Concetti Chiave
- La violenza sulle donne è un problema globale, con alti tassi di maltrattamenti fisici e psicologici, nonostante l'esistenza di leggi che mirano a proteggerle.
- Le radici culturali della violenza includono la sottomissione delle donne e una giustificazione interna che le porta a sentirsi colpevoli delle violenze subite.
- Il femminicidio, definito da Diana Russel, rappresenta una violenza diretta contro le donne e nega diritti fondamentali come vita e dignità.
- In Italia, il femminicidio è spesso legato a gelosia e vendetta, con la maggior parte dei casi avvenuti in contesti familiari o di conoscenza.
- A livello mondiale, circa 66.000 donne e bambine sono uccise ogni anno, con i tassi più elevati nei paesi con alta criminalità e violenza di genere.
Che cos'è la violenza sulle donne?
In questo appunto viene presentato il tema relativo alla violenza sulle donne. Questo problema è molto diffuso nel mondo e una grossa percentuale viene brutalmente maltratta, subendo umiliazioni e violenze sia di natura fisica sia di natura psicologica. In Italia, nonostante sia stata elaborata una legge che impedisce agli uomini di commettere atti di violenza sulle donne, ancora numerosi episodi di questo genere vengono purtroppo commessi e le percentuali annue rimangono ancora alte.
Le radici culturali della violenza
Una delle problematiche più imponenti che interessano la società odierna riguarda proprio la violenza sulle donne. Un argomento che, da sempre, sembra essere immune al cambiamento e allo sviluppo socio-culturale.
Per violenza si intendono percosse, insulti, sottomissione, relegazione domiciliare e divieti che impediscono di partecipare alla vita quotidiana. L'insieme delle percosse, fisiche e verbali, fanno si che la donna arrivi a giustificare ciò che le accade attribuendosi la 'colpa' dell'ira del suo carnefice, ed identificandola come frutto del suo presunto comportamento provocatorio e sbagliato. Numerose indagini evidenziano come i casi di violenza sulle donne aumentino sempre di più. Le donne rimangono succubi sia per l'amore dei figli, sia per la loro situazione economica. Nel mondo del lavoro la maggioranza di precari è proprio femminile; tutto ciò impedisce di portare parallelamente avanti sia la carriera lavorativa sia il mantenimento della felicità familiare. Nel corso dei secoli migliaia di donne si sono impegnate al fine di ottenere riconoscimenti giuridici e civili, come il diritto di voto o l'abolizione della legge ''ius corriggendi'' che dava al marito il diritto di picchiare la moglie per ''correggere'' alcuni suoi comportamenti errati, oppure l'ottenimento di assistenza sanitaria, diritto all'istruzione, sussidi, parità di stipendio ecc. Nonostante ciò, ci sono luoghi nel mondo in cui tutto questo non è ancora scontato; sebbene non sia antropologicamente corretto giudicare una cultura ''inferiore'' solo perché si distacca dai canoni occidentali è ingiustificabile accettare atteggiamenti che impediscono alle donne di vivere veramente. Si parla logicamente del Medio Oriente e di una sezione del continente asiatico. Il fatto che, lì, le donne siano costrette ad essere coperte, ad uscire di casa in rare occasione e sempre con un uomo, oppure che la donna debba tenere in bocca dei sassi per evitare che la sua voce risulti sensuale, che sia costretta a tenere le finestre chiuse in casa per evitare che venga vista, oppure a dover subire mutilazioni genitali che provocano infezioni e molto spesso la morte. Tutto questo è sinonimo di una società che lascia agire l'uomo come se fosse un animale in preda ai piaceri sessuali. L'intera umanità si dovrebbe impegnare concretamente in questa battaglia; educando le nuove generazioni al rispetto della donna. Citando un anonimo ''Bisogna insegnare agli uomini a non stuprare e non alle donne di uscire accompagnate''. Va capito che la donna deve essere rispettata e che un amore violento non è un amore ma una malattia che andrebbe denunciata.
Saggio breve sul femminicidio
Versione di fede.ievaIl termine femminicidio
Il termine femminicidio è stato utilizzato per la prima volta dalla criminologa Diana Russel nel 1992, nel libro.
