Concetti Chiave
- Dante e Virgilio si trovano in una landa infocata, dove incontrano Capaneo, un dannato che esprime disprezzo verso la divinità, evidenziando la sua superbia come punizione.
- Virgilio guida Dante verso un fiumicello rosso-sangue, spiegando che rappresenta le lacrime del veglio di Creta, da cui derivano i fiumi infernali.
- Dante si sorprende di non aver visto prima il fiumicello, ma Virgilio chiarisce che la rotondità dell'abisso infernale rende impossibile vedere tutto in un solo passaggio.
- Il fiume Letè, secondo Dante, è situato nell'Eden, differente dalla mitologia classica in cui era considerato un fiume dell'Averno.
- Il monte Ida, dove è collocato il veglio di Creta, è legato al mito di Giove e rappresenta simbolicamente il dolore e la condanna dei dannati.
Il cammino dei poeti
Raccolte da Dante le fronte del cespuglio piangente, i due poeti riprendono il cammino e giungono ad una landa infocata su cui cade una pioggia di fuoco. Dei dannati, parte giace supina al tormento, parte corre continuamente e parte infine siede tutto intorno.
Dante scorge un dannato dall'aria torva e sprezzante, che sembra non curare il tormento stesso, e ne chiede notizia a Virgilio. Ma il peccatore, udendolo, si presenta egli stesso, con parole di disprezzo verso la divinità dichiarando la sua coerente condotta anche dopo morto. Alle sue superbe parole, Virgilio risponde con veemenza, affermando che la sua più vera punizione è quella sua imponente superbia e tracotanza. Rivolto poi a Dante gli spiega che il dannato è Capaneo e ne ribadisce la condanna nel suo impotente disdegno.
Il fiumicello rosso-sangue
Virgilio invita Dante a proseguire, ammonendolo a non mettere i piedi sul sabbione e a tenersi stretto alla selva. Giungono finalmente ad un luogo dove zampilla un fiumicello di colore rosso-sangue e Virgilio, additandoglielo, gli dice che nessuna cosa, di quelle che ha visto fin lì, è così notevole come quel rio. Dante ne chiede la ragione.
Virgilio spiega che a Creta, dentro il monte Ida, sta ritto un vecchio, con le spalle volte all'oriente e il viso verso Roma, con la testa d'oro, il petto e le braccia d'argento, il ventre di rame, le gambe e il piede sinistro di ferro, il piede destro, sul quale si appoggio, di terracotta. Tutte le parti, eccetto il capo, son piene di fessure dalle quali gocciolano lacrime, che, forato il terreno, scendono nell'Inferno formando Acheronte, Stige, Flegetonte e Cocito.
Ida, nome antico del monte più alto di Creta nel centro dell'isola, oggi Psiloritis, su cui fu allevato Giove, dai Coribanti, secondo il mito per cui Cibele, madre di Giove e sposa di Saturno, partorito Giove lo nascose in una grotta e per impedire che il padre ne udisse i vagiti, ordinò ai Coribanti di coprirli con il rumore delle armi, dei canti e degli strumenti. Questo perché Saturno, per rendere vana la profezia che sarebbe stato spodestato dai figli, era solito mangiare quest'ultimi appena nascevano.
Il dubbio di Dante
Dante si stupisce he, derivando tutti i fiumi infernali dalle lacrime del veglio di Creta, egli abbia visto il fiumicello solo qui e non nei cerchi precedenti. Virgilio risponde che, essendo l'abisso infernale rotondo, e non percorrendo essi mai l'intera circonferenza, può apparire solo in un cerchio ciò che sarebbe visibile anche in altri cerchi. Sorge a Dante un altro dubbio: dove sono Flegetonte e Letè? Virgilio spiega che il colore rosso della riviera di sangue e di questo fiumicello avrebbe dovuto fargli capire che si trattava del Flegetonte; in quanto al Letè, esso non è nell'Inferno e dante lo vedrà in seguito. Poi il poeta invita il discepolo a proseguire il cammino.
Il Letè e il Purgatorio
Il Letè è, nel mito classico, un fiume dell'Averno, ma Dante lo colloca invece nell'Eden, sulla vetta del monte del Purgatorio.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del fiumicello rosso-sangue che Dante e Virgilio incontrano?
- Chi è Capaneo e quale lezione impartisce a Dante?
- Perché Virgilio ammonisce Dante a non mettere i piedi sul sabbione?
- Qual è la relazione tra il veglio di Creta e i fiumi infernali?
- Dove si trova il fiume Letè secondo Dante?
Il fiumicello rosso-sangue rappresenta il Flegetonte, uno dei fiumi infernali, e deriva dalle lacrime del veglio di Creta, simbolizzando il dolore e la punizione dei dannati (come spiegato nel testo).
Capaneo è un dannato che, nonostante il suo tormento, esprime disprezzo verso la divinità. Virgilio sottolinea che la sua superbia è la sua vera punizione, insegnando a Dante l'importanza dell'umiltà (come descritto nel testo).
Virgilio avverte Dante di non calpestare il sabbione per evitare di incorrere in ulteriori tormenti, sottolineando l'importanza di seguire il cammino giusto e di mantenere la propria integrità (come indicato nel testo).
Il veglio di Creta, con le sue lacrime, è la fonte dei fiumi infernali, poiché le sue lacrime formano Acheronte, Stige, Flegetonte e Cocito, evidenziando il legame tra il mito e la punizione dei peccatori (come spiegato nel testo).
A differenza della tradizione classica che colloca il Letè nell'Averno, Dante lo posiziona nell'Eden, sulla vetta del monte del Purgatorio, suggerendo una reinterpretazione del mito (come indicato nel testo).