Concetti Chiave
- Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265 in una famiglia di modeste condizioni, ma di nobili origini.
- In gioventù si dedicò alla filosofia e alla teologia, sviluppando un interesse per la letteratura francese e la musica.
- Nel 1274 conobbe Beatrice, una nobildonna fiorentina, di cui si innamorò perdutamente.
- Nel 1302, dopo essere stato accusato di baratteria, Dante visse un lungo esilio, accolto in diverse corti d'Italia.
- Dante morì il 14 settembre 1321 a Ravenna, all'età di cinquantasei anni, dopo un viaggio a Venezia come ambasciatore.
Infanzia e gioventù di dante
Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265 da una famiglia di modeste condizioni economiche e sociali, ma di nobili origini.
Da giovane si dedicò alla filosofia e alla teologia, conobbe la letteratura francese e coltivò un grande interesse per la musica.
Incontro con beatrice
Nel 1274 vide per la prima volta Beatrice, una nobildonna fiorentina, appartenente alla famiglia dei Portinari, della quale si innamorò perdutamente.
Ma nel 1290 Dante fu uno dei tre ambasciatori inviati a Roma per fermare l’intervento del papa Bonifacio VIII a Firenze.
Fu anche accusato di baratteria, venne chiamato a Firenze per discolparsi, ma non si presentò e così, nel 1302, Durante il suo lungo esilio fu accolto con favore nelle varie corti d’Italia centro – settentrionale.
Scrisse molti Nel 1314 fu chiamato a Ravenna dal signore della città, che due anni dopo lo mandò a Venezia come ambasciatore.
Al ritorno di quest’ultimo viaggio, Dante si ammalò e morì il 14 settembre del 1321, all'età di cinquantasei anni.
Domande da interrogazione
- Quali erano le origini familiari di Dante Alighieri?
- Qual è stato l'incontro significativo nella vita di Dante?
- Quali eventi segnarono l'esilio di Dante?
Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265 da una famiglia di modeste condizioni economiche e sociali, ma di nobili origini.
Nel 1274, Dante vide per la prima volta Beatrice, una nobildonna fiorentina, della quale si innamorò perdutamente, un evento che segnò profondamente la sua vita.
Dante fu accusato di baratteria e, non presentandosi a Firenze per discolparsi, fu esiliato nel 1302, trovando accoglienza nelle corti d'Italia centro-settentrionale durante il suo lungo esilio.