Concetti Chiave
- Il verismo nasce in Sicilia alla fine dell'800 e si diffonde a Milano, contestando il romanzo romantico di Manzoni.
- Giovanni Verga, esponente principale del verismo, utilizza un linguaggio autentico e rappresenta la realtà dei bassi ceti attraverso il "Ciclo dei Vinti".
- Le opere di Verga si caratterizzano per l'impersonalità e l'eclissi dell'autore, con un forte uso del discorso indiretto libero.
- Verga ha una visione pessimistica della vita, influenzata dalla teoria dell'evoluzione, rifiutando l'idea di progresso sociale e descrivendo la realtà in modo crudo.
- Le sue opere hanno una valenza sociologica, affrontando problemi sociali e contribuendo a un'analisi scientifica della società dell'epoca.
Origini e diffusione del Verismo
Il verismo nasce in Sicilia a fine 800’. Si diffonde prevalentemente nell’ambiente milanese dove, all’epoca, il romanzo considerato d’eccellenza era quello di Manzoni, “I promessi sposi”. Il critico letterario Capuana legge le opere di Zolà e ne condivide l’impersonalità attraverso il quale vengono scritte mentre al contrario rinnega la funzione sociologica che l’artista gli attribuisce; nonostante ciò si impegna ugualmente a diffondere i suoi ideali. Non esisteva una vera e propria scuola verista o un movimento organizzato, di fatti il movimento verista faceva riferimento alla realtà, alle persone ed ambienti popolari in modo tale da creare in essi dei veri e propri valori; le caratteristiche principali di questo movimento sono: l’impersonalità dell’autore che si eclissa e non interviene nella narrazione ed il discorso indiretto libero, ovvero quando l’autore riporta i pensieri dei personaggi senza l’utilizzo del discorso diretto. I suoi maggiori esponenti sono: Verga, Capuana e De Roberto.
Giovanni Verga e le sue opere
L’autore Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 in una famiglia agiata, non si laurea ma riesce comunque ad ottenere un’adeguata formazione grazie ad Antonio Abate. Dal 1840 viaggia molto tra i centri letterari più importanti di Firenze e Milano, dove pubblicherà i romanzi pre-veristi a stampo romantico:
Eva: nell’opera descrive la sua visione di Milano, ne denuncia la società materialista e l’emarginazione degli intellettuali.
Eros e Tigre Reale: l’autore analizza i problemi sociali tramite queste opere, che successivamente rinnegherà.
Negli anni seguenti non si sa con precisione cosa fece perché non amava mettersi in mostra e stare nei salotti letterari. Nel 1875 venne scritta “L’inchiesta Franchetti-Sonnino” sul lavoro minorile, da qui si ha la vera svolta al verismo dell’artista, con tutte le sue caratteristiche ovvero impersonalità, eclissi dell’autore, regressione e coro, attraverso il quale delinea l’opera “Rosso Malpelo”, dove Verga fotografa cio che vede regredendo allo stesso livello dei personaggi. Affronta lo studio della società, partendo dai bassi ceti per poi arrivare a quelli alti attraverso il “Ciclo dei Vinti” (dove i vinti rappresentano tutti coloro che devono lottare per sopravvivere) composto da cinque romanzi:
I Malavoglia;
La Duchessa di Leyra (che non riesce a terminare);
L’Onorevole Scipioni;
L’Uomo di Lusso (di cui rimangono solo i progetti).
Caratteristiche del Verismo di Verga
Nell’ambiente milanese l’autore si sentiva isolato in quanto nella città ancora non si era sviluppato il movimento verista ed anche nella sua terra natia, la Sicilia, le sue idee non vennero diffuse in quanto non condivise. Nelle sue scritture utilizza un linguaggio adeguato ai personaggi di cui scrive con sintassi siciliana, proverbi, imprecazioni ed intercalare. Dal punto di vista religioso l’autore non è molto coinvolto, pensa che non ci sia miglioramento nella vita, le cose possono solo andare peggio, infatti i suoi personaggi vengono sempre vinti da qualcosa mostrando così un lato fatalista del suo pensiero.
Visione pessimistica e sociologica di Verga
Nelle sue opere verga si eclissa immergendosi nei suoi personaggi. Non utilizza la lente dello scrittore, dove l’autore prende un fatto ingrandendolo per crearvi un romanzo, ma fotografa i fatti analizzandoli. Non dà giudizi e non emerge nell’opera in modo tale sembri essersi creata da sé, infatti regredisce facendo da portavoce corale del popolo. Ha una visione pessimistica della vita basata sulla teoria dell’evoluzione di Darwin, secondo il quale vince il più forte. Nega la rivoluzione sociale considerando il progresso come una “fiumana” e descrivendo la realtà così com’è data l’impossibilità di cambiarla. La funzione dei suoi romanzi è sociologica-progressista in quanto crede di contribuire al progresso parlando dei problemi sociali ed analizzando in modo scientifico la società.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del Verismo e dove si è diffuso principalmente?
- Quali sono le caratteristiche principali del movimento verista?
- Come si è evoluta la scrittura di Giovanni Verga nel corso della sua carriera?
- Qual è la visione di Verga riguardo alla società e al progresso?
- In che modo Verga utilizza il linguaggio nelle sue opere?
Il Verismo nasce in Sicilia alla fine del 1800 e si diffonde prevalentemente nell'ambiente milanese, dove il romanzo d'eccellenza era "I promessi sposi" di Manzoni.
Le caratteristiche principali del Verismo includono l'impersonalità dell'autore, che si eclissa nella narrazione, e l'uso del discorso indiretto libero, che permette di riportare i pensieri dei personaggi senza il discorso diretto.
Giovanni Verga inizia con romanzi pre-veristi a stampo romantico, ma dopo il 1875, con "L'inchiesta Franchetti-Sonnino", abbraccia il Verismo, evidenziando l'impersonalità e la regressione nei suoi lavori, come in "Rosso Malpelo".
Verga ha una visione pessimistica della vita, influenzata dalla teoria dell'evoluzione di Darwin, e considera il progresso come una "fiumana", negando la possibilità di una rivoluzione sociale e descrivendo la realtà senza illusioni.
Verga utilizza un linguaggio adeguato ai personaggi, incorporando sintassi siciliana, proverbi e imprecazioni, per rendere autentica la voce dei suoi protagonisti e riflettere la loro realtà sociale.