alcuni giorni, muore di peste. Il tribunale di sanità fa bruciare tutti i vestiti e gli oggetti appartenuti al soldato e segrega la sua famiglia. La popolazione, per non incorrere in confische e segregazioni, evita di denunciare i nuovi malati.

Reazioni della popolazione e autorità

Sul finire del marzo 1630, la situazione si aggrava. Il governo decide affidare la giurisdizione del lazzaretto ai frati cappuccini. Quest’ultimi, guidati da padre Felice Casati e da padre Michele Pozzobonelli, si prodigano in opere di carità che alleviano le sofferenze degli appestati.

Ormai tutti si convincono che la peste esiste. La gente, però, inizia ad attribuire le cause del contagio agli untori. Questi individui vengono sospettati di cospargere unguenti velenosi su mura e porte delle case.

Il tribunale di sanità, in occasione di una processione per la Pentecoste, fa sfilare un carro con sopra i corpi di un’intera famiglia colpita dalla peste, affinché la popolazione impari a riconoscerne i segni. Ma l’espediente utilizzato dal tribunale di sanità ha contribuito a diffondere ulteriormente il contagio.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le prime reazioni della popolazione alla diffusione della peste a Milano?
  2. Inizialmente, la maggior parte della gente non riconosce i sintomi della peste, tranne coloro che avevano già vissuto la pestilenza del 1576, come il medico Lodovico Settale, che avverte il tribunale di sanità senza ricevere la giusta attenzione (testo).

  3. Come si è diffusa la peste a Milano secondo il racconto di Manzoni?
  4. La peste è stata introdotta a Milano da un soldato italiano che, dopo aver contratto la malattia, è tornato in città e ha alloggiato dai parenti, portando alla morte e alla segnalazione di nuovi casi (testo).

  5. Qual è stata la reazione del tribunale di sanità di fronte ai primi casi di peste?
  6. Il tribunale di sanità ha inizialmente sottovalutato la situazione, inviando un commissario e un medico che sono stati depistati, e solo successivamente ha vietato l'ingresso a Milano di persone provenienti da zone infette (testo).

  7. Come ha reagito la popolazione di fronte alla crescente diffusione della peste?
  8. La popolazione ha iniziato a non denunciare i nuovi malati per paura di confische e segregazioni, mentre attribuiva le cause del contagio agli untori, sospettando che questi cospargessero unguenti velenosi (testo).

  9. Quali misure sono state adottate per affrontare la crisi della peste a Milano?
  10. Il governo ha affidato la giurisdizione del lazzaretto ai frati cappuccini, che hanno svolto opere di carità, mentre il tribunale di sanità ha tentato di educare la popolazione sui segni della peste, ma con risultati controproducenti (testo).

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