Concetti Chiave
- Verga si forma attraverso la letteratura romantica e positivista, scrivendo romanzi pre-veristi che spaziano da opere storiche a sentimentali e mondano-scapigliate.
- Con "Rosso Malpelo", Verga segna l'inizio del Verismo, pur mantenendo elementi di partecipazione emotiva nelle sue opere.
- Il ciclo de "I vinti" illustra la lotta per la vita e il fallimento dei personaggi, evidenziando il pessimismo intrinseco nella loro esistenza.
- Verga sperimenta un'involuzione ideologica, abbandonando la scrittura e subendo il confronto con il successo di D'Annunzio.
- Utilizza tecniche narrative innovative, come l'artificio della regressione e il discorso indiretto libero, per immergere il lettore nella psicologia dei personaggi.
Influenze letterarie e prime opere
Verga ha letto testi di letteratura romantica e del Positivismo (cultura materialista e scientifica) -> su questa base scrive romanzi pre-veristi:
- Storico-patriottici: “Amore e patria”, “I carbonari della montagna”, “Sulla laguna”
- Sentimentali: “Una peccatrice”, “Storia di una capinera”
- Mondano-scapigliati (dopo il 1872): “Eva”, “Eros”, “Tigre reale”
Qual è l'evoluzione verso il Verismo?
- 1874: “Nedda”, definito da Verga “bozzetto siciliano di genere rusticano”, considerato da alcuni verista, anche se in realtà c’è ancora molta partecipazione emotiva
- 1878: “Rosso Malpelo”, la prima opera verista vera e propria, una novella che farà parte della raccolta “Vita dei campi” (1880), della quale fanno parte anche “La lupa”, “Fantasticheria”, “Jeli il pastore”, “Cavalleria rusticana”, “L’amante di Gramigna”
Ciclo de 'I vinti' e declino
- 1881: “I Malavoglia”, primo romanzo del ciclo de “I vinti”
- 1883: “Novelle rusticane”, raccolta di novelle delle quali fanno parte anche “La roba” e “Libertà”
- Prova a tradurre per il teatro la novella “Cavalleria rusticana”
- 1889: scrive “Mastro Don Gesualdo”, il secondo romanzo del ciclo de “I vinti”
- “Duchessa di Leyra”, il terzo romanzo del ciclo de “I vinti”
- “L’onorevole Scipioni” e “L’uomo di lusso”, quarto e quinto romanzo del ciclo de “I vinti”
Involuzione ideologica e tentativi teatrali
A questo punto smette di scrivere. Perché?
- Stanchezza nell’ispirazione
- Difficoltà di analizzare, nelle classi sociali più alte, l’idea di fondo di tutto il ciclo: la lotta per la vita o il desiderare qualcosa di più per affermarsi
- Nel 1889 D’Annunzio pubblica il “Piacere”, che ha subito un successo strepitoso e soppianta Verga, che non viene capito (solo dal 1950 con Luigi Rosso viene rivalutato: lo descrive come “il poeta della povera gente come Manzoni”, ma in realtà non capisce il distacco oggettivo che non ci permette di capire se vi sia o meno compassione. L’ideologia verghiana, inoltre, non è progressista, come crede lui)
- Negli anni ’90 tenta di tradurre per il teatro altre novelle, ma senza successo
Egli subisce un’involuzione ideologica: pessimista e antiprogressista
Progetti e ideali letterari
Testi programmatici:
- Lettera del 1878 a Salvatore Verdura: espone un progetto di ciclo di romanzi che vuole intitolare “La marea”, con “Padron ‘Ntoni”, “Mastro don Gesualdo”, “La duchessa della Gargantas”, “L’onorevole Scipioni”, “L’uomo di lusso”. Poi aggiunge che tutto il ciclo deve essere una “fantasmagoria” (realtà complessa della lotta per la vita, presa dalle teorie darwiniane dell’epoca all’interno del Positivismo) “che si estende dal cenciaiuolo al ministro e all'artista”.
Metafore e simbolismi nei Malavoglia
- Novella “Fantasticheria” (1878): prosa lirica dove racconta in forma di lettera (non inviata) e si rivolge ad una dama dell’alta società con cui ha fatto un viaggio insieme. Passando davanti ad Aci Trezza, vedono come vivono gli umili, che saranno gli abbozzi dei personaggi de “I Malavoglia”. Illustra la metafora di fondo dei “Malavoglia”: l’ideale dell’ostrica = gli umili sono come ostriche abbarbicate al loro scoglio, che finché stanno lì vivono, quando una decide di immergersi nel mare, viene inevitabilmente da esso inghiottita. (“Vinti” perché non possono migliorare).
