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Concetti Chiave

  • Madonna Oretta è una novella del Decameron che racconta di una gentildonna fiorentina in una passeggiata con cavalieri e dame.
  • Il cavaliere promette di intrattenere Oretta con una novella, ma si rivela incapace di narrare, causando disagio alla donna.
  • Oretta, caratterizzata come gentile e abile nell'eloquenza, riesce a interrompere il cavaliere con un gioco di parole per liberarsi dalla sofferenza del racconto.
  • Il cavaliere, pur dimostrando arroganza, accetta gentilmente la critica di Oretta e interrompe il suo racconto maldestro.
  • La novella evidenzia l'importanza delle abilità narrative, sottolineando che anche un tema interessante richiede un buon controllo tecnico da parte del narratore.

Madonna Oretta è la prima novella della sesta giornata del Decameron. La novella viene narrata da Filomena, su ordine di Elissa, (cioè la narratrice più giovane della compagnia, il cui personaggio rimanda alla Didone, detta Elissa nei vv. 335 e 610 dell'Eneide di Virgilio) regina della giornata.

L’episodio narrato in questa novella ha per protagonista una gentildonna fiorentina, il cui nome è Madonna Oretta.

La Passeggiata e la Novella

Durante una giornata in campagna, Oretta prende parte ad una lunga passeggiata, in compagnia di altre dame e di alcuni cavalieri. Mentre è impegnata a camminare, Oretta riceve una cortese proposta da uno dei suoi accompagnatori, che si offre di “portarla a cavallo con una novella”. Con queste parole, che hanno valore di metafora, il cavaliere si offre di narrare ad Oretta una novella che renderà il suo cammino lieve e piacevole come se avvenisse a cavallo.

Il Fallimento del Cavaliere

Oretta accetta la proposta con gioia, e il cavaliere comincia a raccontare. Presto però il l’uomo si rivela un narratore del tutto incapace. Perdendo continuamente le fila della storia e facendo confusione, rovina completamente la novella, procurandole una sofferenza quasi fisica e intollerabile disagio.

Non potendo più sostenere lo strazio dell’ascolto, ormai certa che il suo accompagnatore non sarà in grado di portare a termine il racconto, gli domanda di lasciarla proseguire a piedi, poiché il cavallo che lui le aveva fornito per abbreviare il viaggio, cioè la novella, si era rivelato inefficace:

“Messere, questo vostro cavallo ha troppo duro trotto; per che io vi priego che vi piaccia di pormi a piè”

Il cavaliere comprende l’allusione e accetta di buon grado il suggerimento, passando ad altre novelle e lasciando perdere quella cominciata male.

Caratterizzazione di Madonna Oretta

Madonna Oretta. Il suo nome è un diminutivo derivato da Laura, Lauretta. È un personaggio storico, una nobildonna fiorentina figlia del marchese Obizzo Malaspina e di Tobia Spinola. Fu moglie di Geri Spina, del quale rimase vedova già nel 1332. Questi era un uomo colto e attivo politicamente. Appartenne alla fazione dei guelfi neri e ne divenne capo intorno al 1300. Era conosciuto anche come mercatante al servizio di papa Bonifacio VIII.

Oretta è il personaggio principale. Non viene caratterizzata fisicamente perché la narratrice fa riferimento a un tempo e uno spazio assai vicini agli ascoltatori, tanto che ipotizza che possano averla incontrata. Si parla di lei come di persona già scomparsa, anche se non da molto: "egli non è ancora guari che nella nostra città fu…".

Qual è l'Arte dell'Eloquenza?

Nell’introduzione Filomena si concentra sull’aspetto caratteriale e la idealizza come "donna gentile e costumata e ben parlante”. La sua predisposizione all’arte dell’eloquenza scaturisce soprattutto dal finale della novella, in cui attraverso un motto arguto, riesce a liberarsi dalla sofferenza che le provocava la storia mal raccontata. Infatti, riallacciandosi alla metafora del cavallo detta in precedenza dal suo accompagnatore, chiede cortesemente di “scendere” dal cavallo, che le risulta scomodo.

