Concetti Chiave
- Dante si prepara per un viaggio nell'oltremondo e invoca le Muse per ricordare tutto ciò che vedrà e scrivere la sua esperienza.
- È colto da dubbio e incredulità per essere stato scelto da Virgilio, ritenendo di non essere degno di un privilegio riservato a figure illustri come Enea e Pietro.
- Virgilio rassicura Dante, spiegando che il viaggio ha uno scopo provvidenziale e che tre donne lo hanno incitato a soccorrerlo.
- Beatrice, menzionata da Virgilio, chiede di guidare Dante attraverso inferno e purgatorio, mostrando coraggio nel non temere gli inferi.
- Si rivela che Beatrice è scesa negli inferi su invito di altre due donne, Maria e Lucia, che hanno un ruolo fondamentale nel sostegno a Dante.
L'invocazione delle Muse
Il canto secondo è ambientato nei pressi della selva, la sera dell’8 aprile del 1300. Mentre tutti gli esseri animati si accingono al riposo, Dante è l’unico che si prepara per il viaggio, ed è per questo che invoca le Muse, quella dell’ingegno e quella della memoria, affinché lo aiutino a ricordare tutto ciò che vedrà durante tale viaggio in modo tale che poi lo possa trascrivere.
Il dubbio di Dante
Dante si rivolge poi a Virgilio, desideroso di capire perché proprio lui tra tanti è stato scelto per questo viaggio. Dante-personaggio è infatti sbigottito da ciò perché tale privilegio, ovvero quello di visitare l’oltremodo da persona viva, era stato consentito solamente a Enea e a Pietro: per questo, è convinto di non esserne degno.
Dopo aver esposto questo suo dubbio, Dante afferma di non aver la forza di affrontare questo viaggio.
La rassicurazione di Virgilio
Segue quindi la risposta di Virgilio, che cerca di rassicurare Dante, esponendo il fine provvidenziale che ha tale viaggio: Virgilio dice infatti che tre donne lo hanno incitato a scendere in suo soccorso. La prima di queste tre donne che viene citata è Beatrice, nonostante sia l’ultima della trafila: Beatrice chiede a Virgilio si correre in aiuto a Dante e di guidarlo nel viaggio attraverso inferno e purgatorio, perché poi subentrerà lei in paradiso.
Il coraggio di Beatrice
Virgilio risponde affermativamente, ma espone anche la sua stupefacenza riguardo al fatto che Beatrice non provi timore ad essere scesa negli inferi.
La donna dice quindi a Virgilio che lei non teme quel luogo perché è fatta da Dio, è alla sua mercé, e quindi il male non la può toccare.
L'intervento delle tre donne
Nella parte conclusiva del canto viene infine spiegato che Beatrice non è corsa da Virgilio di sua iniziativa, ma su invito di altre due donne: Maria e Lucia, una martire siracusana.
Dopo che Virgilio ha confortato Dante, i due riprendono il viaggio.
Domande da interrogazione
- Perché Dante invoca le Muse all'inizio del canto secondo?
- Qual è il motivo del dubbio di Dante riguardo al suo viaggio nell'oltremondo?
- Chi sono le tre donne che incitano Virgilio a guidare Dante e quale ruolo ha Beatrice?
Dante invoca le Muse dell’ingegno e della memoria per ricevere aiuto nel ricordare tutto ciò che vedrà durante il suo viaggio, affinché possa trascrivere le sue esperienze (come indicato nel testo).
Dante è sbigottito e si sente indegno di intraprendere il viaggio, poiché solo Enea e Pietro avevano avuto il privilegio di visitare l'oltremondo da vivi, e teme di non avere la forza necessaria per affrontarlo (come descritto nel testo).
Le tre donne sono Beatrice, Maria e Lucia. Beatrice, pur essendo l'ultima a intervenire, chiede a Virgilio di aiutare Dante nel suo viaggio attraverso inferno e purgatorio, poiché poi sarà lei a guidarlo in paradiso (come spiegato nel testo).