Sessione ordinaria 2015
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Prima prova scritta
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Tipologia C - tema di argomento storico
Dell’esercito regio che dopo l’otto settembre del 1943 partecipò attivamente alla Resistenza e per questo venne condannato a morte.
Il documento che segue costituisce un testamento spirituale scritto da un ufficiale. Nel documento si insiste in particolare sulla continuità tra gli ideali risorgimentali e patriottici e la scelta di schierarsi contro l’occupazione nazi-fascista. Illustra le fasi salienti della Resistenza e, anche a partire dai contenuti del documento proposto, il significato morale e civile di questo episodio.
“Le nuove generazioni dovranno provare per l’Italia il sentimento che i nostri grandi del risorgimento avrebbero voluto «il sentimento dell’amore doloroso, appassionato e geloso con cui si ama una patria caduta e schiava, che oramai più non esiste fuorché nel culto segreto del cuore e in un’invincibile speranza». A questo ci ha portato la situazione presente della guerra disastrosa. Ci auguriamo di veder l’Italia rimanesse a noi ignoto nell’avvenire:
Si ridesta così il sogno avveratosi ed ora svanito: potente senza minaccia, ricca senza corruttela, primeggiante, come già prima, nelle scienze e nelle arti, in ogni operosità civile, sicura e feconda di ogni bene nella sua vita nazionale rinnovellata. Iddio voglia che questo sogno si avveri.”
(trascrizione diplomatica tratta da http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=528)
Dardano Fenulli. Nacque a Reggio Emilia il 3 agosto 1889. Durante la Grande Guerra, nel corso della quale meritò due encomi solenni, combatté sulla Cima Bocche e sul Col Briccon. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, promosso colonnello, prese parte alle operazioni in Jugoslavia. Promosso generale di brigata nell’aprile 1943, fu nominato vicecomandante della divisione corazzata “Ariete”.
In questo ruolo prese parte ai combattimenti intorno a Roma nei giorni immediatamente successivi all’otto settembre 1943. Passato in clandestinità, iniziò una intensa attività per la creazione di una rete segreta di raccolta, informazioni e coordinamento dei militari sbandati ma ancora fedeli alla monarchia.
Nel febbraio del 1944 venne arrestato dalle SS e imprigionato nelle carceri di via Tasso a Roma. Il 24 marzo 1944 fu fucilato alle Fosse Ardeatine.
(adattato da http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=528)
Tipologia D - tema di ordine generale
Qui di seguito le tracce prima prova maturità 2015 e la soluzione del tema di ordine generale di attualità sul diritto all’istruzione con brano di Malala Yousafzai.
Soluzione della traccia (di Laura)
Una battaglia da vincere
Nella società odierna un ruolo di rilevante importanza viene attribuito alla lotta per l’eguaglianza sociale. A portare avanti questa battaglia è stata una ragazza di origine pakistana, che a soli diciassette anni, nel 2014, ha ricevuto il premio Nobel per la Pace, da parte del comitato di Oslo, con la seguente motivazione: «Per la lotta contro la soppressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione».
La ragazza in questione, Malala Yousafzai, pur di difendere il diritto allo studio universale, un diritto fondamentale e inalienabile della persona, senza distinzione di sesso, è stata vittima innocente dei talebani. Questi ultimi, infatti, hanno organizzato contro di lei un attentato e le hanno sparato alla testa. Nonostante tutto, però, Malala ha avuto la capacità di rialzarsi e continuare, senza sosta, a mandare avanti il suo sogno che consiste nel riportare la pace e il diritto all’istruzione in ogni casa, in ogni strada, in ogni villaggio, in ogni nazione.
Purtroppo, nonostante tutto, nella società odierna, questo diritto viene ancora a mancare: infatti molte sono le donne costrette a rinunciare alla propria istruzione, poiché continuano a non avere voce in capitolo nella società e ad essere viste come coloro che non hanno alcun diritto nel decidere per se stesse. I talebani, ad esempio, vedono queste ultime come coloro che devono svolgere unicamente il ruolo di moglie e madre, le reputano prive di ogni tipo di diritto e vengono usate dai mariti per soddisfare i loro bisogni sessuali.
Non bisogna meravigliarsi, infatti, se a compiere tali gesti brutali, verso Malala, siano stati proprio loro. La figura della ragazza funge un po’ da portavoce, in quanto si rispecchiano in lei molte altre ragazze e donne che vedono negarsi i loro diritti fondamentali come, appunto, quello dell’educazione e che sono costrette a competere con i pregiudizi.
Lei afferma che è un diritto andare a scuola e incita tutti a prendere in mano i libri e le penne in quanto sono queste le armi più potenti, come anche sancito dalla celebre Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989 ratificata anche dall’Italia con Legge n. 176 del 27 maggio 1991.
Con tale citazione si tende ad incitare e motivare i ragazzi a portare avanti i propri sogni e combattere sempre per qualcosa che ci spetta, come in questo caso il diritto alla cultura e al sapere che dovrebbe essere un diritto scontato ma che in tante realtà ancora deve essere acquistato e, arrivati al 2015, ciò segna una ulteriore sconfitta in quanto si parla tanto di innovazioni in diversi ambiti ma si ha una pesante arretratezza in un campo che dovrebbe arricchire i ragazzi, dovrebbe farli maturare e invece ciò non avviene.
Commento alla traccia
La traccia del tema di attualità si riferisce ad un tema di rilevante importanza, perché prende in considerazione il diritto all’istruzione che ogni studente dovrebbe possedere. In questa traccia si fa riferimento essenzialmente a Malala Yousafzai, la ragazza di origine pakistana, che a soli 15 anni subì un attentato da parte dei talebani proprio perché fece una vera e propria battaglia per ottenere l’eguaglianza tra i sessi nell’ambito dell’educazione, diritto che purtroppo ancora oggi non è stato acquistato in diversi paesi.