Concetti Chiave
- Rosso Malpelo è una novella di Giovanni Verga pubblicata nel 1878, parte della raccolta Vita dei campi, che esplora il mondo degli umili in Sicilia.
- La novella denuncia lo sfruttamento dei lavoratori, rappresentando la drammatica realtà delle cave siciliane attraverso gli occhi di un bambino.
- Verga adotta tecniche narrative veriste, utilizzando un narratore "regredito" che si immedesima nella cultura e nella mentalità dei personaggi, creando un effetto di straniamento.
- Il protagonista, Malpelo, è descritto come un bambino complesso, vittima di pregiudizi, la cui cattiveria apparente è il risultato di un contesto sociale ostile.
- La storia culmina tragicamente con la morte di Malpelo, il quale, rimasto solo e senza affetti, affronta un destino doloroso e solitario nella miniera.
Verga G.: Rosso Malpelo - commento
Rosso Malpelo (1878) , fa parte della 1.a raccolta di ispirazione verista, Vita dei campi, che Verga pubblica nel 1880 insieme a Fantasticheria , raccolta edita nel 1880 che raccoglie 8 novelle.
L’oggetto di rappresentazione è il mondo degli umili della Sicilia.
Nel 1877 era uscito il risultato di un’inchiesta commissionata dal governo italiano. Nel 1876, la Sinistra prende il potere e ordina questa inchiesta affinché emerga il quadro della situazione socio-economica del Sud. Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino sono coloro che hanno redatto l’inchiesta in Sicilia; qui si documenta il dramma della popolazione siciliana, in particolare le piaghe che sono evidenti: povertà, analfabetismo. Nello stesso tempo, si sviluppa un interesse per il mezzogiorno (nuovo campo di indagine) che per chi non se ne occupa appare sconosciuto. Villari, storico del Sud, nelle “Lettere meridionali” rende evidente la profonda delusione che ha investito la popolazione del Mezzogiorno dopo l’esperienza rivoluzionaria. L’esperienza risorgimentale era finita e non aveva realizzato nessuna aspettativa del Sud ed aveva spianato la strada alle organizzazioni malavitose.
Denuncia sociale e sfruttamento
In questo contesto, si colloca la novella di Verga Rosso Malpelo che ha come protagonista un bambino che lavora in una cava ed è soggetto a sfruttamento: da ciò deriva la denuncia sociale perché Verga vuole mettere in luce la piaga delle cave della Sicilia. Rosso Malpelo è un personaggio molto complesso dal punto di vista psicologico: è vittima dei pregiudizi popolari, non ha alcun amore materno, riversa tutto il suo affetto sul padre che poi muore, per trasferire successivamente il suo amore misto ad aggressività su Ranocchio.
Tecniche narrative veriste
Questa novella per il Verga è l’inizio dell’esperienza verista, in cui Verga non soltanto muta l’oggetto della sua rappresentazione (mondo umile) ma adotta anche tecniche narrative del tutto nuove e di qualità.
In Nedda, Verga adotta le solite tecniche narrative, narratore onnisciente che guarda il mondo e lo giudica; niente di nuovo, perché si tratta sempre dell’intellettuale borghese che guarda il mondo dall’alto.
Straniamento e pregiudizi
In Rosso Malpelo troviamo un impianto nuovo e diverso. Malpelo si chiama così perché aveva i capelli rossi ed era invidioso e cattivo (= espressione di pregiudizio proprio di un mondo arcaico)
L’incipit è stato a lungo studiato dai critici perché è un elemento di verità; si adotta un tipo di narratore che un critico, Baldi, ha definito come “narratore regredito” che si abbassa alla cultura, al modo di pensare del mondo che viene rappresentato; ha dato seguito alle espressioni che Verga ha espresso in Fantasticheria per capire il modo con cui ci si deve fare piccoli e immedesimarsi. Si tratta di descrivere le persone e i fatti dal punti di vista di un “anonimo narratore” dello stesso livello sociale e mentale dei personaggi che agiscono nella vicenda. E’ come se lo scrittore regredisca, abbandonando i propri parametri di giudizio, questo per obbedire ai nuovi canoni dell’arte verista.
