Estratto del documento

PANIERE PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

AGGIORNATO E COMPLETO

1.1. Attualmente, l’approccio prevalente nello studio

dello sviluppo è: L’approccio del ciclo di vita

(life-span)

1.2. L’adultità emergente è caratterizzata:

da esplorazione dell’identità, instabilità e possibilità

1.3. All’interno del dibattito natura-cultura, i sostenitori della natura:

ritengono che l’influenza più significativa sullo sviluppo sia

esercitata dall’eredità

biologica, sebbene riconoscano un ruolo anche all’ambiente,

quando estremo

2.1. Secondo il modello cefalo-caudale nello sviluppo fisico:

la crescita fisica procede dall’alto verso il basso, iniziando dalla testa

2.2. Durante la pubertà:

le ragazze tendono ad avere maggiore insoddisfazione corporea

rispetto ai ragazzi

2.3. I cambiamenti cerebrali di maggiore rilievo che si presentano

dai 3 ai 6 anni: riguardano i lobi frontali

3.1. Secondo il modello maturativo classico:

la marcia automatica viene inibita dalla maturazione dei centri nervosi

3.2. Nel terzo mese il bambino: si appoggia sugli avambracci

3.3. Durante il primo anno di vita lo sviluppo del gesto della prensione

segue l’ordine: prensione cubito palmare, prensione digito-

palmare, prensione radio-digitale

4.1 La sensazione: si riferisce all’effetto prodotto dagli stimoli sugli organi di

senso

4.2. Nello sviluppo visivo dei neonati:

coordinazione e convergenza compaiono poche ore dopo la nascita

e si sviluppano rapidamente nei primi 3 mesi

4.3. Il sincretismo percettivo:

è il fenomeno per cui la percezione della struttura di insieme

ostacola l’individuazione delle singole parti

5.1. Secondo Piaget, quando un bambino incontra qualcosa di nuovo che

non è spiegabile con le strutture che già possiede:

cerca di far assomigliare l’informazione a qualcosa che conosce

5.2. Gli schemi secondo Piaget sono:

modelli relativi ad azioni o rappresentazioni mentali che possono

essere modificati, all’occorrenza

5.3. Secondo Piaget, i due processi attraverso cui gli individui da un lato,

modificano la realtà per adattarla ai propri schemi e,dall’altro,al

momento opportuno, modificano i loro schemi per adattarli a nuove

informazioni e situazioni, sono: assimilazione e accomodamento

6.1. Secondo Piaget:

gli stadi di sviluppo cognitivo sono universali e tutti i bambini li

attraversano nello stesso ordine

6.2. Nel quinto sotto stadio dello stadio sensomotorio:

il bambino è impegnato nella sperimentazione attiva dell’ambiente

6.3. Nel sottostadio del pensiero intuitivo dello stadio preoperatorio:

il bambino pone molte domande sul perché delle cose o degli eventi

7.1. Per Piaget gli stadi sono:

periodi di tempo in cui pensieri e comportament i presentano

caratteristiche specifiche, espressione delle strutture mentali

possedute e della loro organizzazione

7.2. Nello stadio delle operazioni concrete:

il bambino è in grado di compiere mentalmente azioni sugli ogget t i

concreti

7.3. Secondo Piaget, è caratteristica dello stadio delle

operazioni formali: la capacità di ragionamento

ipotetico-deduttivo

8.1. I mediatori simbolici:

comprendono sia i sistemi di segni tradizionali che le moderne

tecnologie, aiutando nell'acquisizione di significat i e pratiche

culturali

8.2. Secondo Bronfenbrenner:

il mesosistema riguarda l'insieme dei legami tra i microsistemi che

una persona frequenta

8.3. Secondo Vygotskij, lo scaffolding:

implica che l'adulto moduli il proprio sostegno in base alle competenze

e ai bisogni del bambino

9.1. Secondo Vygotskij, lo sviluppo cognitivo:

è un processo strettamente legato al contesto socio-culturale e alle

relazioni sociali che il bambino sperimenta

9.2. In merito ai concetti di intrapsichico e interpsichico, Vygotskij ritiene che:

il piano interpsichico riguardi gli event i psichici che coinvolgono più

persone

9.3. Il linguaggio, secondo Vygotskij:

è fondamentale per dirigere il pensiero, riflettere su event i passat i e

pianificare azioni future

10.1. Secondo la visione costruttivista di Piaget:

l'adulto deve riconoscere il livello di sviluppo cognitivo del

bambino e fornire un

ambiente adeguato che stimoli l'esplorazione e l'esperienza,

senza intervenire

direttamente nell'apprendimento

10.2. Gli ambienti di apprendimento dovrebbero essere:

meno strutturati, offrendo ai bambini libertà di movimento e di

esplorazione,

incoraggiando l'uso di diversi ogget t i e attività per un

apprendimento più spontaneo e attivo

10.3. La metodologia didattica della flipped classroom si allinea con il

modello teorico di Vygotskij perché:

