Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Francis Bacon sviluppa un metodo scientifico che combina razionalismo ed empirismo, paragonando il suo approccio al lavoro delle api che trasformano il nettare in miele.
  • Identifica due modalità di conoscenza: l'anticipazione, considerata sterile, e l'interpretazione della natura, che è produttiva e si basa su esperienze ordinate.
  • Gli idòla, pregiudizi che ostacolano la comprensione, sono classificati in quattro categorie e devono essere purificati per acquisire una vera conoscenza.
  • L'induzione proposta da Bacon è scientifica e procede per eliminazione, utilizzando tavole di presenza, assenza e gradi per formulare e testare ipotesi.
  • L'istanza cruciale è la prova decisiva che identifica la causa vera del fenomeno; se superata, conferma l'ipotesi e porta alla definizione della forma del fenomeno.

Qual è il metodo scientifico di Bacone?

Pur essendo vissuto nella stessa epoca di Galilei, il britannico Francis Bacon, invece, teorizza un metodo scientifico di stampo filosofico, quasi come se fosse un ibrido tra razionalismo (che accomunerà ai ragni, "che ricavano da se medesimi la loro tela") ed empirismo (molto simile al lavoro delle formiche, che "accumulano" soltanto). Bacone, infatti, si dirà a metà strada tra i due paragonando il proprio metodo al lavoro delle api, che succhiano il nettare dai fiori, ma lo elaborano fino a trasformarlo in miele). Sin dalla sua concezione delle scienze e dal suo desiderio di creare una enciclopedia della scienza (dividendola nelle scienze che trattano di memoria, di fantasia e di ragione), era chiaro il suo intento di non abbattere completamente Aristotele, ma di costruire sul tronco del sapere antico la sua filosofia innovativa. Nel Novum Organum, pubblicato postume come tutti i suoi scritti, si mettono a paragone la logica aristotelica, avente come fine la conquista (o la sovversione) dell'avversario e la nuova logica, che permette la dominazione della natura.

Le due modalità di conoscenza

Arrivati a questo punto, egli individua due modalità per arrivare alla natura: (1) l'anticipazione, che presuppone l'esperimento, che sfiora l'esperienza e, dalle cose particolari, arriva a verità generalissime, e (2) l'interpretazione della natura, che arriva, con metodo e ordine dato dall'esperienza, dal particolare agli assiomi, in maniera lineare e senza salti. La via dell'anticipazione è sterile perché non aiuta la scienza o la tecnica e si limita a individuare soltanto uno o pochi casi particolari, i quali non bastano a determinare l'oggetto di studio per la creazione di una teoria oggettivamente valida (per questa motivazione, le teorie aristoteliche erano molto soggette a confutazioni). La via dell'interpretazione è feconda, perché dal metodo arrivano cognizioni che rendono attiva e produttiva la scienza.

Gli idòla e la purificazione dell'intelletto

Nel Nuovo Organo, Bacone vuole eliminare le anticipazioni purificando l'intelletto dai pregiudizi della mente, gli idòla, che impediscono una vera comprensione della natura. Questi sono: gli idòla tribus, comuni a tutti gli uomini e nascono dalla non sufficienza dei sensi; gli idòla specus, propri per ogni individuo, e dipendono dall'educazione di questo, dalle abitudini e dalla casualità; gli idòla fori, derivanti dal linguaggio e dalle convenzioni rese necessarie dai rapporti tra gli esseri umani; gli idòla theatri, riguardanti le dottrine filosofiche passate o errate, che Bacone paragona a favole e a scene di teatro; a questi pregiudizi è collegata anche la necessità di liberarsi dalla riverenza per gli antichi, poiché egli osserva che, se per "antichità" si intende la vecchiaia del mondo, allora i "saggi" siamo noi: ci si aspetta, infatti, più conoscenza dagli anziani che dai giovani: il presente, in quest'ottica, è migliore del passato perché, grazie all'esperienza, la conoscenza è andata arricchendosi nel corso del tempo. Secondo Bacone, la verità è figlia del tempo e non dell'autorità; si deve uscire dall'improduttiva contemplazione e viaggiare verso la ricerca tecnico-scientifica, attraverso l'esperienza ordinata e matura, accendendo il lume. Solo sperimentando, dunque, l'uomo può giungere a nuove invenzioni, ponendo le basi della sua potenza, dominando la natura. Ma la ricerca scientifica non si fonda né solo sui sensi (empirismo), né solo sull'intelletto (razionalismo). Per arrivare all'interpretazione della natura, intelletto e sensi devono lavorare insieme, seguendo il metodo dell'induzione, che ci porta a definire la forma.

L'induzione e le istanze prerogative

Ma l'induzione non è aristotelica, la quale non ha contatto con la realtà, bensì è utile, scientifica e procede per eliminazione di casi particolari (la pars destruens, o fase negativa), che vengono raccolti nelle tavole della presenza (che riportano i casi dove il fenomeno si presenta), dell'assenza (nelle quali trovano luogo i casi dove il fenomeno non si presenta, ma le caratteristiche finali sono simili) e dei gradi (il fenomeno si presenta nei suoi gradi in maniera decrescente). Si studiano i fenomeni nelle tavole fino a eliminare quelli incompatibili, per arrivare a una prima ipotesi intorno alla natura del fenomeno, sulla quale si lavora, mettendola alla prova con esperimenti chiamati "istanze prerogative". L'istanza cruciale è la più importante e decisiva istanza prerogativa e identifica la causa vera del fenomeno in questione. Se l'ipotesi supera l'istanza cruciale, si può ritenere giusta e si arriva alla forma (la pars construens, o fase positiva).

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il metodo scientifico proposto da Bacone e come si differenzia da quello di Aristotele?
  2. Bacone propone un metodo scientifico che combina razionalismo ed empirismo, paragonandolo al lavoro delle api. A differenza della logica aristotelica, che mira alla conquista dell'avversario, la nuova logica di Bacone si concentra sulla dominazione della natura, come descritto nel suo "Novum Organum".

  3. Quali sono le due modalità di conoscenza identificate da Bacone?
  4. Bacone identifica due modalità di conoscenza: l'anticipazione, che è sterile e si basa su pochi casi particolari, e l'interpretazione della natura, che è feconda e si basa su un metodo ordinato che porta a verità generalissime.

  5. Cosa sono gli idòla e come influenzano la comprensione della natura secondo Bacone?
  6. Gli idòla sono pregiudizi che ostacolano la comprensione della natura. Bacone li suddivide in quattro categorie: idòla tribus, specus, fori e theatri, e sostiene che è necessario purificare l'intelletto da questi pregiudizi per raggiungere una vera conoscenza.

  7. In che modo Bacone propone di liberarsi dagli idòla e quale ruolo ha il tempo nella ricerca della verità?
  8. Bacone propone di liberarsi dagli idòla attraverso l'esperienza e la ricerca tecnico-scientifica, affermando che la verità è figlia del tempo e non dell'autorità. Egli sostiene che la conoscenza si arricchisce nel tempo, rendendo il presente migliore del passato.

  9. Come funziona il metodo induttivo di Bacone e quali sono le sue fasi?
  10. Il metodo induttivo di Bacone si basa sull'eliminazione di casi particolari attraverso tavole di presenza, assenza e gradi. Si arriva a una prima ipotesi che viene testata tramite "istanze prerogative", con l'istanza cruciale che identifica la causa vera del fenomeno. Se l'ipotesi supera questa prova, si considera valida.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community