Concetti Chiave
- La valutazione delle rimanenze di magazzino deve seguire il principio della prudenza, evitando di registrare utili non realizzati e considerando perdite presunte.
- Secondo l'articolo 2426 del codice civile, le rimanenze sono valutate al costo d'acquisto o al valore di vendita, scegliendo sempre il valore minore.
- La rettifica indiretta è il metodo usato per correggere i valori delle merci, impiegando conti differenti per effettuare la correzione.
- Le valutazioni si applicano non solo alle merci, ma anche a imballaggi, materie di consumo, semilavorati e prodotti finiti.
- Le scritture contabili di rettificazione riguardano vari tipi di rimanenze, ciascuna con specifiche registrazioni in dare e avere.
Valutazione delle rimanenze
Tra le scritture di assestamento di rettificazione ci sono quelle relative alla valutazione delle rimanenze in magazzino che riguardano sia le merci presenti effettivamente nel magazzino, sia quelle presso terzi in deposito sia quelle ancora in viaggio.
La valutazione di queste rimanenze va fatta seguendo il principio della prudenza, infatti è necessario evitare di registrare utili che non sono ancora stati realizzati ma è indispensabile tener conto di perdite anche se sono solamente presunte e non sono sicure. Secondo il codice civile, In particolare l'articolo 2426, le rimanenze devono essere valutate al costo d'acquisto o al valore che si può realizzare dalla vendita seguendo l'andamento del mercato, tra queste due scelte bisogna prendere quella con valore minore.
Rettifica indiretta
Per rettificare i valori delle merci presenti viene utilizzata una rettifica indiretta, ciò significa che per correggere il valore è necessario usare un diverso conto che corregge i valori indirettamente. Queste valutazioni non valgono solo per le merci ma anche per gli imballaggi, le materie di consumo, le rimanenze di materie, le rimanenze di semilavorati, le rimanenze di prodotti finiti e così via.
• scritture contabili (D=dare) e (A=avere):
Scritture di rettificazione di merci in magazzino
(D) magazzino merci
(A) merci c/ rimanenze finali
Scritture di rettificazione di imballaggi in magazzino
(D) magazzino imballaggi
(A) imballaggi c/ rimanenze finali
Scritture di rettificazione di materie di consumo in magazzino
(D) magazzino materie di consumo
(A) materie di consumo c/ rimanenze finali
Scritture di rettificazione di materie in magazzino
(D) magazzino materie
(A) materie c/ rimanenze finali
Scritture di rettificazione di semilavorati in magazzino
(D) magazzino semilavorati
(A) semilavorati c/ rimanenze finali
Scritture di rettificazione di prodotti finiti in magazzino
(D) magazzino prodotti finiti
(A) prodotti finiti c/ rimanenze finali
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale da seguire nella valutazione delle rimanenze in magazzino?
- Come devono essere valutate le rimanenze secondo il codice civile?
- Che tipo di rettifica viene utilizzata per correggere i valori delle merci in magazzino?
Nella valutazione delle rimanenze, è fondamentale seguire il principio della prudenza, evitando di registrare utili non realizzati e considerando anche perdite presunte, come indicato nel testo.
Secondo l'articolo 2426 del codice civile, le rimanenze devono essere valutate al costo d'acquisto o al valore realizzabile dalla vendita, scegliendo sempre l'opzione con valore minore.
Per rettificare i valori delle merci in magazzino si utilizza una rettifica indiretta, che implica l'uso di un diverso conto per correggere i valori senza modificarli direttamente, come descritto nel testo.