Estratto del documento

Liceo scientifico statale “Giuseppe Brotzu”

Con liceo classico annesso e liceo delle scienze sociali

Località Pitz’e Serra – 09045 Quartu Sant’Elena (CA)

Tel. 070/868023 – Fax 070/869026 – Email caps100003@istruzione.it

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Anno scolastico 2006/2007

Classe 5^F

Relatore e candidato: Alex Diana

er.volpe2@gmail.com Tesina

Viaggio al centro della Terra.

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Indice

Pag. 3 Prefazione

Pag. 4 Cap. 1 Il viaggio al centro della Terra nella Letteratura.

Pag. 4 Par. 1 Origine della Terra e il centro della Terra nella mitologia e nelle religioni.

Pag. 6 Par. 2 Il centro della Terra nella letteratura del Trecento, Dante e la Divina Commedia.

Pag. 7 Par. 3 Jules Verne e Voyage au centre de la Terre.

Pag. 7 Par. 3.a L’opera.

Pag. 11 Par. 3.b Biografia dell’autore.

Pag. 12 Par. 3.c Paralleli di Jules Verne e Herbert George Wells nella letteratura inglese.

Pag. 13 Par. 3.d Il positivismo di Jules Verne.

Pag. 15 Par. 4 Filmografia: The Core.

Pag. 17 Cap. 2 Il viaggio al centro della Terra in ambito scientifico.

Pag. 17 Par. 1 Il centro della Terra.

Pag. 22 Par. 2 Le nuove scoperte riguardanti il centro della Terra.

Pag. 22 Par. 3 L’ipotetico viaggio al centro della Terra.

Pag. 25 Bibliografia.

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Prefazione

Perché ideare una tesina su un ipotetico viaggio al centro della Terra?

Oramai l’uomo non smette mai di spingersi oltre le proprie possibilità. Dopo aver conquistato la Luna nel 1969 con lo storico volo dell’Apollo 11 iniziato il 16 luglio, l’uomo si è dato alla più disperata ricerca di conquista dello spazio, ponendosi principalmente come obbiettivi la colonizzazione di nuovi pianeti.

Ciò che principalmente ci si è dimenticati, secondo la mia opinione, che conosciamo veramente poco riguardo al nostro pianeta; le nostre conoscenze possiamo dire che si limitano principalmente alle zone riguardanti la superficie. Infatti, a proposito dell’interno del nostro pianeta conosciamo dei dati solamente attraverso studi indiretti avvenuti dall’esterno. Quindi per avere una maggiore conoscenza dell’interno del pianeta si sarebbero potuti sicuramente concentrare gli studi e le ricerche in questo campo, come recentemente sta accadendo.

“Senza Verne, molto probabilmente non avremmo mai concepito l’idea di andare sulla Luna”. (Ray Bradbury in Lottman, H. R., Jules Verne: sognatore e profeta di fine millennio, Mondadori, 1999, p. 342). È così che l’autore di questo saggio ripone Verne, l’autore del nostro romanzo “Viaggio al centro della Terra” di cui parlerò in seguito, il merito di alcune grandi scoperte di quest’ultimo secolo.

Sono stati numerosi gli scienziati che hanno provato ad intraprendere questa ricerca ma ancora per il momento nessuno è stato in grado per diversi motivi scientifici che spiegherò in seguito nella parte scientifica.

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1. Il viaggio al centro della Terra nella Letteratura

1.1 Origini della Terra e il centro della Terra nella mitologia e nelle religioni

Tra i miti, uno dei più diffusi fra tutti i popoli del mondo antico, è senza dubbio il mito cosmogonico1. La diffusione di questo mito ha avuto il suo culmine con la diffusione del mito del Diavolo Imbroglione tramandato dal popolo degli Zingari, un popolo nomade che giunse in Europa verso il 1400 e da qui poi si spinse in tutto il mondo portando con sé tutte le tradizioni ed i miti.

“In principio, prima della creazione del mondo, c’era solo una grande distesa d’acqua. Dio era adirato di non avere né fratelli, né amici, e, in un momento di furia, scagliò il suo bastone contro la superficie delle acque. Il bastone si trasformò in un enorme albero e sotto l’albero dio scorse il diavolo.

