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Tecnologie dello sport e fitness aggiornato e completo

Capitolo 1

  • Il monitor Holter è: un ECG portatile
  • I cardiofrequenzimetri sono validi se: basati sul principio dell’elettrodo toracico
  • Secondo Taylor durante l'esercizio massimo la variabilità intraindividuale della FC raggiunge: il 3,6%
  • La relazione FC e potenza muscolare, globalmente, è lineare in questo sport: corsa
  • La formula di Cooper è valida: come valore medio di gruppo
  • La frequenza cardiaca massima nel nuoto è: inferiore di 5–10 battiti al minuto rispetto alla corsa e alla bicicletta
  • Nei soggetti allenati, generalmente, la frequenza cardiaca massima: non varia
  • La formula di Karvonen viene utilizzata per misurare: la frequenza cardiaca di riserva
  • La variazione della frequenza cardiaca giornaliera di allenamento è dovuta: ad una variazione del volume plasmatico
  • In un esercizio intermittente la ricerca della durata minima del recupero ha come obiettivo: l’aumento del massimo consumo di ossigeno (VO₂max)

Capitolo 2

  • Come si misura la gittata cardiaca: volume sistolico) × (frequenza cardiaca)
  • In un soggetto non allenato il volume sistolico in riposo è: 50–70 ml
  • Il volume telediastolico di norma dopo un periodo di allenamento: aumenta
  • L'Heritage family study ha stabilito che nei soggetti sedentari la frequenza cardiaca in riposo dopo un periodo di allenamento: diminuisce
  • La deriva cardiovascolare determina un: aumento della frequenza cardiaca
  • In condizioni di disidratazione la frequenza cardiaca diventa: inaffidabile per monitorare il carico di allenamento
  • La relazione frequenza cardiaca - consumo di ossigeno: è alterata dal caldo
  • Durante l'allenamento in ambienti freddi la frequenza cardiaca: sarà minore rispetto a quella in condizioni di temperatura neutra
  • Il sintomo principale dell'overtraining è: il calo della prestazione
  • La frequenza cardiaca massima di atleti in overtraining, di norma: rimane uguale

Capitolo 3

  • A fini della prestazione, per gli sport che non prevedono movimenti anti-gravitari, come il nuoto o il canottaggio è più utile conoscere: il VO₂max assoluto (l·min⁻¹) di un atleta
  • La notazione consigliata da Berg (1991) nell'espressione del VO2max è: ml·kg⁻⁰·⁷⁵·min⁻¹
  • Lo Yo-Yo Intermittent Endurance Test Livello 1 prevede un periodo di recupero tra le navette di: 10 secondi
  • Nello Yo-Yo Intermittent Endurance Test Livello 2 la velocità di partenza corrisponde a: 11,5 km/h
  • Lo studio di Oliverira e coll. (1998a) relativo all'Intermittent Endurance Test Level 2 ha mostrato a livello biochimico, un aumento della concentrazione di: lattato, ammoniaca, glucosio
  • Secondo Calafate e coll. (1988) lo Yo-Yo Intermittent Endurance Test Livello 2 risulta essere valido per stimare: il massimo consumo di ossigeno (VO₂max)
  • Lo Yo-Yo Intermittent Recovery Test Level 1 consiste nell'effettuare 2x20 metri a navetta con un recupero di: 15 secondi
  • La velocità di partenza dello Yo-Yo Intermittent Recovery Test Level 2 è pari a: 13,0 km/h
  • La differenza principale tra lo Yo-Yo Intermittent Recovery Test Level 1 e 2 risiede nel grado di sollecitazione del sistema energetico: aerobico-anaerobico alternato
  • La versione sub-massimale dello Yo-Yo Intermittent Recovery Test Livello 1 prevede una durata di: 6 minuti

Capitolo 4

  • La fosforilazione ossidativa si svolge: nei mitocondri
  • Secondo Hultman (1991) si ha un aumento significativo della lattacidemia già dopo: 12 secondi di esercizio intenso
  • All'interno della fibra muscolare l'acido lattico si dissocia in: ione lattato e ione idrogeno (H⁺)
  • Mediamente nel muscolo a riposo si ha una concentrazione di lattato pari a: 1,0 mM/kg
  • Negli sport nei quali è importante la produzione di molto ATP con il meccanismo lattacido, è vantaggioso avere: una elevata concentrazione di M-LDH
  • I dolori muscolari successivi ad una ripresa dell'allenamento o ad esercizi intensi e non abituali sono dovuti a: microlesioni muscolari e perimuscolari
  • I crampi sono provocati da: una ipereccitabilità muscolare
  • Secondo il modello elaborato da Hermansen (1977), l'abbassamento del pH cellulare inibisce: la fosfofruttochinasi
  • I dolori muscolari tardivi susseguenti ad esercizi pliometrici sono dovuti a: microlesioni del tessuto connettivo muscolare e tendineo
  • Secondo Green et al. (1983) ad una potenza metabolica del 50% del VO2max: il lattato ematico non aumenta oltre i suoi valori di riposo

