Concetti Chiave
- Verga nasce a Catania nel 1840 e inizia la sua carriera letteraria scrivendo romanzi patriottici a soli 17 anni.
- Il periodo della prima maniera (1865-1874) è contraddistinto da un sentimentalismo romantico e protagonisti segnati dal destino.
- La svolta verso il verismo avviene nel 1874 con la novella "Nedda", che rappresenta la miseria e la sofferenza del popolo siciliano.
- Durante il soggiorno a Milano, Verga è influenzato dalla poetica naturalista di Zola e sviluppa una forte nostalgia per la Sicilia.
- Negli ultimi anni, Verga riceve riconoscimenti significativi, tra cui la nomina a senatore a vita e celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno.
Gli esordi letterari di Verga
Nasce a Catania 1840 da un'agiata famiglia di proprietari terrieri. A 17 anni scrive già il suo primo romanzo "Amore e patria" seguito ad "I carbonari della montagna" (1861-62) -> testi di argomento patriottico (idee romantico risorgimentali). Si iscrive alla facoltà di legge, che abbandona per seguire la vocazione di scrittore giornalista.
La prima maniera e il trasferimento
periodo della prima maniera (1865-1874): tendenza al sentimentalismo romantico delle passioni, con ambienti borghesi, spesso raffinati, ma i protagonisti sono già personaggi "vinti dal destino, dalle passioni (e una premessa al verismo)
Qual è la svolta verso il verismo?
In questo periodo, Verga si trasferisce a Firenze nel 1865, poi a Milano nel 1872, dove conosce molti scrittori e inizia a leggere i romanzi di Flaubert e Zola
- 1874: la svolta -> "conversione al verismo -> stesura della novella Nedda"
Verga continua ad affrontare la tematica dei vinti, ma in un altro contesto, ossia quello popolare siciliano, segnato dalla miseria, dalla sopraffazione, dalla lotta per la sopravvivenza, dalla sofferenza (non ci sono più le donne fatali e gli ambienti cittadini presenti nei romanzi precedenti della prima maniera), La novella parla di una raccoglitrice di olive, che lascia la madre morente per andare a guadagnare soldi per le medicine. La madre muore, Nedda si chiude nel dolore, poi incontra Janu, un'altra vittima schiacciata dalla fatica e dalla malaria. La novella si conclude tragicamente: Nedda ha una figlia da Janu, ma è abbandonata da tutti per questa sua relazione. Janu muore e anche la piccola. Nedda rimane sola a condurre un'esistenza di miseria e stenti. La novella fu successivamente inclusa nella raccolta "Vita dei campi".
Il successo e la nostalgia
-1874-1893: periodo della seconda maniera -> verismo di Verga
-Durante questo periodo, Verga vive prevalentemente a Milano, dove si trova dal 1872. In questa città, culturalmente molto viva, giungono le influenze della poetica naturalista di E.Zola e giunge anche Capuana nel 1877, il quale si era già avvicinato alla tendenza verista. Tra Verga e Capuana si crea un rapporto di amicizia. In Verga si accentua la nostalgia per la sua terra e l'interesse per la questione meridionale, che a quel tempo era al centro del dibattito politico.
In questi anni, Verga ha un grande successo teatrale con l'opera lirica “Cavalleria rusticana"1884 (dall'omonima novella) (tra gli interpreti vi era Eleonora Duse, attrice che successivamente avrà un relazione amorosa con D'Annunzio (un grande successo ebbe anche la riduzione musicale di Cavalleria Rusticana fatta da Mascagni (che appunto la musico) e l'editore Sonzogno, contro il quale Verga intentò una causa per vedere riconosciuti i propri diritti))
Ritorno a Catania e ultimi anni
1893- 1922: nel 1893, dopo avere vinto la vertenza giudiziaria a proposito dei diritti d'autore. dell'opera lirica, che gli assicurò una maggiore tranquillità finanziaria, Verga lascia Milano e si trasferisce a Catania. Qui si ritira in una esistenza sempre più appartata e solitaria, deluso degli insuccessi delle sue opere e si allontana dall'ambiente letterario che precedentemente lo aveva sedotto.
Si dedica però ad alcuni drammi teatrali: La lupa, Dal tuo al mio. Inizia anche il terzo romanzo del Ciclo dei vinti : la Duchessa di Leyra, lasciato incompiuto dopo solo il primo capitolo
Politicamente si espresse a favore dell'intervento dell'Italia in guerra (adesione al nazionalismo)
Negli ultimi anni della sua vita, inizia a ricevere alcuni riconoscimenti letterari:
- luigi Russo gli dedica un saggio "Giovanni Verga";
- 1920, i suoi 80 anni sono festeggiati pubblicamente con Benedetto Croce, ministro pubblica istruzione e con un discorso celebrativo di Pirandello
Nel 1920 è nominato senatore a vita e nel 1922 muore a Catania nella sua casa.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la prima opera di Verga e quale tema affrontava?
- Come si caratterizza il periodo della prima maniera di Verga?
- Qual è la svolta che segna il passaggio al verismo per Verga?
- Quali influenze culturali ha subito Verga durante il suo soggiorno a Milano?
- Quali riconoscimenti ha ricevuto Verga negli ultimi anni della sua vita?
La prima opera di Verga è "Amore e patria", scritta a 17 anni, seguita da "I carbonari della montagna" (1861-62), entrambe di argomento patriottico con idee romantico risorgimentali.
Il periodo della prima maniera (1865-1874) è caratterizzato da un sentimentalismo romantico, con protagonisti "vinti dal destino" e ambienti borghesi, che anticipano il successivo verismo.
La svolta verso il verismo avviene nel 1874 con la stesura della novella "Nedda", che affronta la tematica dei vinti in un contesto popolare siciliano, segnato dalla miseria e dalla sofferenza.
A Milano, Verga è influenzato dalla poetica naturalista di Émile Zola e sviluppa un rapporto di amicizia con Capuana, accentuando la sua nostalgia per la Sicilia e l'interesse per la questione meridionale.
Negli ultimi anni, Verga ha ricevuto riconoscimenti come un saggio dedicato a lui da Luigi Russo, festeggiamenti pubblici per il suo ottantesimo compleanno e la nomina a senatore a vita nel 1920.