- Prefazione alla novella “L’amante di Gramigna” sotto forma di lettera a Salvatore Farina: “La mano dell'artista rimarrà assolutamente invisibile e l'opera d'arte sembrerà essersi fatta da sé” -> stile incolore del naturalismo francese.
- Prefazione ai “Malavoglia” (’71): parla del ciclo dei vinti e scrive che “il movente dell'attività umana che produce la fiumana del progresso è preso qui alle sue sorgenti, nelle proporzioni più modeste e materiali. Il meccanismo delle passioni che la determinano in quelle basse sfere è meno complicato, e potrà quindi osservarsi con maggior precisione”.
Nei romanzi successivi la ricerca del meglio sarà analizzata nelle classi sociali più alte.
Confronto tra Padron 'Ntoni e Nipote 'Ntoni
Ideale dell’ostrica: differenza tra Padron ‘Ntoni e Nipote ‘Ntoni (comparatio per contrarium).
1. PN: simbolo della società secolare, arcaica, immobile, nemica del progresso.
1. NN: simbolo di chi crede in un riscatto umano ed economico.
2. PN: crede nella famiglia, nell’onore, nell’onestà, nel lavoro.
2. NN: crede nel benessere facilmente raggiungibile attraverso una vita sfaticata.
3. PN: ideale dell’ostrica.
3. NN: ideale del distaccarsi dallo scoglio e buttarsi nel mare.
4. PN: patriarca interprete di una saggezza antica che si esprime attraverso dei proverbi.
4. NN: ribelle che infrange la sacralità della famiglia: ribellione velleitaria.
Pessimismo e fallimento nei personaggi
Verga ha un’ideologia pessimistica, non crede nel progresso, che porta al fallimento.
Si pone l’accento sulla sua morte. Padron ‘Ntoni non muore a casa sua, ma all’ospedale (cosa negativa), è fallito sul piano economico, ma è circondato dall’affetto di tutti i suoi cari. Mastro Don Gesualdo, invece, ha fatto carriera, ma muore solo. I servi non accettano di asservire un ex-muratore. Il fallimento è sul piano affettivo.
Tecniche narrative e linguaggio
Verga va oltre il naturalismo:
- Artificio della regressione: il narratore regredisce, scompare a livello dei suoi stessi personaggi, racconta i fatti dal di dentro.
- Artificio dello straniamento: il narratore presenta i fatti in modo strano per chi legge (es. Rosso Malpelo).
- Discorso indiretto libero / rivissuto: passaggio tra una dimensione e l’altra, dalla narrazione al ricordo, senza i due punti e le virgolette.
Lingua: modula la sintassi italiana su quella del dialetto siciliano.
Domande da interrogazione
- Quali sono le influenze letterarie che hanno plasmato le prime opere di Verga?
- Come si evolve il pensiero di Verga verso il Verismo?
- Qual è il significato del ciclo de "I vinti" nella produzione di Verga?
- In che modo Verga affronta il tema del pessimismo nei suoi personaggi?
- Quali tecniche narrative utilizza Verga per raccontare le sue storie?
Verga è stato influenzato dalla letteratura romantica e dal Positivismo, scrivendo romanzi pre-veristi come "Amore e patria" e "Storia di una capinera".
Nel 1874, con "Nedda", Verga inizia a scrivere opere veriste, culminando nel 1878 con "Rosso Malpelo", considerata la sua prima opera verista vera e propria.
Il ciclo de "I vinti", iniziato con "I Malavoglia" nel 1881, rappresenta una riflessione sulla lotta per la vita e il fallimento dei personaggi, evidenziando il pessimismo dell'autore.
Verga esprime un'ideologia pessimistica, mostrando come i suoi personaggi, come Padron 'Ntoni e Mastro Don Gesualdo, affrontino il fallimento sia economico che affettivo.
Verga utilizza tecniche come l'artificio della regressione e il discorso indiretto libero, permettendo al lettore di immergersi nella psicologia dei personaggi e nella loro realtà.