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Concetti Chiave

  • Il terzo canto dedicato a Cacciaguida si svolge nel cielo di Marte, dove risiedono gli spiriti dei martiri della fede.
  • Dante esprime dubbi sulle profezie ascoltate nei precedenti canti e chiede chiarimenti a Cacciaguida, paragonandosi a Fetonte.
  • Cacciaguida affronta la questione della prescienza divina e del libero arbitrio, sostenendo la posizione di San Tommaso d'Aquino.
  • Viene profetizzato l'esilio di Dante da Firenze, paragonandolo a Ippolito, e viene criticata la Curia papale per il suo ruolo nel suo destino.
  • Cacciaguida esorta Dante a non tacere sulla sua testimonianza, sottolineando l'importanza del suo messaggio per le coscienze del suo tempo.

Il Cielo di Marte

Si svolge nel cielo di Marte, ove risiedono gli spiriti di coloro che combatterono e morirono per la fede.

E si tratta del terzo canto del trittico dedicato a Cacciaguida.

Dubbi e Profezie

Terminato il discorso di Cacciaguida nel canto precedente, a Dante sorgono nuovi dubbi che però non osa esprimere (sentendosi come Fetonte, la cui tragica fine fu causata dal desiderio di sapere di essere figlio di Apollo). Su esortazione di Beatrice però, il poeta chiede spiegazioni sulle numerose e vaghe profezie di cui ha sentito parlare nell’Inferno e nel Purgatorio (Ciacco nel sesto, Farinata degli Uberti nel decimo, Brunetto Latini nel quindicesimo e Vanni Fucci nel ventiquattresimo; Corrado Malaspina nell’ottavo e Oderisi da Gubbio nell’undicesimo).

Prescienza Divina e Libero Arbitrio?

Cacciaguida gli risponde iniziando il discorso con una digressione sulla prescienza divina. Tale riflessione è importante perché viene affrontata una questione teologica molto dibattuta che opponeva i tomisti (sostenitori della libertà dell’uomo) agli agostiniani (sostenitori di una forma di predestinazione). Il problema era conciliare la prescienza divina (la conoscenza di Dio di tutti gli eventi anche futuri) e il libero arbitrio umano. Dante aveva già affrontato il problema nel canto sedicesimo del Purgatorio.

“Un uomo che assiste da terra alle manovre di una nave non rende necessario quel movimento, non lo condiziona”. Dante appoggia quindi la dottrina di San Tommaso d’Aquino.

Profezia dell'Esilio di Dante

Inizia poi la profezia sul futuro del poeta che inizia con un’altra similitudine: come Ippolito dovette lasciare Atene, pur essendo innocente, per colpa della matrigna Fedra, così egli sarà esiliato a Firenze per colpa della Curia papale, dove ogni giorno Cristo viene mercanteggiato (critica quindi i fiorentini a Roma e in particolare Bonifacio VIII).

In due terzine molto intense viene descritta l’angoscia di chi deve mangiare il pane altrui, di chi deve salire e scendere le scale di case estranee per chiedere asilo; ma anche la compagnia con cui si troverà Dante all’inizio dell’esilio, quella dei Guelfi Bianchi fuoriusciti, malvagia e divisa, da cui ben presto egli prenderà le distanze senza partecipare al loro tentativo non riuscito di rientrare a Firenze con la celebre battaglia di Lastra. Nella sua sventura avrà però modo di conoscere anche personaggi positivi: viene qui lodata la famiglia dei Della Scala di Verona, in particolare Cangrande della Scala (a cui sarà dedicato il Paradiso).

Cacciaguida fa poi altre profezie, che il poeta però non riporta perché sarebbero ritenute troppo incredibili.

L'Esortazione di Cacciaguida

Dante introduce quindi un altro importante punto, esprimendo nuovi dubbi rivolti al suo trisavolo, manifestando il suo timore di ripercussioni per la testimonianza che renderà col suo poema e anche di perdere la fama presso i posteri se per prudenza tacerà.

Con le parole di Cacciaguida Dante ribadisce la natura provvidenziale e sacrale del suo viaggio; Cacciaguida lo esorta infatti a non tacere ma a levare alto il suo grido, che come il vento percuoterà le cime più alte, cioè i personaggi più in vista: solo chi avrà la coscienza sporca d’altronde potrà sentirsi colpito, mentre per gli altri l’opera, una volta assimilata costituirà un “vital nutrimento”.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del Cielo di Marte?
  2. Il Cielo di Marte è il luogo dove risiedono gli spiriti di coloro che hanno combattuto e sono morti per la fede, ed è il terzo canto dedicato a Cacciaguida.

  3. Quali dubbi sorgono a Dante dopo il discorso di Cacciaguida?
  4. Dante, dopo il discorso di Cacciaguida, ha nuovi dubbi riguardo alle profezie sentite nell'Inferno e nel Purgatorio, ma non osa esprimerli, simile a Fetonte, fino a quando Beatrice lo esorta a chiedere spiegazioni.

  5. Come si concilia la prescienza divina con il libero arbitrio secondo Cacciaguida?
  6. Cacciaguida discute la prescienza divina e il libero arbitrio, sostenendo la dottrina di San Tommaso d’Aquino, affermando che la conoscenza divina non condiziona le azioni umane, paragonando Dio a un osservatore esterno.

  7. Qual è la profezia riguardante l'esilio di Dante?
  8. Cacciaguida profetizza l'esilio di Dante da Firenze, paragonandolo a Ippolito, e critica la Curia papale, descrivendo l'angoscia di dover chiedere asilo e le compagnie con cui si troverà, inclusi i Guelfi Bianchi.

  9. Qual è l'esortazione finale di Cacciaguida a Dante riguardo alla sua opera?
  10. Cacciaguida esorta Dante a non tacere e a far sentire il suo grido, sottolineando che la sua opera sarà un nutrimento vitale per chi non ha la coscienza sporca, mentre solo i colpevoli si sentiranno colpiti.

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