Concetti Chiave
- Verga è un autore di transizione, riflettendo il passaggio dall'idealismo romantico al positivismo nell'Italia dell'Ottocento.
- La poetica veristica di Verga mira a rappresentare la realtà in modo oggettivo, evitando l'influenza dei sentimenti personali dell'autore.
- Il positivismo di Verga si collega a una nuova forma di illuminismo, influenzando la cultura e la letteratura italiana del tempo.
- Le opere di Verga si ambientano in Sicilia, focalizzandosi sulle classi sociali subalterne e sulle loro lotte quotidiane.
- La visione di Verga è caratterizzata da un pessimismo profondo, rifiutando l'idea di una Provvidenza benevola e concentrandosi sui "vinti" della società.
Verga: Scrittore di Transizione
Verga ci si presenta come uno degli scrittori più inquieti e tormentati della nostra letteratura: la sua opera sembra non avere una precisa coerenza di svolgimento. Sempre in cerca di una ideologia, romantico e positiva insieme, uno scrittore di transizione, perché vissuto in un età d transizione, contrassegnata dal passaggio dall’idealismo romantico dell’Italia risorgimentale al positivismo dell’Italia borghese.
La Poetica del Verismo
Attraverso la poetica veristica si intendeva pervenire ad una presa di possesso della realtà: se pur questa è diversa da quella che lo scrittore desidererebbe, d’altra parte egli deve prenderne conoscenza, mostrarne gli aspetti più nascosti. Lo scrittore, x la prima volta nella storia moderna, rinuncia alle proprie armi tradizionali si fa scienziato (accettazione della realtà così com’è) e ad una descrizione in chiave scientifica.
VERISMO = soggetto è la vita vera e reale, in tutte le sue manifestazioni, i personali sentimenti dell’autore devono scomparire dal racconto, così che la rappresentazione acquisti i caratteri di oggettività, opera di indagine scientifica piuttosto che di trasfigurazione fantastica.
• Relativismo Eva [Eva, Tigre reale, Eros romanzi di intonazione tardo romantica]
Positivismo e Scapigliatura
Il positivismo è collegato con la tradizione illuministica, non privo di influenze romantiche. Il positivismo sorge come una sorta di nuovo illuminismo sulla base dell’espansione della civiltà borghese dell’Ottocento. Il positivismo si presentava come l’aspetto più clamoroso di un profondo rinnovamento che si operò fra gli intellettuali e nella cultura italiana.
L’impersonalità è il ritrarre direttamente dal vero la scientificità, intesa come riduzione degli elementi umani soprattutto a quelli fisici e fisiologici.
• La reazione alla letteratura risorgimentale si manifesta a Milano con il movimento che venne chiamato scapigliatura milanese. Confluivano nella poetica degli scapigliati due grandi componenti culturali: quella del simbolismo francese (Baudelaire, atteggiamenti anarchici, ricerca di una poesia come rivelazione immediata della realtà) e quella del naturalismo (culto del vero, ricerca di un linguaggio parlato). Il teorico di questo movimento è Capuana lo scrittore doveva assumere la sua materia dalla vita a lui contemporanea, prendendo a narrare fatti realmente accaduti. Il punto di partenza era il fatto umano. L’autore non doveva limitarsi a ritrarre gli avvenimenti e le figure dall’esterno, a fotografarli, ma doveva riprodurre la storia cogliendo e rivelando tutto il processo mediante cui il fatto si è prodotto. Era questo il momento scientifico dell’arte e dell’impersonalità.
Autobiografia e Critica Sociale
In tutti i romanzi di Verga troviamo una volontà autobiografica, nel senso che egli mirava a trasmettere stati d’animo e sentimenti che erano anche suoi, e a vivere nei suoi libri, avventure non vissute ma sognate. In più vi era anche la volontà di compiere un’analisi della società contemporanea mettendone a nudo le magagne sentimentali e le menzogne, per scoprire e denunciare l’immoralità della società nel suo complesso.
