2 DISPENSA
• La Statistica si divide in: Statistica descrittiva e inferenza
• Tra gli obiettivi della Statistica ritroviamo: Validare un modello attraverso l'osservazione dei dati
• In un'analisi sulle PMI innovative, la spesa per Ricerca e Sviluppo dell'azienda è: Una variabile di
interesse
• La popolazione statistica è formata da: Individui intesi come unità di osservazione
• Il fenomeno statistico è: La variabile di interesse
• Tra i vantaggi di fare un campione ritroviamo: Economicità e Tempestività
• L'inferenza statistica è una procedura analitica che: Permette di passare dal particolare al generale
• Il campione è definito come: Un sottoinsieme della popolazione
• La statistica descrittiva si occupa di: Descrivere e sintetizzare le informazioni raccolte
• Tra gli svantaggi ad analizzare direttamente l'intera popolazione abbiamo: Costi elevati
3 DISPENSA
• I caratteri qualitativi si distinguono in: Sconnessi e ordinabili
• Sulle modalità di un carattere qualitativo sconnesso si possono fare solo operazioni di: Uguaglianza
e disuguaglianza
• Se la modalità del carattere osservato è espresso con un attributo abbiamo: Un carattere
qualitativo
• Il carattere "Reddito mensile" è: Quantitativo continuo
• Il carattere "Squadra di calcio per cui si tifa" è: Qualitativo sconnesso
• Se la modalità del carattere osservato è espressa con un numero abbiamo: un carattere
quantitativo
• Il carattere "Numero di figli per coppia" è: Quantitativo discreto
• I caratteri quantitativi si distinguono in: Discreti e continui
• Sulle modalità di un carattere quantitativo discreto si possono fare solo operazioni di: Tutte
• Il carattere "Comune di nascita" è: Qualitativo sconnesso
4 DISPENSA
• Con Xi si indica: La i-esima modalità
• Le frequenze si possono calcolare per le seguenti tipologie di caratteri: Tutti (Qualitativi,
quantitativi discreti, quantitativi continui)
• Le frequenze semplici si determinano effettuando: Il conteggio
• Se su otto PC osservati in un ufficio, tre risultano difettosi, tre corrisponde a: La frequenza
semplice della modalità difettosi, del carattere "Funzionamento PC"
• Il totale delle frequenze è uguale al: Totale delle osservazioni
• Con il simbolo Σ si indica: La sommatoria
• Con ni si indica: la i-esima frequenza
• Nelle distribuzioni di frequenza, le modalità dei caratteri quantitativi continui sono:
raggruppate in classi
• Per un carattere qualitativo sconnesso, l’elenco con cui si riportano le modalita’ nella tabella di
frequenze e’: arbitrario
• L’ultima classe di un carattere quantitativo continuo e’: una classe aperta o chiusa
5 DISPENSA
• Il totale delle frequenze percentuali e’: 100
• Le frequenze relative si calcolano dividendo le frequenze semplici per il tot n
• Le frequenze cumulate si ottengono facendo la somma passo passo delle rispettive frequenze
• Il TOT delle frequenze relative e’ uno
• Le frequenze relative si possono calcolare per quali tipologie di caratteri: tutti (quantitativi e
ordinabili)
• Le frequenze percentuali si calcolano moltiplicando le frequenze relative per 100
• Con N si indica la frequenza cumulata semplice della terza modalita’
3
• Le frequenze cumulate possono calcolarsi per caratteri almeno orinabili
• Con le frequenze cumulate possiamo determinare quanti hanno al massimo una data modalita’
• Il TOT delle frequenze percentuali cumulate non ha senso calcolarlo
7 DISPENSA
• Il grafico a torta e’ adatto ai caratteri qualitativi sconnessi
• Tutte le tipologie dei grafici possono calcolarsi per qualsiasi tipologia di frequenza
• Nei grafici tramite rettangoli, le altezze dei rettangoli devono essere proporzionali alle frequenze
osservate
• Per un carattere qualitativo ordinabile non ha senso determinare un grafico a torta
• Il grafico a barre e’ per caratteri quantitativi discreti
• Nel grafico a torta, la sezione corrispondente alla singola modalita’ si ottiene con la formula
= ∗ 360°
• Sull’asse dell’ascisse nel grafico a barre sono riportate le modalita’ del carattere
• Per i caratteri quantitativi discreti il grafico a rettangoli non e’ applicabile
• Nei grafici a figura, le figure devono essere proporzionali alle frequenze osservate
• L’altezza della barra del grafico a barre deve essere proporzionali alle frequenze osservate
8 DISPENSA
• Per depurare la frequenza alla diversa ampiezza si calcola la densita’ di frequenza
• Nell’istogramma alla base si riportano le classi osservate
• L’ampiezza dell’intervallo e’ dato dalla differenza degli estremi dell’intervallo