Oretta non si dilunga in discorsi articolati per mostrare la sua abilità nel parlare, ma è al contrario in grado di cogliere l’attimo e al momento giusto interrompere brevemente il confuso monologo del cavaliere con un semplice gioco di parole. Boccaccio, e di conseguenza la novellatrice, paiono apprezzarla proprio per la sua prontezza. Fiammetta dice infatti all’inizio che l’arte di raccontare ben si addice alle donne, persino più che agli uomini, a patto che il racconto non superi la giusta lunghezza.

Alcune sue caratteristiche replicano sia quelle di tradizione cortese, sia dei giovani dell’Allegra Brigata. Oretta è gentile, topos della tradizione lirica cortese, e rispettandone le regole incoraggia il suo accompagnatore a desistere nel modo più leggiadro possibile. Può apparire come provocatorio, ma il motto non è affatto un insulto o espressione di durezza o rozzezza.

Il Cavaliere e la Narrazione

Il Cavaliere. Si dimostra quasi sfacciato e arrogante, promettendo di avere in serbo una novella dalla trama molto accattivante. Nonostante i contenuti possano essere stati notevoli, le sue scarse abilità linguistiche rendono il racconto lento e travagliato, ma comunque prosegue nel racconto. L’autore vuole infatti evidenziare la difficoltà di narrare bene e l’importanza di controllo tecnico sullo stile e sulla materia. In effetti le pecche del cavaliere riguardano proprio questi due elementi, ovvero l’incapacità di gestire l’argomento nel modo più efficace e l’imperfetta corrispondenza tra contenuto e forma. Non basta che il tema sia promettente: i narratori hanno una grande responsabilità nei confronti dei loro ascoltatori.

Tuttavia, il cavaliere viene descritto anch'egli come gentile, rifacendosi alla tradizione cortese. Nel finale risulta acuto nell'afferrare la battuta lanciatagli dall'ascoltatrice; cortese, in quanto non si adira di fronte al commento, ma ammette il proprio fallo e anche se il racconto non era terminato, pone fine allo strazio della donna.

Entrambi i protagonisti, inoltre, fanno parte di una brigata composta da uomini e da donne, si trovano in campagna e alleviano la noia attraverso narrazioni, proprio come i dieci novellatori del Decameron.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale della novella di Madonna Oretta?
  2. La novella di Madonna Oretta esplora il tema dell'arte della narrazione e le sue difficoltà, evidenziando come un narratore incapace possa rovinare l'esperienza di ascolto, come accade con il cavaliere che non riesce a raccontare una storia in modo efficace.

  3. Come viene caratterizzata Madonna Oretta nel racconto?
  4. Madonna Oretta è descritta come una nobildonna fiorentina, gentile e ben parlante, la cui abilità nell'eloquenza emerge quando riesce a interrompere il cavaliere con un gioco di parole, dimostrando prontezza e intelligenza.

  5. Qual è la reazione di Oretta di fronte al racconto del cavaliere?
  6. Oretta, non potendo più sopportare il racconto confuso del cavaliere, chiede gentilmente di scendere dal "cavallo" della novella, sottolineando il suo disagio e la sua preferenza per un cammino a piedi.

  7. In che modo il cavaliere si distingue nel racconto?
  8. Il cavaliere si presenta come arrogante e sicuro di sé, promettendo una storia avvincente, ma la sua incapacità di narrare in modo fluido e coinvolgente mette in evidenza l'importanza della tecnica narrativa.

  9. Qual è il messaggio finale della novella riguardo alla narrazione?
  10. La novella sottolinea che non basta avere un tema interessante; è fondamentale che i narratori sappiano gestire il contenuto e la forma, poiché la responsabilità nei confronti degli ascoltatori è cruciale per un racconto di successo.

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