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Concetti Chiave

  • Pier delle Vigne, protagonista del canto dei suicidi, si suicida in carcere per dimostrare la sua fedeltà a Federico II, dopo essere stato accusato di tradimento.
  • La selva dei suicidi è popolata da anime che hanno rinunciato all'unione tra anima e corpo, condannate a rimanere come alberi, simbolo della loro pena eterna.
  • La seconda parte del canto descrive gli scialacquatori, come Ercolano e Iacopo di Sant’Andrea, puniti da cagne nere che simboleggiano il contrappasso per il loro cattivo uso delle ricchezze.
  • Il lamento di un albero nel canto richiama l'attenzione sulla malvagità di Firenze, un tempo delicata, ora segnata dalla guerra e dall'instabilità.
  • Dante evidenzia come il culto di Marte sia stato sostituito da quello di San Giovanni Battista, contribuendo alla violenza e alla conflittualità della città.

Il dramma di Pier delle Vigne

Questo canto è il canto dei suicidi, e come protagonista troviamo Pier Delle Vigne. Alla corte di Federico II si incominciò a parlare male di Pier delle Vigne e ad insinuare il dubbio nell’imperatore che Pier delle Vigne stesse tramando contro di lui. Pier delle Vigne fu incarcerato e finì così il rapporto di amicizia e di Fiducia con Pier delle Vigne. Per far vedere la sua fedeltà all’imperatore, Pier delle Vigne si suicida in carcere.

Che cos'è la selva dei suicidi?

I suicidi sono i violenti contro se stessi. Siccomee loro hanno rinunciato alla perfetta unione tra anima e corpo, accadrà che quando avverrà il giudizio universale loro non potranno ricongiungersi anima e corpo, ma il corpo verrà appeso all’albero a cui si sono incarnati. Sono esseri ibridi, quindi non possono riformarsi nella forma umana. Sono come dei vegetali, e appaiono quindi come degli alberi. Anche nelle Neide di Virgilio troviamo un episodio simile, Polidoro, una persona che si è incarnata in un albero. Virgilio invita Dante a spezzare un ramoscello di questi alberi contorti e nodosi. E’ questa una selva in cui ci sono degli animali mostruosi, le arpie, che si nutrono di foglie provocando delle ferite mostruose in questi alberi, che in realtà però sono delle persone.

Gli scialacquatori e il contrappasso

La prima parte del canto è incentrata interamente sulla figura di Pier delle Vigne, invece la seconda parte è dedicata agli scialacquatori, coloro che hanno sperperato le loro ricchezze. Abbiamo due personaggi, Ercolano e Iacopo di Sant’Andrea. Erano due personaggi molto conosciuti al tempio di Dante, come degli scialacquatori. Come pensa sono inseguiti da un branco di fameliche cagne nere che si accaniscono su di loro, li raggiungono e li fanno a pezzi. Nella legge del contrappasso le cagne fanno capire che come i peccatori hanno fatto un cattivo uso dei loro beni, allo stesso modo loro li fanno a pezzi. Mentre Ercolano corre, Iacopo di Sant’andrea non riesce ad essere così veloce e si nasconde vicino ad un albero. Le cagne si gettano contro l’albero che comincia a lamentarsi per il dolore. La persona che era l’albero non è ben identificata, ma nel corso dei suoi lamenti nomina Firenze.

La malvagità di Firenze

La riflessione che emerge da questo canto, con questa figura conclusiva che si lamenta, è la malvagità della città di Firenze. Firenze prima era delicata, c’era un culto di Marte, dio della guerra; Marte è stato sostituito da San Giovanni Battista. Questo ha fatto sì che Marte sia sempre arrivato al confronto con i fiorentini. Lo stato di instabilità e di guerriglia di Firenze è accreditato a questo dio pagano che segnerà sempre Firenze con la guerra.

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Domande da interrogazione

  1. Chi è Pier delle Vigne e quale è il suo destino nel canto?
  2. Pier delle Vigne è il protagonista del canto dei suicidi, che, dopo essere stato accusato di tradimento e incarcerato, si suicida per dimostrare la sua fedeltà all'imperatore Federico II.

  3. Qual è il significato della selva dei suicidi?
  4. La selva dei suicidi rappresenta le anime di coloro che si sono tolti la vita, condannati a rimanere ibridi e appesi agli alberi, simbolo della loro rinuncia alla perfetta unione tra anima e corpo.

  5. Come viene rappresentato il contrappasso per gli scialacquatori?
  6. Gli scialacquatori, come Ercolano e Iacopo di Sant’Andrea, subiscono un contrappasso in cui sono inseguiti e fatti a pezzi da cagne nere, simboleggiando il cattivo uso delle loro ricchezze.

  7. Qual è la critica di Dante nei confronti di Firenze?
  8. Dante critica la malvagità di Firenze, evidenziando come la città, un tempo delicata, sia stata segnata dalla guerra a causa della sostituzione del culto di Marte con quello di San Giovanni Battista, portando instabilità e conflitti.

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