“Buongiorno, fratello mio - gli diceva il diavolo - io d’ora in avanti sarò il tuo compagno di viaggio”. Per nove giorni vagarono sulla superficie delle acque, ma Dio si accorse che il diavolo non era un amico sincero. Il nono giorno il diavolo disse: “Perché, mio Signore, non creiamo altri esseri che possano rallegrare la nostra vita?” “D’accordo - rispose il Signore - creiamo il mondo e popoliamolo di uomini. Ti insegnerò io come fare. Immergiti nella profondità delle acque e portami della sabbia. Quando avrò la sabbia pronuncerò il mio nome e dalla sabbia nascerà il mondo”. Il diavolo allora si immerse nel mare e dal fondo prese una manciata di sabbia, ma invece di portarla in superficie pronunciò subito il suo nome: “Diavolo!”. Sperava così di poter creare egli stesso il mondo, ma la sabbia divenne infuocata e gli ustionò le mani. Per nove giorni il diavolo tentò di ingannare Dio, ma ogni volta la sabbia diventava rovente e gli bruciava una parte del corpo. Dio, allora, vedendo il diavolo tutto scottato capì l’inganno. “Sei davvero un cattivo amico - gli disse -, se questa volta non mi porti la sabbia ti brucerai completamente”. Il diavolo fu costretto a consegnare la sabbia a Dio. E fu allora sufficiente che colui che è padrone del cielo e della Terra pronunciasse il suo nome, “Dio!”, perché la sabbia prendesse forma di mondo, con i mari e i fiumi, i monti, le valli, animali ed alberi di ogni tipo. Ma il diavolo era proprio un grande imbroglione. Appena vide il mondo scelse per sé il luogo più bello: “Io abiterò sotto questo albero frondoso al centro della terra”. Questa volta, però, Dio non si fidò più del diavolo e lo fece sprofondare sotto terra. E allora dall’albero caddero molte foglie e ogni foglia generò un uomo”.

1 Mito cosmogonico: mito della creazione del mondo (dalla parola greca cosmos, mondo e dalla radice ghen, nascere).

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Come possiamo leggere il centro della Terra assume già da ora una concezione negativa, luogo in cui viene esiliato il diavolo e dove presso gli antichi pagano all’espiazione dei gravi delitti commessi dagli uomini, e dei quali dovevano essere puniti con pene interminabili. Questo generalmente prende il nome di inferno, posto generalmente al centro della terra. Per ricercare le radici dell’Inferno bisognerebbe andare a vedere gli insegnamenti giudeo-cristiani. Nei primi tempi biblici, l’idea dell’aldilà era quantomeno lugubre. Nei libri della Genesi, 1 Re, Salmi e Giobbe, per esempio, viene scritto che tutti i morti, sia i giusti che i dannati, venivano condotti in un oscuro luogo chiamato Sheol1, un luogo moralmente neutrale analogo all’ades della mitologia dell’antica Grecia. Nel libro della Genesi, troviamo scritto che quando Giacobbe credette che suo figlio Giuseppe era morto, disse: “Io scenderò, facendo cordoglio, dal mio figliuolo, nello Sheol” (37:35).

Nel secondo secolo a.c., quando le scritture ebraiche furono tradotte in greco, la parola sheol fu sostituita con ades. Più tardi, in qualche parte del Giudaismo e nel Cristianesimo si è cominciato a credere nella risurrezione finale dei morti, e così l’ades divenne una residenza temporanea delle anime dannate- mentre i giusti stavano nella santità celeste in attesa della risurrezione del corpo. Nei primi insegnamenti cristiani, dopo il giudizio finale, i condannati finivano nell’inferno di fuoco chiamato gehenna, una parola greca riguardante la desolata Valle di Hinnom, situata a sud di Gerusalemme, dove il re Gioisia, sopprimendo sul suo territorio ogni tipo di devozione non diretta a JHWH, ne fece più propriamente una discarica di immondizie e cadaveri a cui non veniva concessa la normale sepoltura, dove il tutto veniva bruciato da un fuoco continuo. Da qui, per similitudine, la Geenna è passata a rappresentare l’Inferno e luogo in cui venivano gettati i sacrifici umani agli dèi canaaniti2, un luogo profondo, dove regnano sostanze impure, luogo di punizione eterna, dove il fuoco brucia i peccatori.

Nel libro della Rivelazione (l’Apocalisse) vi è scritto che “Se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (20:15) a fianco di Satana.

Così si parla d’un mondo deserto e tenebroso, dove i defunti erano tormentati in forma di ombre. Per i malvagi c’era il Tartaro, posto - si diceva - sotto la terra, alla stessa distanza ch’è tra la terra e il cielo; e vi si entrava attraverso a molte caverne e dirupi, che conducevano al centro della terra, passando tra fiumi

1 Sheol: Termine ebraico che indica il soggiorno dei morti, immaginato come terra d’oblio, di tenebre e di silenzio; luogo senza vita, come il deserto. Lo Sheol è collocato nel più profondo della terra (Dt 32,22), aldilà dell’abisso sotterraneo (Gb 26,5; 36,16-17). La Bibbia non afferma mai che sia stato creato da Dio; limite estremo dell’universo, soggiace comunque alla sovranità di Dio (Am 9,2). Nella versione italiana ufficiale il termine è tradotto con “inferi”.