consente agli studenti di esplorare e studiare autonomamente a casa

e poi di applicare

e approfondire i concetti in classe attraverso attività collaborative e

interazioni sociali

11.1. Secondo la psicologia culturale, la mente: Si appropria della cultura

11.2. Secondo la teoria bruneriana, il ricorso a rappresentazioni esecutive

spiega:

Perché il bambino di circa 1 anno cerca l’oggetto nell’ultimo posto in

cui lo ha trovato, anche se ha visto che è stato spostato

11.3. Nei format, di norma: Adulto e bambino ripetono azioni e frasi sempre

uguali

12.1. L'approccio dell'elaborazione delle informazioni, così come

l'approccio piagetiano: si concentra su come i bambini

pensano

12.2. L'analisi dei cambiamenti evolutivi condotta dalla teoria

dell'elaborazione delle informazioni si pone l'obiettivo di:

identificare e approfondire lo sviluppo sia dei meccanismi generali

di funzionamento cognitivo che dei singoli processi cognitivi

12.3. Con lo sviluppo dei processi di automatizzazione:

il bambino elabora sempre più informazioni in maniera automatica e

anche i compiti connessi divengono automatici

13.1. La tipologia di attenzione che consente di concentrarsi su più attività

contemporaneamente si chiama attenzione: divisa

13.2. Il processo che descrive la diminuzione di risposta a uno stimolo

presentato ripetutamente prende il nome di: abituazione

13.3 La scarsa autoregolazione attentiva in adolescenza:

può lasciare l'adolescente in balia della sua emotività

14.1. Le informazioni entrano nella memoria attraverso:

i processi di codifica che li traducono in una forma che la mente è in

grado di gestire

14.2. I registri della memoria, secondo il modello di Atkinson e Shiffrin, sono:

memoria sensoriale, magazzino di memoria a breve termine e

magazzino di memoria a lungo termine

14.3. I processi di recupero delle informazioni possono essere:

consapevoli o inconsapevoli e consentono di rievocare anche ricordi

archiviati inconsapevolmente

15.1. La memoria di riconoscimento:

Si sviluppa intorno ai 5-6 mesi e necessita della presenza dello stimolo

15.2. Uno dei fattori che concorrono allo sviluppo della memoria durante la

seconda infanzia e la fanciullezza è:

la capacità di raggruppare le informazioni in categorie secondo un

criterio semantico

15.3. In età senile:

la memoria a breve termine passiva è invariata o solo ridotta,

mentre la memoria di lavoro attiva è compromessa

16.1. Il morfema è: l'unità minima che possiede un significato, non

ulteriormente divisibile

16.2. I gesti principali che i bambini utilizzano tra i 12 e i 18 mesi sono: i gest i

simbolici

16.3. La capacità di comprendere e applicare le regole del linguaggio nei

contesti sociali riguarda la consapevolezza: pragmatica

17.1. Con il termine teoria della mente intendiamo:

un insieme di competenze che permette di associare stat i mentali a

sé e agli altri per interpretare e prevedere i comportamenti

17.2. Un precursore della teoria della mente durante le prime fasi dello

sviluppo del bambino è: l'attenzione condivisa

17.3. Tra i fattori che rappresentano importanti fonti di influenza nello

sviluppo della teoria della mente ritroviamo: l'ambiente familiare

18.1. Secondo gli studiosi, i fattori che influenzano il punteggio del

Quoziente Intellettivo sono: Una combinazione di fattori genetici,

ambientali, sociali e culturali

18.2. Secondo la teoria di Gardner, la tipologia di intelligenza connessa alle

abilità di pensare utilizzando le parole e di usare il linguaggio per

esprimere pensieri ed idee è definita:

intelligenza verbale

18.3. Nelle scale Wechsler l'indice che misura la capacità di

mantenere e manipolare informazioni temporanee si chiama:

indice di memoria di lavoro

19.1. Le emozioni si distinguono dagli stati d'animo perché:

le emozioni sono legate a event i specifici, mentre gli stat i d'animo

non necessariamente lo sono

19.2. La competenza emotiva si riferisce:

alla capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie

emozioni e quelle altrui in modo funzionale e adeguato al contesto

19.3. La regolazione delle emozioni implica:

la gestione efficace del proprio stato di attivazione per adattarsi e

raggiungere obiettivi, sia attraverso meccanismi interni che esterni

20.1. In merito al momento in cui emozioni primarie e autoconsapevoli

emergono, è stato evidenziato che:

le emozioni primarie si manifestano nei primi sei mesi, mentre

le emozioni auto-consapevoli emergono a partire dai 18-24 mesi

20.2. Durante la seconda infanzia, o età prescolare:

i bambini iniziano a sviluppare meccanismi più complessi di

autoregolazione, ma spesso hanno ancora bisogno degli adulti

20.3. Durante la fanciullezza, o età scolare:

Il consolidamento dell’autostima supporta lo sviluppo emotivo

21.1. Durante la Strange Situation:

i comportament i del bambino durante la separazione e il

ricongiungimento sono considerat i indicatori di primaria

importanza

21.2. In merito ai pattern di attaccamento individuati da Ainsworth e Main, è

corretto dire che: l'attaccamento sicuro è caratterizzato da una

relazione stabile e positiva con il

caregiver, in cui i bambini si sentono fiduciosi nell'esplorare

l'ambiente circostante e cercare conforto in caso di bisogno

21.3. In merito alla flessibilità dei modelli operativi interni è stato evidenziato

che:

i modelli operativi interni sono poco flessibili,soprattutto per i

bambini con attaccamento insicuro

22.1. Secondo la teoria dello sviluppo psicosessuale di Freud, nella fase anale:

la libido è concentrata nella zona anale e la defecazione, o l'atto di

trattenere le feci, diventano una fonte di piacere o frustrazione

22.2. Secondo la teoria freudiana, il meccanismo che consente di risolvere il

complesso edipico è: l'identificazione con il genitore dello stesso

sesso

22.3. In merito alla fissazione Freud sostiene che:

essa si verifichi per il mancato o eccessivo soddisfacimento delle

esigenze proprie di uno stadio

23.1. In relazione allo sviluppo delle competenze sociali nella prima infanzia, è

corretto affermare che: i bambini con attaccamento sicuro risultano più

competent i nelle interazioni sociali

23.2. Durante la seconda infanzia e la fanciullezza, lo sviluppo sociale è

influenzato dalla teoria della mente, che consente al bambino di:

prevedere come si comporteranno gli altri e perché

23.3. In merito allo sviluppo delle competenze sociali, è stato messo in

evidenza che i social media:

Moltiplicando le occasioni di interazione, offrono maggiori possibilità

di sviluppare e far praticare di nuove abilità

24.1. Secondo Piaget, i bambini:

costruiscono attivamente i propri principi morali e in generale la

conoscenza relativa alla morale

24.2. In una famosa coppia di storie piagetiane, John rompeva 15 tazze

aprendo la porta della sala da pranzo mentre andava a cena, mentre

Henry rompeva una sola tazza urtandola mentre cercava di prendere

la marmellata senza permesso. Se a giudicare fosse un

bambino di 6 anni, direbbe che: è più cattivo John, perché ha rotto più tazze

24.3. In una famosa coppia di storie piagetiane sul furto, Alfredo rubava un

panino per darlo all'amichetto povero e affamato, mentre Enrichetta

rubava un nastro semplicemente perché pensava andasse bene per

il suo vestito. Chiamati a scegliere chi dei due

protagonisti è più cattivo, i bambini più grandi:

ritengono che la più cattiva sia Enrichetta, perché ha rubato per

finalità esclusivamente egoistiche

25.1. Nel modello relativo alla morale elaborato da Kohlberg:

il modo in cui ragioniamo e le giustificazioni che diamo qualificano

le nostre azioni come morali

25.2. Secondo Kohlberg, allo stadio 4 della moralità convenzionale l'individuo

non trasgredisce: perché le leggi vanno sempre rispettate a meno

che non siano in contrasto con altri obblighi sociali

25.3. Le critiche al modello kohlberghiano che si sono concentrate sulle

relazioni tra genere e ragionamento morale hanno sottolineato che:

