Concetti Chiave
- Ambrogio, nato a Treviri nel 340, divenne governatore dell'Emilia e della Liguria, e nel 374 fu acclamato vescovo, opponendosi all'ingerenza imperiale nelle questioni ecclesiastiche.
- Si scontrò con l'imperatrice Giustina, costringendola a ritirare la sua richiesta di costruire una basilica ariana, e costrinse Teodosio a fare pubblica ammenda per un massacro a Tessalonica.
- Le opere esegetiche di Ambrogio, come l'Exameron e l'Expositio in Lucam, sono fondamentali per la formazione morale e spirituale dei cristiani.
- Ambrogio è considerato il primo a sostenere la separazione dei poteri tra Chiesa e Impero, promuovendo l'autonomia delle rispettive sfere attraverso il suo epistolario.
- Le sue orazioni e inni, scritti con una struttura accessibile, riflettono la sua abilità retorica e il desiderio di sostenere i fedeli nella vita religiosa quotidiana.
Qual è il legame tra infanzia e carriera politica?
Vita. Ambrogio nacque verso il 340 da nobile famiglia romana a Treviri, in Germania. Educato a Roma, diventò governatore dell'Emilia e della Liguria nel 370. Nel 374, fu acclamato vescovo dal popolo. Ambrogio fu molto attento ad evitare ogni ingerenza del potere imperiale nelle questioni ecclesiastiche, ritenute superiori. Entrato a far parte del consiglio dell'imperatore Graziano, nel 380 lo persuase a decretare il cristianesimo religione di Stato, facendo proibire i culti pubblici pagani.
Conflitti con l'impero
Morto Graziano nel 383, Ambrogio dovette scontrarsi con la reggente Giustina, ariana, che nel 385 impose la costruzione di una basilica ariana per un nuovo vescovo: Ambrogio, assediato nella cattedrale con i fedeli, fece recedere l'imperatrice dai suoi propositi. Nel 390 Ambrogio costrinse il nuovo imperatore Teodosio a fare pubblica ammenda per il massacro di 7000 abitanti di Tessalonica. Da quest'episodio scaturì un saldo legame tra i due, che collaborarono fino alla morte di Teodosio nel 395: Ambrogio morì due anni dopo.
Opere esegetiche e pastorali
Opere esegetiche: Exameron: divisa in 6 libri, sui 6 giorni della creazione; Expositio in Lucam: in 12 libri, commenta il 3° Vangelo con impostazione allegorica, ricavando princìpi morali per la vita cristiana.
Opere pastorali: De officiis ministrorum: in tre libri, è diretto al clero ed individua i doveri dei ministri del culto; De virginibus, De virginitate, Exhortatio virginitatis: rielaborazioni di prediche sulla verginità, vista come esempio perfetto di consacrazione a dio e purificazione dai peccati.
Opere teologiche e epistolario
Opere teologiche: De fide (5 libri), De Spiritu Sancto (3): dogmatiche dedicate a Graziano; De sacramentis: in 6 libri, sul mistero dei sacramenti e sulla loro valenza salvifica.
Epistolario. Una raccolta di 91 missive, documento della sua attività e della sua concezione pragmatica della missione episcopale. Ambrogio è il primo a porre il principio della separazione dei poteri tra Chiesa e Impero e dell'autonomia nelle rispettive sfere d'azione.
Orazioni e inni
Orazioni. Testimonianza della formazione classica di A. e della sua abilità retorica sono le orazioni funebri: De obitu Valentiniani, sulla morte di Valentiniano e De obitu Theodosii.
Inni. Ambrogio avrebbe composto degli inni per rinfrancare i fedeli assediati con lui in Milano dalle ire dell'imperatrice Giustina (386). Dei molti inni tramandati sotto il nome di Ambrogio, quattro sono sicuramente suoi: Aeterne rerum conditor, Deus creator omnium, Iam surgit hora tertia, Veni, Redemptor gentium. Tali inni hanno una struttura di otto strofe di dimetri giambici. Il metro, aderente alle esigenze popolari di ritmo e facilità d'espressione, mostra che gli inni nascono per la vita religiosa quotidiana e sono ispirati a sentimenti veri e semplici.
Critiche e considerazioni finali
Considerazioni. A. fu criticato da Girolamo, che ne nota la mancanza d'originalità, dedicandogli poco spazio nel De viris illustribus: “Costui è una cornacchia che si adorna delle piume altrui!”. Va però tenuto presente quanto Ambrogio stesso dice nel De officiis (I 1): “Divenuto vescovo, ho cominciato ad insegnare ciò che neanch'io avevo imparato. Cosicché a me è successo d'insegnare prima di imparare. Quindi mi è stato necessario imparare ed allo stesso tempo insegnare”.
L'opera di Ambrogio, costretto dalla sua funzione di vescovo ad una predicazione assidua, è composta con uno scopo precipuamente pratico e concreto di "missione pastorale". La figura di pastore impegnato rappresentata da Ambrogio si rivela nell'ardente fervore con cui scrive le sue opere, che nascono tutte dal momento concreto e dalla necessità di insegnamento ai fedeli, cui la parola è strumento fondamentale per sorreggere i cristiani nel loro cammino di perfezionamento.
L'opera di A., più che evidenziare un fervore dottrinale o teologico, serve ad identificare il cristianesimo con la romanità, ossia ad unire l'Impero con lo Stato ideale punto d'arrivo della storia della fede - secondo un'ottica che poi ripresa nel provvidenzialismo medievale.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Ambrogio nella promozione del cristianesimo come religione di Stato?
- Come si manifestarono i conflitti di Ambrogio con l'impero?
- Quali sono alcune delle opere esegetiche e pastorali di Ambrogio?
- In che modo Ambrogio ha contribuito alla separazione tra Chiesa e Impero?
- Qual è la critica principale che Girolamo muove nei confronti di Ambrogio?
Ambrogio persuase l'imperatore Graziano a decretare il cristianesimo religione di Stato nel 380, proibendo i culti pubblici pagani, dimostrando così la sua influenza politica e religiosa (Infanzia e carriera politica).
Ambrogio si oppose alla reggente Giustina, costringendola a ritirare la costruzione di una basilica ariana, e fece pubblica ammenda all'imperatore Teodosio per un massacro, stabilendo un forte legame tra i due (Conflitti con l'impero).
Tra le opere esegetiche, si trovano l'Exameron e l'Expositio in Lucam; tra quelle pastorali, il De officiis ministrorum e le rielaborazioni sulla verginità, che evidenziano i doveri del clero e la consacrazione a Dio (Opere esegetiche e pastorali).
Ambrogio è il primo a sostenere il principio della separazione dei poteri tra Chiesa e Impero, evidenziando l'autonomia delle rispettive sfere d'azione nel suo epistolario (Opere teologiche e epistolario).
Girolamo critica Ambrogio per la sua mancanza di originalità, definendolo una "cornacchia che si adorna delle piume altrui", ma Ambrogio stesso riconosce la sua necessità di insegnare mentre apprende (Critiche e considerazioni finali).