2 Canaan è un antico termine geografico che si riferiva ad una regione che comprendeva, grosso modo, il territorio attuale di Libano, Israele e parti di Siria e Giordania.

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infernali, quali il Cocito, o fiume del fuoco, l’Acheronte. Il quale ultimo poteva essere attraversato unicamente sulla barca di Caronte. Era Ades, - nome greco del dio Plutone, a gestire le anime, appena entrate nel suo tenebroso regno. I giusti erano avviati ai Campi Elisi e i malvagi al Tartaro, dov’erano soggetti a vari tormenti, secondo le loro colpe, da parte delle Furie.

1.2 Il centro della Terra nella letteratura del Trecento, Dante e la Divina Commedia

Allo stesso modo dei miti Spaccato della Terra secondo Dante. cosmogonici, anche nella rappresentazione dell’inferno, Dante nella Divina Commedia pone Lucifero al centro della terra. L’Inferno ha forma di imbuto, la cui porta si apre presso Gerusalemme, che si trova esattamente al polo nord del mondo. Esso si formò, come spiega Virgilio, dopo che Lucifero, il più bello degli angeli, ribellatosi a Dio, venne scaraventato giù dal Paradiso. Incastratosi al centro della terra, fece il vuoto intorno a sé. La terra si ritrasse di paura e si ritirò fuori dall’altra parte del globo, formando la montagna del Purgatorio che esattamente simmetrica all’Inferno; tra il centro della terra e la montagna del Purgatorio si formò anche un cunicolo, una «burella», come la chiama Dante, che permetterà al poeta e a Virgilio di giungere “a riveder le stelle” sulla spiaggetta del Purgatorio. Questo accade nel canto trentaquattresimo dell’Inferno precisamente nella quarta zona del nono cerchio, nella ghiaccia del Cocito, ove sono puniti i traditori dei benefattori; siamo alla sera del 9 aprile 1300, o secondo altri commentatori del 26 marzo 1300 (Sabato Santo).

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Si tratta dell’ultimo canto dell’Inferno: Dante e Virgilio vi vedono Lucifero, principio di ogni male, e scendono al centro della terra lungo il suo corpo, fino a risalire poi sull’altro emisfero dove si trova il Purgatorio, oggetto della prossima cantica. Lucifero immaginato da William Blake

1.3 Jules Verne e Voyage au centre de la Terre

1.3.a L’opera

Trama: L’Opera si apre direttamente con una data storica: il 24 maggio del 1863; una domenica in cui il protagonista, il professor Lidenbrock, rientrò in gran fretta nella sua casa d’Amburgo.

Aveva fra le mani un preziosissimo libro originale, in lingua islandese, di un autore del XII secolo; si diresse subito nel suo studio e, chiamato Axel, il suo fedele nipote, cominciò a tessere le lodi a quel meraviglioso volume; cominciarono a discutere quando un incidente venne a sviare il corso della conversazione: davanti agli occhi di Axel e del professore scivolò fuori dal libro una pergamena e cadde a terra; su di essa si schieravano caratteri incomprensibili, questi segni bizzarri indussero il professor Lidenbrock e suo nipote ad intraprendere la più singolare spedizione del XIX secolo. Si trattava di un crittogramma in runico, i cui simboli erano disposti su tre colonne e il professore riuscì a ricostruire il testo originale in latino; con un lampo d’intelligenza, Axel trovò anche la chiave per interpretarlo, bastò leggerlo dalla fine all’inizio. Nella traduzione però comparve un nome islandese: Arne Saknussemm, per giunta quello di uno scienziato del XVI secolo; il testo riportava le istruzioni per compiere l’impresa che costui aveva fatto, vale a dire un viaggio al centro della Terra, e il professore lette tali parole non fu capace di trattenere l’entusiasmo e, dopo pochi giorni, era già in viaggio con Axel verso l’Islanda.

Il 10 giugno arrivarono a Reykjavik, capitale dell’Islanda, e furono ospitati, per alcuni giorni, dal signor Fridriksson, studioso di scienze; il professor Lidenbrock approfittò per indagare sulla vita di Arne Saknussemm

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