Concetti Chiave

  • Verga sviluppa il "Ciclo dei vinti", analizzando il progresso e le sue conseguenze nei vari ceti sociali attraverso cinque romanzi.
  • Il concetto di Progresso porta all'alienazione degli individui, che, pur cercando successo, trascurano le relazioni umane.
  • Nella novella "Fantasticherie", Verga propone l'ideale dell'ostrica, suggerendo di rimanere radicati a valori e relazioni per non essere travolti dal Progresso.
  • Il romanzo "I Malavoglia" è un capolavoro del Verismo che riflette la verità sociopolitica della Sicilia post Unità d'Italia, centrato sulla famiglia Malavoglia.
  • Il contrasto tra Padron 'Ntoni, che cerca valori spirituali, e ‘Ntoni, che persegue il successo materiale, evidenzia il conflitto tra onestà e egoismo.

redir: https://www.skuola.net/libri/verga-malavoglia.html

ART. 1

L'ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, FONDATA SUL LAVORO.

LA SOVRANITÀ APPARTIENE AL POPOLO, CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONE.

Verga progetta il “Ciclo dei vinti”, nel quale presenta lo studio razionale e scientifico di cause ed effetti del Progresso, definendo i romanzi lo >. Egli analizza la “ricerca del meglio” nei vari ceti sociali, considerando cinque romanzi: “I Malavoglia”, “Mastro-don Gesualdo”, “La duchessa di Leyra”, “L’onorevole Scipioni” e “L’uomo di lusso”.
Verga osserva che mano in mano che si procede nei vari ceti sociali, la ricerca del materiale si maschera con motivazioni ideali: l’uomo politico le maschera dicendo che si sarebbe messo al servizio dei cittadini e l’artista si presenta e si pone come civilizzatore anche se, in realtà, persegue solo il suo successo, ma nel ceto più basso le motivazioni sono autentiche perché i protagonisti hanno realmente bisogno di soldi.
Verga riflette sul Progresso e si rende conto che questo si realizza al livello di storia dell’umanità e quindi su vasta scala, ma nella sua avanzata inarrestabile, travolge come una fiumana i singoli individui. Per far sì che esista il Progresso, deve esserci una maggiore insoddisfazione in modo che il singolo diventi sempre più egoista, arrivando a trascurare le relazioni fino ad eliminarle: questo porta all’alienazione. Il Progresso lascia nella sua strada migliaia di vinti poiché gli individui, ricercando il Progresso, si sono alienati.
Verga afferma che può esserci un modo per non essere travolti: questo viene esposto nella novella “Fantasticherie”.

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In questa novella, Verga espone l’ideale dell’ostrica. Il Progresso è concepito come una corrente travolgente e per non essere travolti bisogna fare come le ostriche che rimangono attaccate e radicate ai sassi. I sassi rappresentano i valori sacri e le relazioni che devono antecedere tutte le altre cose e devono essere curate. Le relazioni sono importanti da proteggere poiché l’amore è facile da perdere.

“I Malavoglia” è il capolavoro del Verismo italiano pubblicato da Verga nel 1881 e sono il riflesso della verità storico-sociale della Sicilia post Unità d’Italia.
La storia si svolge a Aci Trezza, nei pressi di Catania, e Verga cala qui la verità storico-sociale di un tipico paesino della Sicilia facendone una vera e propria ricostruzione in laboratorio.
I protagonisti del romanzo sono la famiglia Malavoglia: il nome è antifrastico poiché significa “svogliato” ma in realtà essi sono veri lavoratori.

La vicenda gira attorno alla casa del Nespolo, che è un eden perduto, poiché tutta la storia sta nella perdita e nel tentativo di riconquistarla. Il nespolo è un albero da frutto con le radici ancorate nella terra e questo sta a significare il senso della vita che ci tiene in piedi: la vita di questa famiglia è infatti radicata a un patrimonio di valori e sentimenti.
Il principale valore è infatti l’onestà nel lavoro. Verga elabora la religione della famiglia: il lavoro è un valore sacro quando non impedisce l’essere persona di un individuo, lo umanizza e migliora le relazioni, permettendo così di tornare a casa e avere il tempo per la propria famiglia e per le relazioni. La religione della famiglia si riverbera nel lavoro poiché quando la vita è piena di affetti è sempre feconda: questo viene dimostrato da Alessi, che con il lavoro onesto riesce, alla fine del romanzo, a ricomprare la Casa del Nespolo ed a riformare il nucleo familiare insieme a Mena. Egli dimostra che la vita continua a fiorire se si rimane radicati ai valori.

Nel romanzo, Padron ‘Ntoni e ‘Ntoni sono una coppia oppositiva poiché il nonno ricerca il bene spirituale formato dagli affetti familiari e dal vivere una vita in prospettiva di donare fino al sacrificio, mentre il nipote ricerca il bene economico e materiale che, secondo Verga, fa crescere anche l’egoismo individuale.
‘Ntoni parte per Trieste per cercare fortuna poiché si rende conto che il sistema dei valori non serve ad arrivare al successo, che è in mano ai prepotenti e ai furbi.
Non trovando fortuna, ‘Ntoni torna ad Aci Trezza ed inizia a frequentare l’Osteria della Santuzza che è il luogo della trasgressione.
Qui avviene la distruzione dell’ideale dell’onestà del lavoro e dell’onore.

