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Concetti Chiave

  • Eraclito e Parmenide sono considerati i padri fondatori del pensiero filosofico occidentale, uniti nella ricerca della verità.
  • Il pensiero di Eraclito si basa sulla contrapposizione tra filosofia, identificata con la verità, e la mentalità comune, che considera fonte di errori.
  • Eraclito definisce la realtà come una connessione di opposti, esprimendo la legge di interdipendenza tramite il termine "logos".
  • Parmenide, attraverso il suo poema "sulla natura", si presenta come maestro di verità, evidenziando la via dell'essere come fondamentale per la comprensione della realtà.
  • Parmenide attribuisce caratteristiche all'essere, come ingenerato, eterno, unico, immobile, immutabile e finito, rappresentandolo simbolicamente con una sfera.

Padri del pensiero filosofico

Questi due poeti sono i padri fondatori del pensiero filosofico occidentale. Sono accomunati da molti aspetti che riguardano la loro ricerca filosofica, entrambi ricercano la via della verità.

Eraclito e la verità?

Nasce ad Efeso nel VI secolo a.C e proviene da una famiglia di origini aristocratiche. Benché fosse il figlio maggiore e quindi destinato ad occuparsi di politica, lasciò il posto al fratello minore.

Alla base del pensiero di Eraclito vi è la contrapposizione tra la filosofia, da lui identificata con la verità e la comune mentalità degli uomini, da lui ritenuta fonte di errori.Proprio per questa mentalità viene definito l'oscuro.

Eraclito distingue gli uomini in: dormienti (più), coloro che si fermano a ciò che i sensi manifestano, i non filosofici. Ad essi egli contrappone gli svegli(pochi), ovvero i filosofi che sanno cogliere il segreto delle cose.

Il suo è uno stilo fatto di piccoli detti: chiamati aforismi, su cui è necessario soffermarsi per comprenderne pienamente il significato, da qui il nome "oscuro". La scelta di questo stile deriva dal fatto che egli ritiene di doversi esprimere solo con gli "svegli".

Eraclito e il divenire

Eraclito è passato alla tradizione come il filosofo del divenire, per cui ola realtà è costituita da unità di opposti, ogni cosa che esiste ha in sé io proprio contrario e non possono rimanere separati perché l'uno vive in virtù dell'altro, sono indissolubilmente legati.

Dunque la realtà è una connessione di contrari. Eraclito definisce la legge di interdipendenza fra i contrari "logos", a cui dà tre significati: legge universale della realtà (l'armonia dei contrari), il pensiero razionale e la parola (discorso).

Egli usa lo stesso termine per indicare tre aspetti diversi che hanno fra loro una corrispondenza , ovvero la legge universale della realtà, la si può comprendere tramite la ragione e questa conoscenza la si esprime attraverso il discorso.

Il fuoco viene utilizzato da Eraclito come simbolo dell'armonia dei contrari perché p l'elemento naturale per eccellenza che nasce e muore.

Parmenide e la natura

Ci troviamo ad Alea nel VI secolo a.C in Campania. Darà vita ad una sorta di scuola, ma come per i pitagorici, parliamo perlopiù di un orientamento di pensiero che venne seguito dai suoi allievi.

Ci lascia uno scritto, si tratta di un poema di pochi versi intitolato "sulla natura" il termine natura indica la realtà nel suo complesso.

Ma perché scrive in versi?

Perchénel VI secolo a.C non esiste uno stile letterario tipicamente filosofico, non esiste una poesia, dunque il poeta decide di scrivere in versi.

Parmenide vuole presentarsi come maestro di verità, rivelando ciò che la dea Dike gli aveva detto, ovvero scegliere fra due vie. una che va necessariamente percorsa e un'altra che non lo doveva essere.

Parmenide e l'essere

-Ciò che è e non può non essere, è la via della verità, la via dell'essere. La parola essere ha un significato esistenziale ovvero "esistere". A questo essere Parmenide individua delle caratteristiche:

ingenerato- l'essere è ingenerato, perché se nascesse o morisse implicherebbe in qualche modo il non-esiste.

eterno- non ha un inizio e una fine, ma è, se l'avesse significherebbe non esistere.

unico- se fosse molteplice, ogni aspetto non sarebbe l'altro.

immobile e immutabile- se si muovesse o se mutasse non sarebbe più ciò che era prima.

finito- poiché la finitezza è sinonimo di perfezione.

Per indicare tale perfezione egli la rappresenta con una sfera, in quanto figura perfetta, tutti i punti che formano il cerchio sono equidistanti dal centro.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo di Eraclito alla filosofia del divenire?
  2. Eraclito è noto come il filosofo del divenire, sostenendo che la realtà è composta da unità di opposti, dove ogni cosa esiste in virtù del suo contrario. Questa interdipendenza è definita "logos", che rappresenta la legge universale della realtà, il pensiero razionale e il discorso.

  3. Come Eraclito distingue gli uomini nella sua filosofia?
  4. Eraclito distingue gli uomini in "dormienti", che si fermano ai sensi e non filosofano, e "svegli", i filosofi che comprendono il segreto delle cose. Questa distinzione evidenzia la sua visione della verità come accessibile solo a pochi.

  5. Qual è il significato del poema "Sulla natura" di Parmenide?
  6. Il poema di Parmenide, intitolato "Sulla natura", rappresenta la sua ricerca della verità e la scelta tra due vie: una da percorrere, che conduce alla verità, e l'altra da evitare. Scrivere in versi era l'unico modo disponibile nel VI secolo a.C. per esprimere pensieri filosofici.

  7. Quali sono le caratteristiche dell'essere secondo Parmenide?
  8. Parmenide descrive l'essere come ingenerato, eterno, unico, immobile, immutabile e finito. Queste caratteristiche indicano che l'essere non può nascere o morire, non ha inizio né fine, e rappresenta una perfezione simile a quella di una sfera.

  9. Perché Eraclito è considerato "l'oscuro"?
  10. Eraclito è definito "l'oscuro" a causa del suo stile aforistico, che richiede una riflessione profonda per essere compreso. Egli ritiene che solo gli "svegli" possano afferrare il significato profondo delle sue affermazioni, rendendo la sua filosofia accessibile solo a pochi.

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