• Nell’istogramma sulle ordinate si riporta la densita’
• La densita’ di frequenza si calcola come rapporto tra frequenza e ampiezza della classe
• Se in corrispondenza della classe 5-8 si ha una frequenza pari a 6, la densita’ sara’ 2
• La densita’ di frequenza puo’ calcolarsi per qualsiasi frequenza
• Nell’istogramma l’area del rettangolo corrisponde alla frequenza osservata
• Quando si calcola la densita’ di frequenza implicitamente si fa l’ipotesi di equidistribuzione
• L’area del rettangolo e’ dato da ampiezza della classe per densita’
10 DISPENSA
• La moda e’ una media di posizione
• Nel caso di carattere continuo, la moda corrisponde alla modalita’ con massima densita’
• Le medie vengono chiamate anche indici di tendenza
• La moda si puo’ calcolare per qualsiasi carattere
• La capacita’ informativa della Mediana e’ superiore alla moda
• La media e’ espressa attraverso un solo valore
• Se due modalita’ presentano uguale massima frequenza diremo che la distribuzione e’ bimodale
• Sono definite Medie di Posizione, quelle medie che si riferiscono alla particolare posizione occupata
da una osservazione
• La moda e’ definita come quella modalita’ che presunta massima frequenza
• Guardando un grafico a torta, la moda corrisponde a la sezione piu’ grande
11 DISPENSA
• La mediana e’ quel valore che occupa all’interno della distribuzione, la posizione centrale
• Per determinare il valore al centro della distribuzione e’ utile calcolare le frequenze cumulate
(+1)
• Se n e’ dispari, la posizione occupata dalla Mediana sara’ 2
• La posizione della Mediana deve essere un numero intero
• La distribuzione viene divisa dalla Mediana lasciando meta’ delle osservazioni prima della Mediana
e meta’ dopo
• Se il carattere e’ per classi si deve applicare una formula particolare per trovare il valore all’interno
della classe
• La Mediana puo’ calcolarsi per caratteri almeno qualitativi ordinabili
• (
+ 1)
Se n e’ pari, esistono due posizioni centrali 2 2
• Se ho osservato i valori 0,5,2; la Mediana e’ 2
• Se ho rilevato il carattere “Comune di Residenza”; la mediana non si puo’ calcolare
12 dispensa
• I quantili sono: dipende da quanto si e’ fissato k
• Il secondo quartile corrisponde alla mediana
• I quartili sono 3
• I decili dividono la distribuzione in 10 p
• Il terzo quartile lascia a destra il 25% delle osservazioni
• Per trovare i quartili si divide n per 4
• I quantili e i quartili possono calcolarsi per caratteri almeno ordinabili
• Il primo quartile lascia alla sua sinistra il 25%
• Il primo decile lascia alla sua destra il 90%
• Sul carattere “Livello di reddito” si possono calcolare tutti i quantili, per k qualsiasi
13 DISPENSA
• La media aritmetica puo’ calcolarsi per caratteri quantitativi
• Se in una distribuzione si sono osservati i valori estremi 3 e 20, la media sara’ compresa tra questi
due valori
• Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 7 e aumento di 2 tutti i valori osservati, la
nuova media sara’ pari a 9
• La media aritmetica e’ una media analitica
• La somma degli scarti della media e’ nulla
• Se ho osservato i voti degli esami su un gruppo di 7 femmine ed e’ pari a 25 e su un gruppo di 5
maschi che e’ 23, la media totale sara’ 24,17
• Nel calcolo della media aritmetica si considerano tutte le osservazioni
• Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 8 e sottraggo a tutti i valori osservati 2, la
nuova media sara’ pari a 6
• Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 5 e moltiplico tutti i i valori osservati per 3 la
nuova media sara’ pari a 15
• Se su una distribuzione ho calcolato una media pari a 10 e divido tutti i valori osservati per 2, la
nuova media sara’ pari a 5
14 DISPENSA
• La varianza ha unita’ di misura uguale al quadrato del fenomeno rilevato
• Lo scarto quadratico medio e’ uguale alla radice quadrata della varianza
• Se il fenomeno rilevato assume valori negativi la varianza e’ comunque positiva
• Non si possono considerare gli scarti semplici della media nella misura della variabilita’ perche’
la somma degli scarti e’ nulla
• Se il carattere e’ costante a la varianza rimane uguale
• Se tutti i valori sono aumentati di una costante a la varianza rimane uguale
• Se la varianza e’ calcolata su dati campionari la formula su dati campionari la formula cambia il
denominatore
• Se una distribuzione presenta elevata variabilita’ lo sqm e’ pari a: dipende dai dati
• Se ho calcolato sui dati una varianza pari a 5 e poi