a differenza di quella maschile, l'etica femminile è orientata

principalmente alla cura e ai bisogni dell'altro

26.1. Secondo la teoria degli ambiti, i bambini piccoli:

distinguono convenzioni sociali e principi morali e ragionano in modo

differente nelle due situazioni

26.2. Secondo la teoria degli ambiti, le norme convenzionali sono:

stabilite da un'autorità, da cui dipendono e valide solo all'interno di

quello specifico contesto

26.3. Gli individui acquisiscono la concezione della società

come sistema: nella media o tarda adolescenza

27.1. Un'intuizione morale è:

un sentimento valutativo (giusto o sbagliato) che sperimentiamo in

maniera improvvisa di fronte ad una situazione morale

27.2. Secondo la teoria dei fondament morali: le intuizioni sono la base dei

giudizi morali

27.3. Secondo la dual process theory, alla base del giudizio morale:

ci sono due processi, uno fondato sul ragionamento e l'altro fondato

su risposte emotive intuitive

27.4. I 5 fondamenti morali:

sono i fondament i a partire da cui tutte le culture e subculture

costruiscono la loro morale

27.5. Vedere picchiare un bambino o un anziano attiva il fondamento: Cura

27.6. Il fondamento giustizia: riguarda la preoccupazione per il trattamento

ingiusto o non equo

27.7. Rivelare una confidenza fatta da un familiare ad una persona estranea è

una violazione che riguarda il fondamento: Lealtà

27.8. I fondamenti Lealtà, Autorità e Santità:

hanno tutti a che fare col tenere insieme le persone in gruppi più ampi

o istituzioni

27.9. Rispetto allo sviluppo delle intuizioni, la teoria dei fondamenti

morali sostiene che: Gli adult i hanno il compito di insegnare ai

bambini quali sono le virtù connesse a ciascun fondamento,

apprezzate dalla società

27.10. La morale individuale:

è il risultato delle caratteristiche della persona e della socializzazione

28.1. Offese, insulti e minacce:

Sono forme di bullismo diretto

28.2. . È una caratteristica propria del

cyberbullismo:

la percezione che il rischio di essere scopert i e denunciat i sia decisamente

più basso

28.3. Nel cyberbullismo:

è possibile identificare gli stessi ruoli present i nelle situazioni di

bullismo tradizionale

29.1. Le conseguenze del bullismo:

riguardano tutte le persone che prendono parte alla situazione di

bullismo, inclusi gli spettatori

29.2. Nella prevenzione primaria o universale:

le azioni previste dall'intervento si rivolgono a tutti i sogget t i di

un gruppo in cui il fenomeno non si è ancora manifestato

29.3. Nella prevenzione terziaria o indicata:

si attuano intervent i rivolt i allo specifico gruppo o ai singoli

individui già coinvolt i in episodi di bullismo

29.4. Gli interventi più efficaci a livello di scuola includono:

Conferenze scolastiche,formazione dei docent i e miglioramento della

supervisione

29.5. Uno degli obiettivi delle conferenze scolastiche è:

far conoscere il fenomeno del bullismo e sensibilizzare le persone

29.6. Il programma finlandese KiVa:

è portato avant i interamente da insegnant i e personale della

scuola appositamente formati

29.7. Nell'approccio curricolare:

anche la scelta della metodologia didattica è importante e deve

esprimere gli stessi principi che si vogliono trasmettere

29.8. Nell'approccio cooperativo:

ogni membro è responsabile del proprio lavoro e di quello degli altri

29.9. Nel supporto tra pari i peer helper:

devono diventare un riferimento per le vittime e per la classe per le

questioni riguardant i il bullismo

29.10. L'educazione morale:

si pone l'obiettivo di favorire lo sviluppo del ragionamento morale

maturo

30.1. L'obiettivo principale del disegno di ricerca è quello di:

pianificare in anticipo la struttura generale dello studio e le fasi,

compresa la manipolazione delle variabili indipendent i e il controllo

delle altre

30.2. L'osservazione naturalistica:

richiede al ricercatore di integrarsi nel contesto osservato, o

utilizzare specchi unidirezionali per osservare senza essere visto

30.3. Le variabili dipendenti nella ricerca sperimentale:

sono quelle variabili che si prevede cambino in risposta alle

manipolazioni delle variabili indipendenti

31.1. Gli studi longitudinali: monitorano lo stesso campione di sogget t i nel

tempo

31.2. L'osservazione in laboratorio: garantisce un alto livello di controllo sulle

variabili

31.3. Un possibile problema in relazione ai test standardizzati è che:

includono contenut i più familiari per i sogget t i appartenent i alle

culture occidentali

PANIERE PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

Psicologia

generale 1

Capitolo:

1 La Psicologia Generale:

rappresenta uno specifico ambito di studio, con una specifica metodologia ed un quadro<

Anteprima
Vedrai una selezione di 15 pagine su 70
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 1 Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 2
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 6
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 11
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 16
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 21
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 26
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 31
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 36
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 41
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 46
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 51
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 56
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 61
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Psicologia dello sviluppo. Aggiornato e completo con extra. In ordine Pag. 66
1 su 70
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bestappuntiepanieri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Sorrentino Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community