Si crea un divario fra il punto di vista esplicito del narratore e il punto di vista implicito dell’autore che non può condividere certi pregiudizi. Il divario crea il procedimento dello “straniamento” che significa presentare come strano ciò che in realtà è normale, se si guarda da un punto di vista diverso.
Relazioni e destino di Malpelo
Malpelo non è amato, né dagli operai, né dai familiari; l’unica persona che gli vuole bene è il padre che ha preso a cottimo il lavoro di scavare della sabbia e Rosso lo assiste. Ad un certo punto il pilastro cede e seppellisce il padre, Rosso inizia a spalare poi va ad avvertire l’ingegnere di una cava, ma ormai il padre è morto; mentre gli operai fanno un sopralluogo sul posto, ad un certo punto si sente la voce di un fanciullo.
Malpelo è descritto senza nessuna nota di pietà; mentre scava, il ragazzo spera di sentire le grida del padre, ma il narratore non lo capisce e dice che sembra che ascolti ciò che il diavolo gli dice (perché cattivo) – esempio di straniamento: il colore rosso dei capelli è legato al diavolo
Malpelo aiuta il ragazzino, Ranocchio, perché lo vede debole, ma il narratore interpreta questo come un atto di malignità (es. di straniamento); Malpelo – sorta di filosofo che vuole insegnare a tutti come sa fare lui – picchia Ranocchio per insegnargli come difendersi e per questo si può affermare che la sua violenza non è frutto di cattiveria.
Malpelo ha compreso le leggi che dominano il mondo in cui il più forte prevale e il più debole soccombe (teorizzate da Darwin). A questo proposito si parla di darwinismo sociale. Il narratore non ha compreso questo, come non ha compreso il comportamento di Malpelo preso da un attacco di panico quando il padre viene seppellito dalla sabbia Quando ritrovano il corpo, consegnano a Malpelo tutto ciò che il padre possedeva. Malpelo fu rivestito con gli abiti del padre e nel vedere i suoi oggetti prova la nostalgia.
La novella si conclude con una sorta di suicidio del ragazzo: rimasto solo e senza affetti, nella miniera gli affidano i lavori più pericolosi. E’ così che un giorno con gli arnesi del padre in spalla, con del pane ed un fiasco di vino, si inoltra nella miniera da cui non farà più ritorno
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della novella "Rosso Malpelo"?
- Come si differenziano le tecniche narrative di Verga in "Rosso Malpelo" rispetto ad altre sue opere?
- Qual è il significato del nome "Malpelo" e come si collega al personaggio?
- In che modo la novella riflette il contesto socio-economico del Sud Italia dell'epoca?
- Qual è il destino finale di Malpelo e cosa simboleggia?
Il tema centrale è la denuncia sociale dello sfruttamento dei bambini nel mondo umile della Sicilia, rappresentato attraverso la vita del protagonista, un bambino che lavora in una cava e subisce pregiudizi e solitudine.
In "Rosso Malpelo", Verga adotta un narratore che si abbassa al livello culturale e mentale dei personaggi, creando un "narratore regredito" che offre una visione più autentica e immedesimata della realtà, rispetto al narratore onnisciente di opere precedenti.
Il nome "Malpelo" si riferisce ai capelli rossi del protagonista, simbolo di pregiudizi e cattiveria in un contesto arcaico, evidenziando come la società giudichi il ragazzo senza comprenderne la complessità psicologica.
"Rosso Malpelo" riflette il dramma della popolazione siciliana, evidenziando povertà e analfabetismo, in un periodo in cui l'esperienza risorgimentale aveva deluso le aspettative del Mezzogiorno, lasciando spazio a sfruttamento e malavita.
Il destino finale di Malpelo è tragico: rimasto solo e senza affetti, si inoltra nella miniera da cui non farà più ritorno, simboleggiando la disperazione e l'abbandono di un giovane vittima di un sistema sociale oppressivo.