17. Strategie per incrementare la produzione di metaboliti
secondari in vitro
Per aumentare la resa di metaboliti secondari in colture di cellule o tessuti vegetali, si
possono adottare le seguenti strategie:
Selezione di linee cellulari ad alta produzione: Identificare e clonare le linee
cellulari che mostrano naturalmente una maggiore biosintesi del metabolita
desiderato.
Utilizzo di precursori e precursori nutritivi: Aggiungere al terreno di coltura i
precursori biosintetici dei metaboliti per "spingere" la via metabolica verso il
prodotto finale.
Elicitazione: Introdurre nel sistema degli "elicitatori" (biotici come estratti
fungini, o abiotici come metalli pesanti o stress fisici) che attivano le risposte
di difesa della pianta, portando a un aumento della produzione di metaboliti
secondari.
Ottimizzazione delle condizioni di coltura: Modificare parametri come il pH,
la temperatura, la luce, o il rapporto tra fitormoni (auxine/citochinine) per
favorire la sintesi del prodotto.
Coltura a due fasi: Separare la fase di crescita cellulare (biomassa) dalla fase
di produzione (accumulo del metabolita), trasferendo le cellule in un terreno di
produzione specifico
20. Espressione della proteina Bt sotto il promotore CaMV35S
In una pianta di mais trasformata con il gene Bt sotto il controllo del promotore
CaMV35S (promotore del virus del mosaico del cavolfiore):
Dove verrà espressa: La proteina Bt verrà espressa in tutti i tessuti e gli
organi della pianta (espressione costitutiva).
Per quale motivo: Il promotore CaMV35S è un promotore costitutivo
forte. Ciò significa che è attivo in quasi tutti i tipi cellulari e durante
quasi tutti gli stadi di sviluppo della pianta, garantendo una produzione
costante del transgene in tutto l'organismo.
LA FARMACOGNOSIA
La farmacognosia è una disciplina scientifica fondamentale, branca della
farmacologia, che si occupa dello studio dei farmaci e delle sostanze biologicamente
attive di origine naturale
LA VARIAZIONE SOMACLONALE
La variazione somaclonale è un fenomeno genetico che si verifica durante la
propagazione di cellule o tessuti vegetali in vitro (colture di tessuti). In sostanza, si
tratta della comparsa di differenze genetiche o epigenetiche tra piante che dovrebbero
essere, in teoria, cloni identici della pianta madre.
Ecco i punti chiave per comprendere questo fenomeno:
1. Come avviene?
Quando si coltivano cellule vegetali in terreni di coltura (spesso addizionati con
ormoni come auxine e citochinine per indurre la crescita), le cellule subiscono uno
stress significativo. Questo stress può causare errori durante la divisione cellulare o
alterazioni nella regolazione dei geni.
Le piante che si rigenerano da queste colture possono quindi presentare caratteristiche
diverse dalla pianta di partenza. Queste variazioni sono chiamate somacloni.
2. Le cause principali
Instabilità genomica: La coltura in vitro può indurre mutazioni
puntiformi, delezioni o riarrangiamenti cromosomici.
Variazioni epigenetiche: Cambiamenti nella metilazione del DNA che
alterano l'espressione genica senza modificare la sequenza del DNA
stesso.
Stress da coltura: L'uso prolungato di regolatori di crescita e le
condizioni ambientali artificiali (luce, temperatura, sterilità) forzano le
cellule a adattarsi, scatenando spesso le variazioni.
Alimenti OGM e legislazioni
Gli alimenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sono prodotti derivati da
piante, animali o microrganismi il cui patrimonio genetico è stato alterato attraverso
tecniche di ingegneria genetica. A differenza degli incroci naturali o delle selezioni
tradizionali, queste tecniche permettono di inserire nel DNA dell'organismo geni
provenienti da specie diverse o di modificare tratti specifici in modo mirato.
Il Quadro Legislativo nell'Unione Europea
L'Unione Europea applica una delle legislazioni più rigorose al mondo in materia di
OGM, basandosi sul principio di precauzione. La normativa mira a garantire un
elevato livello di protezione per la salute umana, animale e per l'ambiente.
Le due pietre miliari della normativa UE sono:
Regolamento (CE) n. 1829/2003: Disciplina l'immissione in commercio
di alimenti e mangimi geneticamente modificati. Prevede una procedura
di autorizzazione centralizzata basata su una valutazione scientifica del
rischio condotta dall'EFSA (Autorità europea per la sicurezza
alimentare).
Regolamento (CE) n. 1830/2003: Regola la tracciabilità e l'etichettatura.
Ogni passaggio della filiera (produzione, trasformazione, distribuzione)
deve essere documentato, e la presenza di OGM deve essere chiaramente
indicata in etichetta per informare il consumatore.
Colture di radici in vitro.
Nelle colture in vitro si possono rigenerare e coltivare interi organi. Il processo di
formazione degli organi è detto organogenesi, nel caso delle radici parliamo di rizogenesi
in quello delle gemme vegetative e dei fusti di caulogenesi. Distiguiamo due tipi di radici:
radici primarie e secondarie e radici avventizie. La formazione di radici è promossa da
elevati livelli di auxina e bassi livelli di luce, mentre l'esposizione alla luce di alti livelli di
citochinine indirizzano verso la caulogenesi. La composizione del mezzo di coltura per
dare caulogenesi o rizogenesi è specie-speci ca e in molti casi non sono stati individuati i
composti da aggiungere al terreno per indurre l'organogenesi. Si parla di specie
recalcitranti all'organogenesi. Abbiamo tre classi di piante in base alla loro capacità
rizogenica avventizia. La prima classe sono piante capaci di radicare facilmente. La pianta
ha un contenuto endogeno di sostanze suf ciente all'induzione e allo sviluppo dei primordi
radicali. La rizogenesi è diretta. La seconda classe: piante che posseggono tutte le
sostanze necessarie per la radicazione, ma bassi livelli di ormoni. È necessaria la
somministrazione esogena di auxina per la radicazione. Ed in ne piante recalcitranti alla
radicazione: impedimenti meccanici e carenze nutritive rendono la radicazione avventizia
dif cile.