Concetti Chiave
- L'elezione di Michele Romanov nel 1613 segnò la fine di un lungo periodo di disordini interni, contribuendo a stabilizzare la Russia.
- Il Codice Civile e Penale del 1649 impose rigide norme sulla Servitù della Gleba, limitando la libertà di movimento di mercanti e artigiani.
- La rivolta dei cosacchi e dei contadini tra il 1670 e il 1671 fu causata da pressioni fiscali e rigidità sociale, portando a una maggiore alleanza tra lo Zar e i nobili.
- Pietro I il Grande introdusse significative riforme, tra cui la ristrutturazione dell'esercito e il trasferimento della capitale a San Pietroburgo per modernizzare la Russia.
- Le innovazioni statali di Pietro I portarono a migliaia di esecuzioni di oppositori e a una crisi di successione dopo la sua morte, simile a quella di Ivan IV il Terribile.
L'elezione di Michele Romanov
Con l’elezione di Michele Romanov nel 1613, in Russia terminò una lunga fase di disordini e conflitti interni, iniziata dopo la morte di Ivan IV il Terribile.
Michele Romanov proveniva da una famiglia di Boiardi e col suo regno lo stato di tensione si attenua.
Nella prima metà del XVII secolo la nobiltà, composta dai Boiardi e dai funzionari statali, si ricompatta; lo Zemsky Sobor, ossia l’assemblea dei ceti (Boiardi, Pomesciki, Mercanti e Clero), istituita da Ivan il Terribile, divenne il modo attraverso il quale i nobili esprimevano i loro intendimenti.
Il codice civile e penale del 1649
Nel 1649, durante il regno dello Zar Alessio, lo Zemsky Sobor approvò un Codice Civile e Penale, che esprimeva tutti gli interessi di ogni gruppo nobiliare; esso introduceva in modo rigido la Servitù della Gleba per i contadini e stabiliva limiti alla libertà di movimento dei mercanti e degli artigiani.
La rivolta dei cosacchi e contadini
Questo irrigidimento delle strutture sociali, accompagnato da un aumento della pressione fiscali, necessaria per potenziare gli apparati dello Stato e l’esercito, causò tra il 1670 e il 1671 una grande rivolta di cosacchi e di contadini. Questa ribellione venne sedata e portò ad una maggiore alleanza tra lo Zar e i Ceti Nobiliari.
Qual è l'ascesa di Pietro I il Grande?
Nel 1682, quando aveva solo dieci anni, venne incoronato Zar Pietro I il Grande, che assunse il potere effettivo nel 1689.
Le riforme di Pietro il Grande
Egli intraprese una politica di rinnovamento della società russa e di rafforzamento delle strutture dello Stato, cercando di imitare i modelli comportamentali e istituzionali dell’Europa Occidentale, zona che Pietro aveva visitato nell’ultimo decennio del 1600.
Egli impose inizialmente l’adozione obbligatoria di acconciature occidentali, cosa che suscitò polemiche poiché andava a toccare le tradizioni religiose cristiano-ortodosse, per poi occuparsi principalmente al rinnovamento delle strutture statali russe, infatti Pietro il Grande:
• Ristrutturò, ampliò e rafforzò l’intero Esercito russo;
• Riorganizzò le modalità di prelievo fiscale, aumentando anche di cinque volte le richieste ai suoi contribuenti;
• Riorganizzò la Chiesa Ortodossa sul territorio russo, infatti abolì la figura del Patriarca, per farla sostituire da un sinodo (ossia un’assemblea ecclesiastica) di dieci vescovi.
• Abolì la Duma dei Boiari, che era l’assemblea della più alta nobiltà, ormai rimasta priva di potere;
• Non convocò più lo Semxky Sobor;
• Governò libero dal controllo delle Assemblee Cetuali, con la collaborazione di un Senato di nove membri da lui eletti;
• Eliminò la distinzione tra i ceti nobiliari dei Boiari e dei Pomesciki attraverso una riorganizzazione degli apparati burocratici, culminata con l’emanazione nel 1722 della Tavola dei Ranghi, un regolamento che obbligava la nobiltà a prestare servizio nella pubblica amministrazione e apriva anche ai non nobili competenti la possibilità di far carriera burocratica; inoltre la Tavola in tre categorie e in quattordici gradi le carriere dei funzionari, i quali dovevano tutti iniziare la propria carriera dal primo livello per poi ricevere compiti e retribuzioni maggiori passando ai livelli superiori;
• Conferma le norme che regolano la Servitù della Gleba a disposizione dei Nobili e conferma i diritti di amministrazione della giustizia ai proprietari terrieri nell’area di loro proprietà;
• Sposta la Capitale da Mosca a San Pietroburgo, città sulle rive del Mar Baltico, molto più vicina all’Europa Occidentale.
Le conseguenze delle innovazioni statali
Queste innovazioni statali non avvennero senza lo spargimento di sangue, infatti avvennero migliaia di esecuzioni di oppositori; anche lo stesso figlio di Pietro il Grande, Alessio, avvicinatosi ai gruppi di opposizione, venne rinchiuso in prigione, dove poi morì.
Alla morte di Pietro I il Grande si riaprì un periodo di crisi per quanto riguarda la successione, così come era avvenuto alla morte di Ivan IV il Terribile.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto dell'elezione di Michele Romanov sulla Russia?
- Cosa prevedeva il Codice Civile e Penale del 1649?
- Quali furono le cause della rivolta dei cosacchi e dei contadini tra il 1670 e il 1671?
- Quali riforme significative introdusse Pietro I il Grande?
- Quali furono le conseguenze delle innovazioni statali di Pietro I il Grande?
L'elezione di Michele Romanov nel 1613 segnò la fine di un lungo periodo di disordini interni, contribuendo a stabilizzare la Russia e a ricompattare la nobiltà attraverso lo Zemsky Sobor, l'assemblea dei ceti.
Il Codice Civile e Penale del 1649, approvato dallo Zemsky Sobor, introdusse la Servitù della Gleba per i contadini e limitò la libertà di movimento di mercanti e artigiani, riflettendo gli interessi della nobiltà.
La rivolta fu causata dall'irrigidimento delle strutture sociali e dall'aumento della pressione fiscale, necessaria per potenziare lo Stato e l'esercito, portando a una maggiore alleanza tra lo Zar e i Ceti Nobiliari.
Pietro I il Grande ristrutturò l'esercito, riorganizzò il sistema fiscale, abolì la figura del Patriarca, eliminò la Duma dei Boiari e spostò la capitale a San Pietroburgo, cercando di modernizzare la Russia secondo i modelli europei.
Le innovazioni portarono a migliaia di esecuzioni di oppositori e a una crisi di successione alla morte di Pietro I, simile a quella avvenuta dopo la morte di Ivan IV il Terribile, evidenziando le tensioni interne generate dalle riforme.