- Io non sono una passera. Io non sono una bestia come loro! rispondeva 'Ntoni. Io non voglio vivere come un cane alla catena, come l'asino di compare Alfio, o come un mulo da bindolo, sempre a girar la ruota; io non voglio morir di fame in un cantuccio, o finire in bocca ai pescicani.
- Ringrazia Dio piuttosto, che t'ha fatto nascer qui; e guardati dall'andare a morire lontano dai sassi che ti conoscono. «Chi cambia la vecchia per la nuova, peggio trova». Tu hai paura del lavoro, hai paura della povertà; ed io che non ho più né le tue braccia né la tua salute non ho paura, vedi! «Il buon pilota si prova alle burrasche». Tu hai paura di dover guadagnare il pane che mangi; ecco cos'hai! Quando la buon'anima di tuo nonno mi lasciò la Provvidenza e cinque bocche da sfamare, io era più giovane di te, e non aveva paura; ed ho fatto il mio dovere senza brontolare; e lo faccio ancora; e prego Iddio di aiutarmi a farlo sempre sinché ci avrò gli occhi aperti, come l'ha fatto tuo padre, e tuo fratello Luca, benedetto! che non ha avuto paura di andare a fare il suo dovere.>>

[…]
- Che non ti vergogni di far questa vita? gli disse alfine il nonno, il quale era venuto apposta a cercarlo colla testa bassa e tutto curvo; e piangeva come un fanciullo nel dir così, tirandolo per la manica dietro la stalla della Santuzza, perché nessuno li vedesse. - E alla tua casa non ci pensi? e ai tuoi fratelli non ci pensi? Oh, se fossero qui tuo padre e la Longa! ’Ntoni! ’Ntoni!...
- Ma voi altri ve la passate forse meglio di me a lavorare, e ad affannarvi per nulla? È la nostra mala sorte infame! ecco cos’è! Vedete come siete ridotto, che sembrate un arco di violino, e sino a vecchio avete fatto sempre la stessa vita! Ora che ne avete? Voi altri non conoscete il mondo, e siete come i gattini cogli occhi chiusi. E il pesce che pescate ve lo mangiate voi? Sapete per chi lavorate, dal lunedì al sabato, e vi siete ridotto a quel modo che non vi vorrebbero neanche all’ospedale? per quelli che non fanno nulla e che hanno denari a palate, lavorate!
- Ma tu non ne hai denari, né io ne ho! Non ne abbiamo avuti mai, e ci siamo guadagnato il pane come vuol Dio; è per questo che bisogna darsi le mani attorno, a guadagnarli, se no si muore di fame.
- Come vuole il diavolo, volete dire! Che è tutta opera di Satanasso la nostra disgrazia! Ora sapete quel che vi aspetta quando non potrete più darvele attorno le mani, perché i reumatismi le avranno ridotte come una radica di vite? Vi aspetta il vallone sotto il ponte per andare a creparvi.
- No! no! esclamò il vecchio tutto giulivo, e gettandogli al collo le braccia rattratte come radiche di vite. I denari per la casa ci son già, e se tu ci aiuti...
- Ah! la casa del nespolo! Credete che sia il più bel palazzo del mondo, voi che non avete visto altro?
- Lo so che non è il più bel palazzo del mondo. Ma non dovresti dirlo tu che ci sei nato, tanto più che tua madre non ci è morta.
- Nemmeno mio padre non ci è morto. Il nostro mestiere è di lasciare la pelle laggiù, in bocca ai pescicani. Almeno, finché non ce la lascio, voglio godermi quel po’ di bene che posso trovare, giacché è inutile logorarmi la pelle per niente! E poi? quando avrete la casa? e quando avrete la barca? E poi? e la dote di Mena? e la dote di Lia?... Ah! sangue di Giuda ladro! che malasorte è la nostra!>>

Il comportamento di ‘Ntoni è di un estremo egoismo tanto che lascia tutto il duro lavoro al nonno mentre lui non fa niente.
La coppia oppositiva tra nonno e nipote si riflette su tutto il villaggio: il nonno, con valori e sentimenti, viene seguito da pochi, mentre il nipote, con interesse materiale ed egoismo individuale, rappresenta la maggior parte degli abitanti del villaggio.

Ne “I Malavoglia” è presente un forte elemento romantico rappresentato dalla riacquisizione dalla casa del Nespolo da parte di Alessi: questo sta a significare che i valori e i sentimenti sono ancora validi per la generazione futura che gli renderanno un futuro roseo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del "Ciclo dei vinti" di Verga?
  2. Il "Ciclo dei vinti" esplora le cause ed effetti del Progresso, evidenziando come questo travolga gli individui, portandoli all'alienazione e lasciando dietro di sé molti "vinti" (testo).

  3. Come Verga descrive la ricerca del Progresso nei diversi ceti sociali?
  4. Verga osserva che nei ceti più alti la ricerca del materiale è mascherata da motivazioni ideali, mentre nei ceti più bassi le motivazioni sono autentiche, poiché i protagonisti hanno un reale bisogno di denaro (testo).

  5. Qual è l'ideale dell'ostrica presentato da Verga nella novella "Fantasticherie"?
  6. L'ideale dell'ostrica suggerisce di rimanere attaccati ai "sassi", che rappresentano valori e relazioni importanti, per non essere travolti dal Progresso (testo).

  7. Qual è il significato della Casa del Nespolo nel romanzo "I Malavoglia"?
  8. La Casa del Nespolo simboleggia un eden perduto e rappresenta i valori e i sentimenti che radicano la vita della famiglia Malavoglia, evidenziando l'importanza dell'onestà nel lavoro (testo).

  9. Come si contrappongono le visioni di Padron ‘Ntoni e ‘Ntoni nel romanzo?
  10. Padron ‘Ntoni cerca il bene spirituale e i legami familiari, mentre ‘Ntoni è attratto dal successo materiale, evidenziando il conflitto tra valori tradizionali e ambizioni individuali (testo).

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