Concetti Chiave
- Le lingue germaniche e arabe hanno influenzato il volgare principalmente attraverso il lessico, mentre il latino ha avuto un impatto sulla morfologia e sintassi.
- La differenziazione tra vocali lunghe e brevi del latino è scomparsa, sostituita da una distinzione basata sul timbro, con trasformazioni come lēx in légge.
- Il genere neutro è scomparso nel volgare, con le parole di genere neutro del latino che sono diventate maschili, come templum che diventa tempio.
- Il sistema dei casi è scomparso progressivamente, portando all'uso di articoli e preposizioni per chiarire le funzioni logiche delle parole.
- La coniugazione verbale si è semplificata con un maggiore ricorso agli ausiliari, come nel futuro del verbo che si forma usando l'infinito e il presente del verbo "avere".
Indice
Influenze linguistiche sul volgare
Sullo sviluppo del volgare hanno contribuito le lingue parlate dalle popolazioni di origine germanica e dalle popolazioni arabe. L’influenza delle lingue germaniche e del mondo arabo ha riguardato il lessico, spesso relativo a termini concreti riguardanti la vita quotidiana. Invece, il latino che costituiva la lingua dominante ha influenzato soprattutto la morfologia e la sintassi.
Il procedimento che ha segnato il passaggio dal latino alla lingua volgare è stato assai lungo, tuttavia i caratteri del latino volgare erano abbastanza stabili da durante in un tempo più o meno lungo, anche se è quasi impossibile il momento esatto in cui un certo fenomeno linguistico ha preso forma.
Modifiche fonetiche e morfologiche
Le più rilevanti modifiche linguistiche sono:
1) Il latino distingueva le vocali in base al criterio della quantità, per cui esistevano le vocali lunghe e le vocali brevi: esempio: ē (= vocale lunga) e ĕ (= vocale breve). La durata serviva a differenziare i significati: esempio: lĕgit (= egli lette) e lēgit (= egli lesse). Col tempo questa differenziazione fonetica è scomparsa e al criterio di quantità è stato sostituito il timbro, ossia la pronuncia. Essa si è allora distinta in “aperta” o “chiusa: esempio légge / egli lèsse.
In pratica, nel passaggio dal latino all’italiano volgare è dunque successo che le vocali brevi si sono trasformate in aperte e quelle lunghe in chiuse (eccetto, però la vocale “a”): esempio: lēx > légge
2) I dittonghi ae e oe si sono trasformati in [[] oppure i [è]
Esempio: caelum > cèlu, poena > péna
3) Il genere neutro è scomparso e le parole che nel latino classiche erano neurro, nel volgare sono diventate maschili
Esempio: templum > tempio
4) Con tempo, il sistema dei casi è scomparso, in modo lento, ma progressivo. Questo fenomeno ha comportato la necessità di ricorrere all’uso degli articoli e delle preposizioni articolate per poter capire la funzione logica di una parola all’interno di un contesto
Esempio: Historia magistra vitae est > La storia è maestra della vita.
L’articolo è derivato al dimostrativo ille - illa – illud, e relativa declinazione, un fenomeno frequente, con modalità diverse in tutte le lingue romanze. Italiano: il, lo, la, i , le, gli. Francese: le, la, les. Spagnolo: el la, los, las, Portoghese: o, a, os, as
5) Il latino, i dimostrativi erano numerosi. Esso possedeva “hic” (= questo), “iste” (= codesto), ille (= quello), is (= egli). Nel passaggio al volgare, essi si sono ridotti nel numero, ma non nell’uso, anche perché nel linguaggio esiste un continuo bisogno di fare riferimento e quindi di indicare cose o fatti. Nel volgare si vengono così a creare delle nuove costruzioni come “ecce hic”, “ecce hoc”, “ecce hac “che, rispettivamente, sono all’origine dell’italiano “qui”, “ciò”, “qua”.
Semplificazione della coniugazione verbale
6) Anche il sistema della coniugazione verbale subisce una forte semplificazione che si concretizza in un uso più frequente dell’ausiliare. Un esempio ci è fornito nel futuro volgare, in cui la desinenza latina è sostituita dal presente del verbo “avere”, per cui il futuro si costruire con l’infinito del verbo + presente del verbo avere
Esempio: cantabo > cantare habeo > cantarò > canterò
cantabat > cantare habeat > cantarà > canterà
La stessa trasformazione si ha in francese in cui
Cantare > cantare habeo > chanterai (dove la desinenza -ai non è altro che la 1.a persona dell’indicativo presente del verbo “avoir” (= avere)
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali influenze linguistiche sul volgare?
- Come sono cambiate le vocali nel passaggio dal latino all'italiano volgare?
- Qual è stata la sorte del genere neutro nel passaggio al volgare?
- Come è cambiato il sistema dei casi nel volgare?
- In che modo si è semplificata la coniugazione verbale nel volgare?
Le lingue germaniche e arabe hanno influenzato il lessico del volgare, mentre il latino ha avuto un impatto sulla morfologia e sintassi, contribuendo così allo sviluppo della lingua volgare.
Le vocali brevi si sono trasformate in aperte e quelle lunghe in chiuse, con l'eccezione della vocale "a", come dimostrato dall'esempio lēx > légge.
Il genere neutro è scomparso, e le parole che erano neutre in latino sono diventate maschili nel volgare, come nel caso di templum > tempio.
Il sistema dei casi è scomparso progressivamente, portando all'uso di articoli e preposizioni per chiarire la funzione logica delle parole, come nell'esempio "Historia magistra vitae est" che diventa "La storia è maestra della vita".
La coniugazione verbale ha subito una semplificazione, con un uso più frequente dell'ausiliare, come nel futuro volgare che si forma con l'infinito del verbo e il presente del verbo "avere", ad esempio cantabo > cantarò.