• Fase nuova della sua arte Nedda (episodio isolato), storia d’amore e di miseria di una povera raccoglitrice di ulive. Moto polemico contro la società. conversione al Verismo
Sicilia e Classi Sociali
Le opere di Verga hanno tutte come sfondo quello della Sicilia (Catania). I protagonisti sono uomini di classi subalterne: contadini, pastori, pescatori, artigiani; e se mettono in scena persone di ceti elevati, sono nobili di paese. vuole studiare la società italiana nei suoi vari strati sociali, a cominciare dai più bassi (I vinti).
Le Sconfitte nei Romanzi di Verga
1. I Malavoglia sono la storia di una famiglia i cui membri sono sconfitti nel loro sforzo per uscire dalla miseria e conquistarsi condizioni migliori di vita: è la lotta per il progresso, in un ambiente i cui problemi sono ridotti a quelli, elementari, del pane quotidiano o dell’insofferenza.
2. Mastro Don Gesualdo è la sconfitta di chi, vinta la battaglia per una migliore condizione economica, vuole ottenere la promozione sociale, e spera di conquistarla attraverso un matrimonio che lo apparenti alla nobiltà.
3. La Duchessa di Leyra sconfitta in quella vita del sentimento che può schiudersi solo ad un alto livello sociale ed economico
4. L’onorevole Scipioni sconfitta nelle ambizioni politiche tese alla conquista del potere
5. L’Uomo di lusso sconfitta nella più alta ambizione possibile, l’aspirazione dell’artista alla gloria
Pessimismo e Assenza di Provvidenza
La posizione ideologica di Verga è espressa in una novella di Vita dei campi (Fantasticheria), nella quale egli immagina di recarsi ad Aci Trezza in compagnia di una signora del gran mondo, che, appena arrivata, si mostra entusiasta di quella vita semplice, ma già il giorno dopo non ne può più, e non capisce come si possa vivere lì tutta la vita.
• La visione di Verga è pessimistica e tragica, perché egli non crede più, come Manzoni, nella Provvidenza, e Dio è completamente assente dai suoi libri, per cui su quel mondo di lavoro, di lotte, di passioni, di morti, non si stende mai clemente il cielo dei Promessi Sposi, promessa di giustizia e di pace. E come non crede in una forza provvidenziale, non crede nemmeno in un avvenire migliore. A lui, interessano solo i vinti, quelli che cadono lungo la strada, ed egli sa essere solo il poeta di chi resta ai margini della strada.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Verga come scrittore di transizione nella letteratura italiana?
- Cosa caratterizza la poetica veristica di Verga?
- In che modo Verga affronta la critica sociale nei suoi romanzi?
- Qual è il tema delle sconfitte nei romanzi di Verga?
- Qual è la visione di Verga riguardo alla provvidenza e al pessimismo?
Verga è considerato uno scrittore di transizione poiché vive in un'epoca di cambiamento, passando dall'idealismo romantico al positivismo borghese, cercando una nuova ideologia nella sua opera.
La poetica veristica di Verga mira a una rappresentazione oggettiva della realtà, rinunciando ai sentimenti personali dell'autore e adottando un approccio scientifico per descrivere la vita vera in tutte le sue manifestazioni.
Verga utilizza la sua scrittura per analizzare e denunciare l'immoralità della società contemporanea, trasmettendo stati d'animo e sentimenti autobiografici, come evidenziato nella sua opera "Nedda".
I romanzi di Verga, come "I Malavoglia" e "Mastro Don Gesualdo", esplorano le sconfitte dei protagonisti nel loro tentativo di migliorare le proprie condizioni di vita, evidenziando la lotta contro la miseria e le ambizioni sociali.
Verga esprime una visione pessimistica e tragica, rifiutando l'idea di una provvidenza benevola, come dimostrato nella novella "Fantasticheria", dove Dio è assente e il suo interesse si concentra sui "vinti" della società.