Concetti Chiave
- La crisi demografica ha provocato una recessione economica, con una diminuzione della domanda di prodotti e un aumento dei prezzi dei cereali, portando all'abbandono delle terre e allo spopolamento di villaggi.
- Il fenomeno dello spopolamento ha favorito una riorganizzazione della produzione agraria, contribuendo anche all'aumento della desertificazione delle colture.
- Si è assistito a un incremento delle coltivazioni legate all'attività artigianale, come le piante tessili e quelle per la produzione di colori per stoffe e dipinti.
- La crisi economica ha costretto aristocratici e enti ecclesiastici a vendere le loro terre, consentendo ai mercanti e artigiani di investire nelle campagne.
- L'introduzione di una mentalità imprenditoriale ha caratterizzato la riorganizzazione delle attività agricole, diversificando gli investimenti nei terreni.
Che cos'è la crisi demografica ed economica?
La profonda crisi demografica ebbe forti ripercussioni a livello economico: iniziò un periodo di recessione e vi fu una diminuzione della richiesta dei prodotti e si assistette a un rialzo dei prezzi dei cereali. La principale conseguenza fu l’abbandono delle terre meno produttive, accompagnato dallo spopolamento di interi villaggi. Alcuni storici hanno definito questo fenomeno desertificazione delle campagne in quanto nessuno occupò delle pratiche idriche: l’assenza di irrigazione e l’incuria causarono un progressivo inaridimento anche delle terre fertili.
Desertificazione e riorganizzazione agraria
Lo spopolamento delle campagne in alcune regioni favorì una riorganizzazione della produzione agraria e un aumento della desertificazione delle colture. Contemporaneamente aumentarono le coltivazioni legate all’attività artigianale, come le pianti tessili (lino, canapa), quelle legate alla produzione di tessuti (il gelso) o quelle per la produzione di colori utilizzati per stoffe e dipinti come il guado o lo zafferano.
Mentalità imprenditoriale nelle campagne
La riorganizzazione delle attività agricole fu caratterizzata dall’introduzione, anche nelle campagne di una mentalità imprenditoriale. Campi e terre erano stati acquistati da mercanti e artigiani con notevoli disponibilità economiche, che intendevano diversificare i loro investimenti. Ciò fu possibile perché la crisi aveva contribuito ad affossare ancora di più la situazione economica degli enti ecclesiastici e degli aristocratici. L’aumento dei costi e il calo dei profitti costrinsero questi grandi proprietari terrieri a vendere le loro terre ai ceti urbani. I cittadini acquistarono così parti delle vecchie proprietà ormai in declino e beni di piccoli proprietari.
Domande da interrogazione
- Quali sono le conseguenze della crisi demografica sull'economia agricola?
- In che modo lo spopolamento delle campagne ha influenzato la produzione agricola?
- Come si è sviluppata una mentalità imprenditoriale nelle campagne?
La crisi demografica portò a una recessione economica, con una diminuzione della domanda di prodotti e un aumento dei prezzi dei cereali, causando l'abbandono delle terre meno produttive e lo spopolamento di villaggi, fenomeno definito desertificazione delle campagne.
Lo spopolamento ha favorito una riorganizzazione della produzione agraria, con un aumento della desertificazione delle colture e una maggiore diffusione di coltivazioni legate all'artigianato, come piante tessili e coloranti per stoffe.
La crisi economica ha spinto mercanti e artigiani a investire nelle terre, acquistando proprietà da aristocratici e enti ecclesiastici in difficoltà, portando a una diversificazione degli investimenti e a una riorganizzazione delle attività agricole.