Vico
Filosofo napoletano del 1700. Scrisse il “De Ratione”, che è un’opera antirazionalista.
Lui la definisce un’opera antibaconiana.
Bacone era stato il primo a sostenere che, in modo logico-matematico, si potessero indagare tutti gli aspetti della realtà, comprese le società.
Secondo Vico è assurdo studiare gli esseri umani in modo logico-matematico.
Il comportamento umano, la politica, devono essere studiate dalle scienze morali (poesia, retorica, discorso).
Perché:
- Il razionalismo ignora cose come fantasia, emozioni, buon senso.
- Il ragionamento matematico riduce tutto a vero e falso, mentre la vita umana è piena di sfumature.
V. ritiene sbagliata l’idea cartesiana che il mondo naturale si possa conoscere con il metodo scientifico.
La natura è inconoscibile, un mistero del creato, e se la si vuole studiare non si può farlo con la pretesa di conoscerla e dominarla, ma solo per capire quanto poco ne sappiamo e quindi quanto siamo imperfetti.
Qual è lo scopo della fisica? «Umiliare lo spirito umano».
Vico e il sapere
Egli vuole riscoprire l’antica sapienza umana, precedente ai greci e ai romani, esistita quindi ai tempi della “Luminosa civiltà egizio-ionica-etrusca”.
Dottrina del vero-fatto
Secondo questa antica sapienza si conosce qualcosa solo creandola, facendola.
Conoscenza piena e Dio
Da ciò si deduce che la conoscenza piena della realtà ce la può avere solo Dio, perché Dio ha creato il mondo.
L’uomo può conoscere perfettamente le regole matematiche-geometriche, perché le ha create l’uomo.
Ma la natura non si può conoscere in modo matematico, l’universo, spiegare e.
Intelligentia e cogitatio
Solo Dio ha l’intelligentia, l’uomo ha solo la cogitatio.
Studio della storia
Vico vuole applicare la teoria del Verum-Factum anche allo studio della storia, perché la storia è fatta di uomini.
L’uomo è attore della storia, non uno spettatore. Per la teoria del V-F posso conoscere la storia.
La storia non va studiata in modo nozionistico, come raccolta di fatti. Lo studio della storia deve diventare storia e filosofia dell’umanità.
Questa filosofia deve ricercare le verità, attraverso i fatti dell’esperienza umana, cioè dobbiamo scoprire quali sono le leggi ideali della filosofia nei fatti umani certi.
Nelle guerre, nei linguaggi, nelle tradizioni, che governano il divenire della società.
Vico
Filosofo napoletano del 1700. Scrisse il “De Ratione”, che è un’opera antirazionalista.
Lui la definisce un’opera antibaconiana. (Bacone era stato il primo a sostenere che in modo logico-matematico si potessero indagare tutti gli aspetti della realtà, comprese le società.)
Secondo Vico è assurdo studiare gli esseri umani in modo logico-matematico.
Il comportamento umano, la politica, devono essere studiate dalle scienze morali (poesia, retorica, discorso).
Perché:
- Il razionalismo ignora cose come fantasia, emozioni, buon senso...
- Il ragionamento matematico riduce tutto a vero e falso, mentre la vita umana è piena di sfumature.
V. ritiene sbagliata l’idea cartesiana che il mondo naturale si possa conoscere con il metodo scientifico.
--> La natura è inconoscibile, un mistero del creato, e se la si vuole studiare non si può farlo con la pretesa di conoscerla e dominarla, ma solo per capire quanto poco ne sappiamo e quindi quanto siamo imperfetti.
==> Qual è lo scopo della fisica? «Umiliare lo spirito umano».
Vico e il sapere
Egli vuole riscoprire l’antica sapienza umana, precedente ai greci e ai romani, esistita quindi ai tempi della “luminosa Civiltà egizio-ionica-etrusca”.
Secondo questa antica sapienza si conosce qualcosa solo creandola, facendola --> dottrina del vero fatto