Concetti Chiave

  • Il primo tramonto dopo la partenza suscita malinconia, con il viaggiatore che riflette su ciò che ha lasciato e avverte il richiamo della nostalgia.
  • La nostalgia di patria si esprime in modo indefinito, rappresentando un sentimento umano universale che trascende il tempo e lo spazio.
  • Dante espande il suo dolore personale in un dolore collettivo, evidenziando la sofferenza di dover abbandonare ciò che si ama.
  • La fiducia in Dio emerge come rifugio per il viaggiatore, evidenziando una speranza che supera il dolore umano e le ingiustizie.
  • Il tema della dolcezza si intreccia con la preghiera, creando un'atmosfera di devozione che richiama la bellezza dei legami affettivi perduti.

Indice

  1. Malinconia del tramonto
  2. Nostalgia e amore di patria
  3. Dolore universale e amicizia
  4. Fiducia e rifugio in Dio
  5. Visioni celesti e preghiere
  6. Dolcezza e devozione
  7. Effetti delle dolcezze

Malinconia del tramonto

L'inizio (1-6) rievoca la malinconia del primo tramonto dopo la partenza: allora soprattutto il navigante, come sperduto nell'immensità del mare, pensa con desiderio a quel che ha lasciato, s'intenerisce al ricordo; nel viaggiatore per terra, se ode una campana lontana, l'amore si fa puntura: la campana sembra piangere anch'essa la fine di qualcosa, sembra che il suo suono accompagni il lento scomparire della luce e quasi della vita.

Nostalgia e amore di patria

L'amor di patria, così rovente nell'invettiva del canto VI, qui si è placato: il poeta non specifica verso chi vadano precisamente il desiderio e l'amore di chi si allontana; è proprio della nostalgia protendersi indefinitamente verso tutto ciò che è lontano passato; che sembra, o è, perduto.
Il riconoscere la romanticità di questa Sehsucht non deve dissuadere dall'attribuirla a Dante: è uno stato d'animo comune a tutti gli uomini e a tutti i tempi, che i romantici non avranno bisogno d'inventare, anche se sarà uno degli aspetti fondamentali della loro sensibilità. In Dante invece esso è sporadico, ma non perciò si deve negarlo per considerazioni aprioristiche, quando, come qui, ci si palesa chiaramente. Si noti come le parole siano scelte dal poeta tra le più comuni, collocate nell'ordine naturale d'un piano discorso: che non pesino, che - appunto - non precisino; le più significative son poste in facile rima, sì che l'eco se ne diffonda da un verso all'altro: disio, core, addio, amore, lontano, more: cioè, nostalgia, lontananza e dunque senso di solitudine, affetto, senso della fine inesorabile, giorno dietro giorno.

Dolore universale e amicizia

Ad assommare in sé quanto di dolce s'è lasciato, le cose dilette più caramente, Dante menziona gli amici, "lo dì c'han detto ai dolci amici addio": amici aveva già rievocato nei primi canti del Purgatorio - Casella, Belacqua -, altri ne rievocherà nel seguito; subito, in questo stesso canto, Nino Visconti. Ma si noti anche come il dolore suo personale, per così profondamente presente, sia allargato e purificato nel dolore di tutti gli uomini, in questa vita che è un continuo dover lasciare quel che si ama.

Fiducia e rifugio in Dio

La rappresentazione della malinconia del viaggiatore è preceduta da quella dei principi, descritti nel canto VII nei loro vari atteggiamenti di dolore, e sarà seguita immediatamente da quella delle loro preghiere trepide (7-12): il dolore di Dante esule, che non spera più nella giustizia degli uomini, si riflette in quello sovra-umano di chi, smarrito, giunge al suo approdo in Dio: l'ultimo vero rifugio è questo; "D'altro non calma". Questa fiducia, in cui si placano gli stridori anche dei canti precedenti, domina l'intero canto, tutto percorso da ripetuti richiami alla volta celeste.

Visioni celesti e preghiere

S'inizia con uno spettacolo di sole al tramonto, continua con l'anima orante che ficca gli occhi al cielo d'oriente (10-11); le altre anime hanno "li occhi a le superne note" (18), e poi, aspettando gli angeli, riguardano "in suè" (23). Il cielo è ancora una volta richiamato alla fantasia del lettore dal volo di questi angeli, che escono de l'alto (25), vengono del grembo di Maria (37); dopo l'incontro con Nino, gli occhi di Dante tornano al firmamento (85-93); l'alto è ancora menzionato nell'augurio di Corrado (112); e il canto finisce com'era cominciato, con una visione di cielo (133-135).

Dolcezza e devozione

L'immagine del tramonto e quella della preghiera sono due registri nei quali si sviluppa un unico tema. La dolcezza degli amici lasciati si continua nella dolcezza e devozione del canto delle anime, su cui il poeta insiste, non senza sapienza di accorgimenti stilistici; l'anima che intona la preghiera canta devotamente e con...dolci note; le altre la seguono cantando dolcemente e devote; a sua volta, la dolcezza di questo canto richiama irresistibilmente il lettore, anche per l'insistenza verbale, a quella del canto d'uno appunto dei dolci amici, Casella: "cominciò elli allor sì dolcemente, che la dolcezza ancor dentro mi suona".

Effetti delle dolcezze

Uguali sono gli effetti delle due dolcezze: quella della canzone di Casella fa sì che pareva che "a nessun toccasse altro la mente", questa del Te lucis ante cantato dalle anime "fece me a me uscir di mente". Nell'atra direzione (leggendo Dante non bisogna dimenticare mai la componente religiosa), quest'anima che intona l'inno sembra un sacerdote che presiede un rito, e l'inno stesso, che Dante ha cura di dirci essere stato canto intero, invoca Dio come custodia contro il nemico che verrà con la notte: cioè la sacra rappresentazione seguente, dell'intervento degli angeli, non sarà che la visualizzazione della preghiera esaudita.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il sentimento predominante nel primo tramonto descritto nel testo?
  2. Il sentimento predominante è la malinconia, con il navigante che si sente sperduto e nostalgico per ciò che ha lasciato, mentre il viaggiatore per terra percepisce il suono di una campana che sembra piangere la fine di qualcosa.

  3. Come viene rappresentata la nostalgia nel testo?
  4. La nostalgia è descritta come un desiderio indefinito verso il passato, un sentimento comune a tutti gli uomini, che Dante esprime attraverso parole semplici e in rima, evocando solitudine e affetto.

  5. In che modo il dolore personale di Dante si collega a un dolore universale?
  6. Il dolore personale di Dante si amplifica e si purifica nel dolore di tutti gli uomini, evidenziando come la vita sia un continuo dover lasciare ciò che si ama, come dimostrato dalla menzione degli amici.

  7. Qual è il rifugio finale per Dante nel suo stato di malinconia?
  8. Il rifugio finale per Dante è in Dio, dove trova calma e speranza, riflettendo il dolore sovra-umano di chi cerca conforto nell'aldilà, come evidenziato dai richiami alla volta celeste.

  9. Qual è il legame tra la dolcezza del canto delle anime e quella degli amici lasciati?
  10. La dolcezza del canto delle anime si ricollega a quella degli amici, come Casella, creando un effetto simile che coinvolge il lettore, e sottolineando la devozione e la sacralità della preghiera, che invoca Dio come protezione.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community