Capitolo 5

  • In un test per la determinazione della cinetica del lattato, ad intensità progressivamente crescente, con il miglioramento della resistenza aerobica si verifica: un ritardo nell’aumento del lattato
  • I soggetti non allenati alla resistenza, generalmente possono realizzare un carico di allenamento senza un incremento di lattato ematico pari al: 70% del VO₂max individuale
  • Secondo Mader et al. (1976) la soglia aerobica-anaerobica durante un test ergospirometrico si colloca ad una concentrazione di lattato ematico pari a: 4 mmol·L⁻¹
  • Secondo Keul et al., 1979, per individuare esattamente il punto corrispondente alle 4 mml·L-1 ci si può avvalere di una procedura matematica che prevede di costruire: una funzione polinomiale di terzo grado
  • Nel test di Mader et al. (1976) la durata del carico di lavoro non deve essere inferiore a: 4 minuti
  • Per gli atleti di giochi sportivi una capacità di corsa ad una velocità di 4 m·s-1 ad una concentrazione di lattato ematico di 4 mml·L-1 rappresenta uno stato di allenamento: eccellente
  • In un test incrementale, svolto per la determinazione della soglia anaerobica (cinetica del lattato), ed eseguito dopo allenamento intensivo di corsa prolungata (durata > 60 minuti) e recupero incompleto (riposo di 12-24 ore), si determina: una diminuzione della soglia anaerobica
  • Nel test di Mader et al. (1976) eseguito al nastro trasportatore l'incremento di velocità non dovrebbe superare: 0,5 m·s⁻¹
  • In un test incrementale, svolto per la determinazione della soglia anaerobica (cinetica del lattato), ed eseguito dopo una dieta povera di carboidrati, generalmente si verifica: uno spostamento a sinistra della curva lattato-prestazione
  • Secondo Föhrenbach (1987) nelle atlete praticanti gli 800 m di corsa le unità intensive di allenamento (velocità > 4 mml·L-1) rappresentano una percentuale che va dal: 5 al 15% dell'allenamento globale

Capitolo 6

  • Per Sjodin e Svedenhag (1985), la soglia anaerobica è correlata al tempo finale della maratona, solamente in un gruppo di atleti con capacità di performance: omogenea
  • Differenti studi (p.e. McArdle, 1996) hanno mostrato che la soglia anaerobica in soggetti allenati si colloca tra: l'80–90% della FCmax
  • In un test a carichi crescenti (Heck, 1985) con step di durata pari a 3,5 minuti, una pausa tra gli step di 1,5 minuti determina: una sovrastima della velocità alla soglia anaerobica
  • Il Bas test (Bisciotti, Arcelli, Sagnol, 2000) consente di conoscere: la velocità alla soglia anaerobica
  • I dati della letteratura hanno mostrato una correlazione molto grande tra la velocità di corsa misurata con il test Mognoni e quella misurata con il test: BAS
  • Il protocollo su nastro trasportatore proposto da Baraldi (1989) ai bambini per la valutazione della soglia anaerobica prevede una: velocità iniziale di 6,5 km/h ed un aumento dell'inclinazione del 2% ogni minuto
  • Il test Mognoni normalmente si effettua correndo in pista per: 1350 m in 6 minuti
  • All'aumentare dell'intensità di esercizio (p.e. velocità di corsa) si verifica: una diminuzione del consumo di grassi ed un aumento del consumo di glicogeno
  • La termoregolazione si può migliorare allenandosi ad intensità di corsa: tra la velocità di van Aaken e la soglia anaerobica
  • Le ripetute per il miglioramento della potenza aerobica si svolgono ad una intensità pari al: 90–95% della frequenza cardiaca massima

Capitolo 7

  • Da un punto di vista tecnico, determina meno problemi il prelievo di sangue: capillare
  • In un test di valutazione funzionale al nastro trasportatore (carichi crescenti sino ad esaurimento) il tempo di picco p
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bestappuntiepanieri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologie dello sport e del fitness e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Venuti Marco.
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