Scritto con Jill Radfard che si chiama Femminicidio: The Politics of woman killing. La criminologa identificò una
Categoria vera e propria: una violenza esterna da parte del partener contro la donna '' perché donna ''. La violenza sulle donne inflitta all'interno di una relazione è un fenomeno presente in tutti i Paesi e diffuso in tutte le classi sociali. La violenza nega alle donne i diritti fondamentali: la vita, la libertà, la dignità della persona.
L’integrità morale. Il femminicidio non è tra le prime cause di morte per le donne tra i sedici e quarantaquattro anni, anzi le donne vittime di omicidio, sulla popolazione femminile deceduta sono solo dell’1,49 %.
Statistiche e cause del femminicidio
Per quanto riguarda l'italia, il termine '' femminicidio '' è entrato in uso per indicare qualsiasi forma di violenza estrema contro le donne, la maggior parte inflitta in ambito famigliare. Le statistiche riportano che ogni sessanta ore un uomo uccide una donna e in otto casi su dieci si tratta di un conoscente o famigliare stretto della vittima.
Le cause principali che stanno alla base del femminicidio sono la gelosia e la vendetta. Ciò che arma la mano di una persona violenta '' è un irrazionale desiderio di possesso a tutti i costi ''. Gabriella Moscatelli, presidente dell'associazione Telefono Rosa, fondata nel 1998 per aiutare le donne vittime di violenza.
ragioni culturali .Per spiegare meglio le sue affermazioni, la presidentessa dell'associazione ricorda che fino al 1981 se un marito uccideva una moglie infedele, il reato era considerato come un delitto d'onore e l'assassino.
Riceveva una pena di pochi anni. A mio parere tutto ciò è inconcepibile: una donna genera sia gli uomini sia le donne e per questo dovrebbe avere gli stessi diritti, una donna nel suo grembo non fa differenza fra i sessi. Una ricerca condotta dall'Urometro ha evidenziato che il 91% delle donne italiane pensa che l'abuso in famiglia sia molto frequente ma sia non ci sia niente sia possa evitare questo reato.
Amore Criminale e dati globali
In vista della giornata mondiale contro la violenza Rai3, ha presentato una puntata di '' Amore Criminale ''. Dal 2007 il programma ha raccontato più di cento storie di donne vittime dei maltrattamenti e della violenza dell'uomo. Un uomo spesso '' vicinò' alla sua vittima: un marito, un fidanzato che diceva di amare e invece ha nascosto la sua violenza e il suo possesso in un finto amore. Violenza
Fisica, sessuale e psicologica. Nei suoi racconti '' Amore Criminale '' ha svelato ogni sfaccettatura che sta dietro la violenza di un uomo nei confronti di una donna. Per quanto riguarda il femminicidio nel mondo sessantaseimila donne e bambine sono uccise ogni anno nel mondo ed è un dato che è stato raccolto dalla Small Arms Serve. A capo della classifica troviamo le regioni in cui il tasso di criminalità è molto alto come in Africa meridionale, i Caraibi e l'America centrale. Tra i singoli Paesi al primo posto c'è El Salvador, seguito da, Jamaica, Guatemala e la Federazione Russa. In questi paesi le donne sono attaccate nei luoghi pubblici da gang e quest'ultime non sono punite. Sono contraria al femminicidio perché la vita è un dono prezioso e nessuno ha il diritto di decidere di porle fine.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali forme di violenza subite dalle donne?
- Qual è l'origine del termine "femminicidio"?
- Quali sono le statistiche relative al femminicidio in Italia?
- Quali sono le cause principali del femminicidio?
- Qual è la situazione globale riguardo al femminicidio?
Le donne subiscono violenze fisiche e psicologiche, tra cui percosse, insulti, sottomissione e divieti che limitano la loro libertà, come evidenziato nel testo.
Il termine "femminicidio" è stato coniato dalla criminologa Diana Russel nel 1992 per descrivere la violenza esterna inflitta a una donna "perché donna", come riportato nel testo.
In Italia, ogni sessanta ore un uomo uccide una donna, e in otto casi su dieci la vittima è conosciuta dall'aggressore, come indicato nel testo.
Le cause principali del femminicidio includono la gelosia e la vendetta, alimentate da un irrazionale desiderio di possesso, come sottolineato nel testo.
Ogni anno, sessantaseimila donne e bambine sono uccise nel mondo, con tassi di femminicidio particolarmente elevati in regioni ad alta criminalità come l'Africa meridionale e l'America centrale, come riportato nel testo.